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LAVORI PUBBLICI

Ritardo pagamenti, contestate le iniziative del Governo

di Paola Mammarella
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Per il sottosegretario Viale le misure dell’esecutivo favoriscono l’accelerazione dei rimborsi

Vedi Aggiornamento del 16/05/2012
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09/02/2011 – Meno problemi per le imprese a causa dei ritardati pagamenti. Lo ha affermato il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Sonia Viale rispondendo all’interpellanza proposta dalla deputata Pd Angela Mastromauro, che ha invece contestato le soluzioni proposte dall’Esecutivo.

Sonia Viale ha affermato che sono state intraprese misure per favorire l’accelerazione dei rimborsi a favore delle imprese, che spesso non possono essere pagate dagli Enti locali, bloccati dal patto di stabilità interna.

Il Dl 185/2008, convertito dalla Legge 2/2009, ad esempio, prevede che gli Enti locali possano certificare i propri debiti certi per la somministrazione di forniture e appalti. La certificazione è rilasciata ai titolari dei crediti non prescritti e può essere utilizzata per la cessione del credito a banche o intermediari finanziari.

Il Dl 78/2010, inoltre, stabilisce che dal primo gennaio 2011 i crediti non prescritti, maturati nei confronti degli enti locali, possono essere compensati con le somme dovute loro. Per questa operazione è sempre necessaria la certificazione.

La Legge di Stabilità 2011, infine, ha previsto che con dpcm possano essere corretti i saldi obiettivi per un totale di 480 milioni di euro.
Non si è mostrata soddisfatta della risposta la deputata Mastromauro, secondo la quale le misure intraprese sarebbero insufficienti a fronte dei 15 miliardi di crediti vantati dalle imprese di costruzione.

Mastromauro ha lamentato anche una diminuzione di 30 miliardi negli investimenti in costruzioni, così come una riduzione del 50% delle gare. Situazione aggravata da procedure lunghe e complesse che, come denunciato dall’Ance, possono aumentare il rischio di contenzioso e non sono state corrette da appositi interventi sulla normativa ordinaria.

La deputata ha concluso il suo intervento con una panoramica sui fondi Fas. Il Governo, da 43,4 miliardi di euro disponibili fino al 2015, avrebbe spostato 23,6 miliardi da spesa in conto capitale a spesa corrente. La ripartizione iniziale destinava invece 36,9 miliardi al Mezzogiorno e 6,5 al centronord. Al momento sarebbero stati allocati 18,9 miliardi al Mezzogiorno e 19,4 al centro nord. Non sarebbero però state spostate risorse da infrastrutture al sud a infrastrutture al nord. Infatti, al centro nord la spesa in conto capitale sarebbe scesa da 6,5 a 3,3 miliardi, mentre al sud da 36,9 a 11 miliardi.
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