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AMBIENTE

Rischio idrogeologico, bloccati i fondi per il risanamento

di Paola Mammarella
Commenti 4070

Mancato trasferimento delle risorse e fondi Fas le cause individuate dall’Ance

Vedi Aggiornamento del 02/12/2011
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28/02/2011 – Nulla di fatto per il risanamento idrogeologico. Lo lamenta l'Ance, Associazione nazionale costruttori edili, con la nota redatta dal centro studi, che ha evidenziato criticità nell’utilizzo dei fondi stanziati dal Cipe più di un anno fa.
 
A bloccare l’avvio dei lavori sarebbe la mancanza delle risorse di cassa, non ancora trasferite dal Ministero dell’Economia, ma anche la riprogrammazione dei fondi Fas a favore delle grandi infrastrutture.
 
Iter degli stanziamenti
L’attività per il risanamento ambientale è iniziata nel novembre del 2009 con uno studio presentato alla Commissione Ambiente della Camera, che ha stimato in 44 miliardi di euro il fabbisogno per la messa in sicurezza del territorio.
 
A fronte di queste richieste, il Cipe, con la delibera 83/2009 ha stanziato circa un miliardo per la realizzazione di piani regionali di riduzione del rischio. Per la loro attuazione è stata anche prevista la nomina di un commissario straordinario.
 
Al miliardo di euro del Cipe vanno aggiunti 300 milioni dei Ministero dell’Ambiente. Devono invece essere sottratti 100 milioni, assegnati dopo le emergenze di Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna, e altri 100 per le calamità in Veneto, Campania e a Messina.
 
Dopo una prima fase di stagnazione, il Ministero dell’Ambiente ha accelerato la sottoscrizione di accordi di programma con le regioni, tanto che al momento solo Trentino, Friuli e Molise non hanno ancora stipulato una convenzione per il risanamento. Gli accordi prevedono il cofinanziamento statale e regionale per un totale di circa 2 miliardi di euro.
 
Le criticità
Per il Centro studi dell’Ance, sarebbero pronti a partire un migliaio di interventi, ognuno dei quali assorbirebbe in media 2 milioni di euro. Mancherebbero però le risorse di cassa perché non trasferite dal Ministero dell’Economia.
 
Secondo la delibera del Cipe, inoltre, i finanziamenti, a carico del fondo infrastrutture, vengono erogati con tempi compatibili ai vincoli di finanza pubblica e all’utilizzo dei Fas. Dal momento che a fine anno i fondi sono stati riprogrammati dando priorità alle grandi infrastrutture, si rischia il ritardo e il ridimensionamento dei piani regionali di risanamento idrogeologico.
 
L’Ance ha infine stimato che nel 2011 gli stanziamenti a favore del Ministero dell’Ambiente subiranno una decurtazione del 50%. Fattore che rende ancora più urgente il rapido utilizzo delle risorse disponibili.
© Riproduzione riservata

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