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Decreto Rinnovabili: la Camera propone modifiche al testo

Decreto Rinnovabili: la Camera propone modifiche al testo

Le Commissioni chiedono di eliminare il tetto di 1 MW per il fotovoltaico in area agricola

Vedi Aggiornamento del 04/03/2011
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 04/03/2011
08/02/2011 - Anticipare l’entrata in vigore dei limiti per gli impianti fotovoltaici in zona agricola; eliminare il tetto massimo di 1 MW per tali impianti e prevederne uno “adeguato ad evitare l’utilizzo eccessivo delle aree agricole”; dedicare al fotovoltaico al massimo il 20% delle superfici agricole fino a 5 ettari.
 
Sono queste alcune delle richieste di modifica avanzate dalle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera, alla bozza di decreto legislativo per il recepimento della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili.
 
Tali modifiche sono relative all’articolo 8, comma 5, che - ricordiamo - fissa un limite massimo di 1 MW di fotovoltaico per ogni ettaro di terreno agricolo e stablisce che il rapporto tra la potenza nominale dell’impianto e la superficie del terreno non sia superiore a 50 kW per ettaro.
 
Le Commissioni chiedono, inoltre, che tutti i suddetti limiti non si applichino alle aree dichiarate inquinate e che le Regioni possano stabilire limiti diversi per aree agricole marginali e non utilizzabili a fini di coltivazione, contaminate, incolte o degradate.
 
L’articolo 6-bis, comma 1, assoggetta alla procedura semplificata o alla comunicazione gli impianti solari termici da realizzare sugli edifici, a condizone che siano aderenti o integrati nei tetti con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda, e che non alterino la sagoma degli edifici. Le Commissioni chiedono di concedere le suddette semplidficazioni anche agl impianti “di rivestimento di pareti verticali esterne agli edifici”.
 
L’articolo 9, nel testo attuale, prevede l’obbligo di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e negli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni rilevanti. Le Commissioni chiedono che gli obblighi dei Regolamenti edilizi comunali sulle fonti rinnovabili, diversi da quelli fissati dal presente decreto o da leggi regionali, vengano aggiornati, decorsi sei mesi dalla pubblicazione del decreto.
 
Tra le osservazioni, c’è l’invito al Governo di definire un ‘burden sharing’ regionale, cioè di assegnare ad ogni Regione le quote di energia rinnovabile da produrre, per raggiungere l’obiettivo 2020. Ricordiamo che qualche giorno fa il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha chiesto con forza al Governo di fissare le quote regionali di burden sharing, attese da due anni (leggi tutto).
 
Inoltre, le Commissioni hanno suggerito al Governo di chiarire meglio la tipologia degli impianti ed i casi ai quali si applica l’autorizzazione unica e la procedura abilitativa semplificata, e come tali norme si coordinano con la DIA e la SCIA come modificate dal DL 78/2010. Si tratta dello stesso problema sollevato la scorsa settimana dalle Commissioni del Senato (leggi tutto).
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