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Piano per il Sud: entro aprile saranno definiti gli interventi

di Rossella Calabrese

Fissata dal Governo la tabella di marcia per l’attuazione dei programmi infrastrutturali da attuare nel Mezzogiorno

Vedi Aggiornamento del 04/01/2012
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10/02/2011 - Il Governo ha definito la tabella di marcia dei prossimi mesi per l’attuazione del Piano per il Sud. Lo ha annunciato ieri il Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, al termine del Consiglio dei Ministri.
 
Secondo il timing, entro la fine di febbraio ci sarà il confronto con il Commissario europeo e le Regioni e la chiusura definitiva della ricognizione e riassegnazione delle risorse. Dal 1° marzo il Cipe approverà le delibere sui programmi nazionali e sugli interventi regionali. Entro il 30 aprile la definizione completa di chi deve fare cosa.
 
“Il principio che vogliamo portare avanti - ha detto il Ministro Fitto - è quello della concentrazione delle risorse su grandi interventi strategici. Ci saranno - ha spiegato ancora Fitto - delle regole precise sui finanziamenti”.
 
Rispondendo alle critiche sulla mancata attuazione del Piano per il Mezzogiorno, varato a novembre 2010, Fitto ha spiegato che con la tabella di marcia stabilita dal CdM sarà ora possibile verificare se gli impegni annunciati saranno mantenuti nei tempi previsti.
 
 
La storia del Piano per il Sud
Ricordiamo che il primo annuncio di un Piano per il Sud risale al luglio 2009: allora il Governo parlò di interventi strategici, facilitazioni fiscali per l’avvio di nuove imprese e di una Banca del Sud (leggi tutto).
 
A metà ottobre 2009 il Governo ha approvato un ddl sulla Banca per il Sud e chiesto al Ministro dello sviluppo economico di predisporre una proposta di “Piano per il Mezzogiorno”. Ma a febbraio 2010 l’Ance (Associazione dei Costruttori Edili) denunciava i ritardi nella cantierizzazione degli interventi finanziati al Sud (leggi tutto).
 
Il 26 novembre 2010 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Piano nazionale per il Sud, un documento programmatico contenente otto priorità per il rilancio del Mezzogiorno, attraverso la concentrazione delle risorse su interventi strategici e la razionalizzazione degli incentivi alle imprese. Tra gli interventi previsti vi erano l’Alta Capacità ferroviaria, l’edilizia scolastica, la Banca del Mezzogiorno.
 
Le risorse necessarie erano stimate in circa 100 miliardi di euro, di cui 20 in programmazione e altri 80 non spesi o bloccati. Parte della copertura sarebbe stata assicurata dalle ingenti risorse non spese, non programmate o non impegnate del Fondo FAS 2000-2006 (le risorse non spese sono state superiori al 50%), e dal FAS 2007-2013 (leggi tutto).

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