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Piano Casa: Buzzetti, legge nazionale e bonus del Governo Prodi

di Paola Mammarella

Cnappc: coniugare la semplificazione con detrazioni 36% e bonus per la riqualificazione energetica

Vedi Aggiornamento del 24/06/2011
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15/02/2011 – Meglio la riqualificazione urbana che l’ampliamento volumetrico delle villette. Lo ha dichiarato all’Asca il Presidente dell’Ance Paolo Buzzetti, che per il rilancio dell’edilizia spera in un mix tra le misure varate dal CdM di martedì scorso e le agevolazioni fiscali approvate dal Governo Prodi.
 
Nell’intervista rilasciata all’Agenzia di Stampa, Buzzetti ha affermato che dopo il fallimento del Piano Casa del 2009, dovuto alla sovrapposizione normativa tra Stato e Regioni e ai vincoli introdotti dalle norme locali, è possibile ripartire.
 
Il Piano Casa dovrebbe però trasformarsi in un “Piano città”, coniugando le iniziative per la liberalizzazione economica e la semplificazione delle procedure (Leggi Tutto) alle misure sulle ristrutturazioni approvate dal Governo Prodi, come detrazione Irpef del 36% sulle ristrutturazioni, Iva agevolata e sconti fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici.
 
Sul tema della riqualificazione urbana l’Italia sarebbe indietro di circa 60 anni rispetto ai Paesi dell’Unione Europea. Un deficit che per il presidente dell’Ance potrebbe essere colmato con la semplificazione delle norme per il cambio delle destinazioni d’uso, la demolizione dei vecchi edifici e le ristrutturazioni, che dovrebbero andare di pari passo con gli incentivi per il risparmio energetico. Simili operazioni, infatti, non consumerebbero territorio e non causerebbero nessun impatto sui beni storici, culturali e paesaggistici.
 
Sulle stesse posizioni il Cnappc, Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, che ha espresso perplessità sul rilancio del Piano casa, a meno che non sia coordinato con le realtà locali per la riqualificazione di periferie e contesti residenziali degradati.
 
Il Cnappc, che riconosce la necessità di un rilancio dell’edilizia attraverso la semplificazione delle procedure, teme però che la modifica dell’articolo 41 della Costituzione per il sostegno alla libertà di impresa si trasformi in un insieme di riforme disorganiche incapaci di rimuovere le cause della crisi, “che suonano come sanatorie per chi ha edificato abusivamente al di fuori di qualsiasi controllo urbanistico o ambientale”.
 
Secondo il Consiglio nazionale, quindi, la tutela del territorio dovrebbe procedere in modo parallelo all’identificazione di strumenti per la promozione dell’architettura di qualità e il contenimento dei consumi. Uno scenario attuabile non solo con interventi pubblici e privati per la rottamazione urbana, ma anche con piani per il consolidamento e la ricostruzione del patrimonio edilizio postbellico.
 
 
 
 

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