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RISPARMIO ENERGETICO

Patto dei Sindaci: solo 4 città hanno il Piano per l’energia sostenibile

Legambiente ha presentato il dossier ‘Clima in Comune 2011’

Vedi Aggiornamento del 29/07/2011
Commenti 7956
21/02/2011 - In occasione di “M’illumino di meno” la giornata di silenzio energetico indetta dalla trasmissione Caterpillar di Radio2, Legambiente ha presentato il Dossier Clima in Comune 2011, sulle buone pratiche in campo energetico attuate dalle amministrazioni comunali.
 
Lo studio è stato illustrato proprio a Genova, la prima città italiana a vedersi approvare dall’Europa il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile, con tanto di pubblicazione sul sito ufficiale (www.eumayors.eu/home_it.htm), seguita da Torino, Avigliana e Maranello. 28 sono invece i comuni che hanno adottato buone pratichee 24 quelli “sospesi” per ritardi. Roma è a rischio sospensione e Milano, da sempre, è ferma al palo. Questo, in sintesi, il quadro emerso dal monitoraggio sui piani e le buone pratiche delle Amministrazioni italiane presentato venerdi 18 febbraio.
 
“C’è un ‘federalismo’ vero e sostenibile che sta nascendo anche in Italia e di cui, purtroppo, la politica parla poco - ha detto Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente. È il ‘movimento’ dei 600 comuni che hanno aderito al Patto dei Sindaci con Genova che fa da capofila in Europa! Sono le città che vogliono diventare sostenibili e belle per prime!”.
 
“Il Patto dei Sindaci” è stato lanciato dalla Commissione Europea il 29 gennaio 2008, nell’ambito della seconda edizione della Settimana europea dell’energia sostenibile ed è un’iniziativa nata per coinvolgere attivamente le città europee nel percorso verso la sostenibilità energetica ed ambientale. È un passo molto importante perché, per la prima volta, la Commissione dialoga direttamente con i comuni, piccoli o grandi che siano. Le città europee, su base volontaria, si impegnano, con la firma del Patto, a predisporre un Piano di Azione con l’obiettivo di ridurre almeno del 20% le proprie emissioni di gas serra attraverso politiche e misure locali che aumentino del 20% il ricorso alle fonti di energia rinnovabile, che migliorino del 20% l’efficienza energetica e che attuino programmi ad hoc sul risparmio energetico e sull’uso razionale dell’energia.
 
Il dossier di Legambiente ha monitorato cosa sta accadendo a livello nazionale, per sollecitare i Comuni che ancora non hanno colto il senso del Patto, e per diffondere le buone pratiche. Genova, Torino, Avigliana e Maranello sono quindi i comuni che hanno il piano ma già possiamo elencare le prime bocciature di quei Comuni i cui sindaci hanno firmato il Patto senza però giungere alla ratifica del Consiglio: Tra questi, capofila illustre, il Comune di Milano. I 24 ritardatari per cui la Commissione Europea ha deciso una sospensione temporanea sono: Abano Terme, Alonte, Arcugnano, Arzignano, Barbarano Vicentino, Brendola, Campiglia dei Berici, Casola di Napoli, Castelnuovo del Garda, Castelnuovo di Val di Cecina, Chiusdino, Cremona, Ferentillo, Longare, Montecatini Val di Cecina, Montecchio Maggiore, Monterotondo Marittimo, Nanto, Noventa Vicentina, Orgiano, Poiana Maggiore, Radicondoli, Rossano, Villaga, mentre Roma è seriamente a rischio sospensione per scadenza dei termini.
 
In positivo, spiccano poi alcune buone pratiche: l’Agenzia CasaClima di Bolzano, che si occupa dal 2002 di certificazione energetica degli edifici, con 2840 edifici certificati di cui 71 in classe Oro, 640 in classe A, 1980 in classe B e1500 ristrutturazioni. La Fondazione Cariplo, che dal 2006 al 2008 ha promosso un bando mirato a favorire la diffusione degli Audit energetici negli edifici pubblici dei comuni sotto i 30.000 abitanti, delle province lombarde e di Novara e Verbania, per 8,3 milioni di Euro di contributi erogati per 605 Comuni coinvolti.
 
Tra i comuni che si sono distinti per le buone pratiche c’è poi Salerno che, con un sistema di raccolta domiciliare spinto, è riuscita a raggiungere l’eccellenza per i rifiuti avviati a riciclo, la capacità gestionale e il forte coinvolgimento della popolazione. Il Comune di Cesano Boscone (Mi), è invece un esempio di gestione di servizio delle mense scolastiche e pubbliche improntate alla sostenibilità ecologica ed economica con circa 261.500 pasti sostenibili all'anno e circa 20.000 merende distribuite al personale che lavora nei plessi scolastici, ai dipendenti comunali e gli anziani assistiti a domicilio.
 
Un altro caso esemplare è quello dell’azienda USL di Rimini che ha realizzato un Piano di azione per il miglioramento della sostenibilità energetica in cui ha integrato e sistematizzato diversi interventi per migliorare l’efficienza energetica degli impianti dei quattro ospedali cittadini, e introdotto nella gestione quotidiana buone pratiche di risparmio e uso razionale dell’energia. Un plauso anche al comune 100% Rinnovabile di Sluderno,1800 abitanti in provincia di Bolzano, che copre interamente i propri consumi energetici e termici con fonti rinnovabili. Dai primi pannelli solari istallati nel 1990, vanta oggi 960 metri quadri di pannelli solari termici e 512 kW di pannelli fotovoltaici diffusi sui tetti di case e aziende e 4 microimpianti idroelettrici che hanno una potenza complessiva di 232 kW. Il riscaldamento delle abitazioni è garantito da un impianto di teleriscaldamento a biomasse locali e da biogas.
 
“Il patto dei Sindaci è una cosa seria, perché prevede verifiche e controlli. È anche uno strumento concreto perché la battaglia contro i cambiamenti climatici va combattuta e vinta principalmente nelle aree urbane - ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -. La riqualificazione delle nostre città in chiave energetica ma anche in tema di mobilità e trasporti è, infatti, la principale sfida per lo sviluppo di settori economici importanti come l’edilizia ed insieme per il miglioramento della vivibilità dei nostri centri urbani perseguito attraverso la valorizzazione di nuove professionalità”.


Fonte: Legambiente

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Altri commenti
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catellosoccavo

Ecco alcune interessanti risposte tecniche -degli sponsor del fotovoltaico- ad alcune richieste di chiarimenti sulla convenienza energetico-ambientale del fotovoltaico rispetto alla riqualificazione energetica (riduzione degli sprechi). Il tutto al fine di avviare un sereno confronto. Risposta n.1 Gentile Catello Soccavo I suoi interventi su questo blog stanno interamente occupando lo spazio di lavoro del gruppo d'acquisto e hanno raggiunto il limite dello spamming, che lei perpetra titolando tutti i suoi post con “Il fotovoltaico: la truffa perfetta”. Ci troviamo pertanto costretti a “bannare” il suo account, i commenti postati finora non verranno cancellati ma non potrà più inserirne di nuovi. La invitiamo a continuare il dibattito nel suo sito http://www.studiosoccavo.it/ . Cordiali saluti Jacopo Fo (NESSUN CALCOLO ALLEGATO) Risposta n.2 “Gentile” collega, La informo che se riceverò ancora sue email o altre comunicazioni di qualsiasi genere, non intercorrendo tra noi alcun vincolo né di conoscenza né di rapporto professionale, mi vedrò costretto a querelarLa , nonché a informare il CNI e il suo Ordine professionale di appartenenza in base alla violazione della legge sulla privacy. (NESSUN CALCOLO ALLEGATO) Risposta n.3 Ho letto gli articoli. Sono un fisico, ricercatore e progettista. Sono semplicemente vergognosi. Sono davvero schifato da cotanta ignoranza in materia. se hai queste opinioni sulle rinnovabili, devi avere l'accortezza di non pubblicarle su questo sito che definire spazzatura e' poco. Vergognati, vergognati 100.000 volte. Cambia lavoro, gente come te in Italia non ci deve stare. (NESSUN CALCOLO ALLEGATO) Credo che le argomentazioni tecnico-scientifiche degli sponsor del fotovoltaico siano chiarissime!

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alessandro

Finchè ci sono persone che ragionano come Vash e Antonio non faremo molti progressi in temi ambientali. Certo le rinnovabili da fotovoltaico costano alla collettività italiana poiché i prezzi che il governo ha stabilito per il kWh da FV sono esagerati e superiori comunque a quelli stabiliti da altri paesi. Ma intanto il prezzo del petrolio cresce in maniera veloce ed anche gli impianti fotovoltaici diventano meno onerosi per noi.

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antonio

le energie rinnovabili incidono per circa 1,5€ in bolletta, compreso le schifezze che bruciano le raffinerie e gli scarti industriali che non c'entrano nulla. I missili che gheddafi spara sulla folla chissà quanto incidono in bolletta e alla pompa ?, bravi, vietate le rinnovabili, 1Kw ad ettaro, adesso state partendo con lo short forestry rotation in val padana finchè vi conviene, mettete dei bei paletti con l'equity al 40% con la scusa di basilea 3 ...poi appena vi siete fatti i fatti vostri, che i costi si abbasseranno si chiude anche quello e gli altri son tutti speculatori del piffero...

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Vash

questi dati fanno sorgere un dubbio: quanti Sindaci avranno firmato il Patto senza nemmeno sapere di cosa si trattava e solo per avere un articolo sul giornale?