Carrello 0
LAVORI PUBBLICI

Appalti, chiarimenti su sicurezza e obblighi contributivi

di Paola Mammarella

Dal Ministero del Lavoro una circolare di sintesi per riconoscere un appalto genuino

Vedi Aggiornamento del 31/05/2011
15/02/2011 – Risolvere le problematiche connesse agli appalti che possono avere ripercussioni su sicurezza, illeciti e obblighi contributivi. È l’obiettivo della Circolare 5/2011, predisposta dal Ministero del Lavoro per la modernizzazione del quadro normativo di riferimento.
Il testo chiarisce il significato di appalto “genuino”, gli obblighi retributivi, i criteri di scelta dei contraenti, la responsabilità solidale tra committente, appaltatore ed eventuali subappaltatori, il ricorso alla certificazione, nonché la disciplina per la salute e sicurezza del lavoro.
 
Un appalto può essere considerato genuino quando è possibile accertare chi esercita il potere organizzativo e direttivo nei confronti dei lavoratori utilizzati. È inoltre necessaria una valutazione sull’attività appaltata, la durata del contratto e l'organizzazione dei mezzi necessari per la realizzazione dell’opera.
 
Secondo il Ministero del Lavoro assume rilievo anche l’accertamento del rischio d’impresa, soprattutto quando l'appaltatore opera nei confronti di un unico committente. Si tiene quindi presente se l'appaltatore esercita già abitualmente un'attività imprenditoriale, svolge una propria attività produttiva in maniera evidente e comprovata e opera per conto di differenti imprese.
 
Il Ministero ha chiarito che, in presenza di tutti i requisiti essenziali, tra cui iscrizione al registro delle imprese e regolarità contributiva, non viene pregiudicata la genuinità del contratto se i dipendenti o i subappaltatori utilizzano strumenti di proprietà del committente o dell'appaltatore.
 
In caso di appalti illeciti o fraudolenti, sono previste sanzioni pari a 50 euro per ogni lavoratore occupato e giornata di occupazione. La multa subisce un incremento di altri 20 euro se l'appalto illecito è stato predisposto per eludere i diritti dei lavoratori stabiliti da norme o contratti collettivi.

Tra i requisiti che consentono di valutare la regolarità degli appalti c’è anche il rispetto degli obblighi contributivi. Nell'appalto privato il trattamento retributivo minimo è determinato dalla contrattazione collettiva. All’interno dello stesso appalto, possono esserci divaricazioni salariali tra i dipendenti del committente e quelli dell'appaltatore. Nell'ambito dell'edilizia l'applicazione del contratto collettivo costituisce requisito essenziale per il rilascio del Durc. Gli stessi standard devono essere rispettati dagli imprenditori che partecipano ad appalti pubblici.

In materia di sicurezza sul lavoro negli appalti, la circolare ricorda che le misure più efficienti di prevenzione vengono realizzate con l'elaborazione del DUVRI, Documento unico di valutazione dei rischi interferenziali, e con azioni di monitoraggio.

Tra gli aspetti analizzati dal Ministero del Lavoro spiccano anche la qualificazione professionale delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro, il cartellino di identificazione dei lavoratori coinvolti nell'appalto, e il meccanismo della patente a punti, che prevede la decurtazione di un punteggio in base alle violazioni commesse in materia sicurezza, col divieto di continuare ad operare nel settore edile in caso di azzeramento.

Nella scelta dei contraenti, le stazioni appaltanti pubbliche devono quindi porre attenzione al costo del lavoro e alla sicurezza, che, anche in presenza del criterio del massimo ribasso, non possono essere oggetto d'asta, in quanto costi “insopprimibili” legati alla tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori. Per questo il Ministero, rifacendosi agli orientamenti dell’Unione Europea, raccomanda di ricorrere al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e di indicare esplicitamente gli obblighi nei capitolati. Ricorda poi come il dialogo competitivo, regolato dal Codice Appalti, sia più flessibile e indicato ai casi complessi.

La circolare spiega anche le dinamiche della responsabilità solidale. Negli appalti privati il committente è obbligato in solido con l’appaltatore e gli eventuali subappaltatori, nel limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere il trattamento retributivo e i contributi dovuti. Questo limite temporale vale per le azioni intraprese dagli istituti previdenziali verso il responsabile solidale. Resta invece fermo il termine di cinque anni per il recupero dei contributi nei confronti del datore di lavoro. Negli appalti pubblici la responsabilità solidale scatta nei rapporti tra appaltatore e subappaltatore.

Data la complessità dei rapporti che si instaurano nell’ambito degli appalti, il Ministero suggerisce infine il ricorso alla certificazione.
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
corrado

non condivido, perchè parti dal presupposto che i progettisti abbiano elaborato un progetto efficiente; sappiamo quanti errori, nella maggior parte dei casi, sono presenti, ai quali non è possibile porvi rimedio. Con il sistema dell'offerta economica più vantaggiosa, quanto meno si tenta di dare un contributo mettendo a disposizione la propria esperienza e capacità.

thumb profile
S.E.I.

a nessuno piacciono le gare a max ribasso ma il metodo della cosiddetta offerta economicamente più vantaggiosa è una plateale presa in giro. Cosa ne pensano le imprese è manifesto; come mai a gare simili per oggetto e importo ma svolte con i due metodi, a quelle al max ribasso (magari con l'esclusione automatica delle offerte anomale) partecipano 100-150 imprese e a quelle col metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa al max partecipano in 10-15? Perchè è palese che, almeno nel 90 % dei casi, l'aggiudicazione avverrà discrezionalmente a favore dell' impresa amica. Tale metodo è inoltre offensivo per i progettisti e ne svilisce il lavoro. E' ragionevole ritenere che i progettisti presentino la soluzione al meglio avendo concepito il progetto e avendo avuto modo di svilupparlo con il tempo necessario a disposizione; non si comprende bene come le imprese, nei 15 -20 giorni che, di fatto, hanno a disposizione per formulare la loro proposta, possano migliorare il progetto. Inoltre, visto che poi i criteri-parametri per la valutazione delle offerte sono indicati nel bando, perchè non segnalarli già ai progettisti che ne potrebbereo tenere conto per migliorare organicamente la soluzione. Qualora si tratti invece di problemi tecnologici particolari, allora le stazioni appaltanti abbiano il coraggio di ricorrere all'appalto-concorso. Si dice che la cosiddetta offerta economicamente più vantaggiosa consente di avere prezzi meno stracciati; ma non è detto perchè il prezzo è comunque un elemento di valutazione ed, inoltre, se vengono proposte migliorativi al progetto (materiali più validi e, quindi più costosi, opere aggiuntive, apprestamenti particolari), hanno tutti un costo suppletivo per cui quello che si guadagna con un ribasso minore si perde per i migliorativi. I lavori sono eseguiti correttamente se, con un progetto valido e chiaro, i controlli sono corretti ed effettivi e ciò qualunque sia il metodo di aggiudicazione. Per una limitazione dei ribassi che non si presti a imbrogli, il metodo dell'esclusione automatica delle offerte anomale con il taglio preventivo delle ali (ora applicato solo per le gare di lavori sotto un milione di euro) è l'unico che da garanzie. Per avere una limitazione maggiore, si potrebbe evitare di aumentare la media dello scarto medio delle offerte; con i numeri di partecipanti cui si è arrivati, e con il taglio delle ali, sarebbe anche scongiurato il pericolo di cordate. Se si adotta un metodo trasparente si può anche pensare a come evitare il numero spropositato di partecipanti (che poi si riflette in spese generali per le imprese che debbono partecipare a 100 gare per la speranza di vincerne 1); per le gare sotto 1 milione di euro il metodo della procedura ristretta semoplificata, se il sorteggio dell'elenco delle imprese è fatto in modo limpido, il metodo funziona.