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RISTRUTTURAZIONE Sismabonus 110%, come si calcolano i limiti di spesa
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Fondi strutturali, Fas e Piano Sud: l’Ance chiede di attivare i fondi

di Rossella Calabrese

Ancora bloccati i 30,6 miliardi di euro per infrastrutture e costruzioni previsti nei programmi regionali

Vedi Aggiornamento del 04/08/2011
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21/02/2011 - Attivare rapidamente, senza ulteriori riprogrammazioni, i 30,6 miliardi di euro di investimenti in infrastrutture e costruzioni previsti nei programmi regionali dei Fondi strutturali e FAS 2007-2013.
 
Lo chiede l’Ance (Associazione dei costruttori edili) in un ‘position paper’ in cui ricorda che il 26 novembre 2010 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Piano Nazionale per il Sud, definendo linee programmatiche, obiettivi e priorità della nuova strategia di intervento per la crescita del Mezzogiorno (leggi tutto).
 
Il Piano prevede la concentrazione delle risorse su poche priorità di intervento, tra cui i grandi progetti infrastrutturali. Le risorse che il Governo intende destinare al Piano per il Sud provengono dalla riprogrammazione dei Fondi strutturali e FAS 2007-2013 e delle risorse cosiddette “liberate” del periodo 2000-2006.
 
La riprogrammazione interessa complessivamente 30,6 miliardi di euro di investimenti in infrastrutture e costruzioni (16,5 miliardi di euro dei Fondi strutturali e 14,1 miliardi di euro del FAS 2007-2013). “In particolare - segnala l’Ance -, la riprogrammazione interessa i FAS di livello regionale di cui il Governo blocca il trasferimento da più di 18 mesi, sia nel Centro-Nord che nel Mezzogiorno. Destinare queste risorse a finalità non infrastrutturali - prosegue il documento dei costruttori - rischia di far venir meno il finanziamento di tante piccole e medie opere infrastrutturali diffuse sul territorio, immediatamente cantierabili e necessarie a garantire la qualità della vita dei cittadini”.
 
Una ricognizione a campione avviata dall’Ance a inizio febbraio ha messo in evidenza che, in molte Regioni, esistono tanti progetti pronti a partire ma in attesa dei finanziamenti bloccati da mesi. Sono opere di sistemazione del territorio e di collegamento tra i territori, indispensabili alla vita quotidiana.
 
In un contesto caratterizzato da tagli ai trasferimenti dello Stato agli enti locali - prosegue l’Ance -, i Fondi strutturali e FAS rappresentano in molte Regioni, soprattutto nel Mezzogiorno ma anche nel Centro-Nord, gli unici fondi che gli enti locali possono investire in infrastrutture nel 2011 e negli anni successivi. Inoltre, utilizzare questi fondi solo per grandi progetti infrastrutturali rischia di provocare un ulteriore slittamento della spesa e di modificare rapidamente la struttura della domanda di opere pubbliche, provocando un ulteriore calo dei bandi di gara di opere di media e piccola dimensione.
 
Da tempo, l’Ance ha evidenziato con forza la necessità di intervenire in modo incisivo al fine di garantire un rapido utilizzo dei fondi stanziati ed una tempestiva realizzazione delle opere previste. Ciò, secondo l’Ance, appare particolarmente urgente se si considera che le risorse stanziate nel Bilancio dello Stato per nuovi investimenti infrastrutturali hanno subito una contrazione del 30% nel triennio 2009-2011 e che le risorse dei Fondi strutturali e FAS rappresentano, secondo le stime dell’Ance, circa il 41% delle risorse statali destinate ad infrastrutture.
 
In conclusione, l’Ance condivide l’obiettivo di rendere la spesa efficiente e di garantire la realizzazione delle opere in tempi certi, ma ritiene fondamentale attivare rapidamente, senza ulteriori riprogrammazioni, i 30,6 miliardi di euro destinati ad infrastrutture e costruzioni nell’ambito dei programmi regionali dei Fondi strutturali e FAS 2007-2013. Inoltre, i costruttori avvertono che una riprogrammazione “tout court” delle risorse, che non tenga conto dell’effettivo stato dei progetti, rischia di provocare il definanziamento di numerose opere medio-piccole e di rimandare ulteriormente l’utilizzo di fondi programmati da mesi.
 
Infine, l’Associazione ricorda che le risorse ‘liberate’ del periodo 2000-2006, per un importo compreso tra 7 e 11 miliardi di euro, possono essere utilizzate per la realizzazione di grandi infrastrutture.
 

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