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Torino: 2 grandi progetti attendono il 'si' del Consiglio Comunale

di Rossella Calabrese

Camerana progetta una coppia di torri e Rolla firma il restyling del Palalavoro

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08/03/2011 – Torino: manca solo il “si” del Consiglio Comunale per dare l’avvio al Piano esecutivo convenzionato (Pec) relativo all’area “Spina 1” – ex Materferro, che porterà alla realizzazione di due nuove torri progettate da Camerana&Partners e Jan Störmer (Amburgo) su un lotto di 30.000 mq. Lo stesso dicasi per il progetto di riqualificazione del Palazzo del lavoro, disegnato progettato cinquant’anni or sono da Pierluigi Nervi, destinato a trasformarsi in un polo commerciale e turistico su progetto di Studio Rolla (Torino).
 
Le due torri di Camerana&Partners sorgeranno nell’area “Spina 1” tra corso Mediterraneo, corso Rosselli e corso Lione. Lo spazio urbano delimitato dai due edifici, rispettivamente alti 95 e 60 metri, verrà denominato “Porta dell'Europa”. La torre più alta sarà sede di uffici per 22.500 metri quadri, il volume più basso avrà invece carattere residenziale per complessivi 6000 mq. Sono inoltre previsti due parcheggi ipogei: uno pubblico di 253 posti, l’altro riservato ai residenti di 300 posti. Una piastra commerciale e una serie di servizi privati per un totale di 1.500 mq congiungeranno i due volumi, circondati da verde pubblico, spazi pedonali e aree sosta per il tempo libero.
 
“Il progetto intende segnare l’asse della Spina con un vuoto, in questo caso sottolineato da una sorta di ideale porta virtuale determinata dall’ampliamento della superficie dei piani alti della torre uffici, che sembra protendersi verso la torre delle residenze realizzando una sorta di portale interrotto, come se i due volumi fossero stati staccati. Il punto di maggior sporgenza della torre uffici ha una valenza immobiliare,
oltre che urbanistica, consentendo di aver maggiori metri quadri laddove valgono di più. L’orizzontalità dei piani è anche qui evidenziata con dei leggeri brise-soleil, che si limitano tuttavia a segnare solo il piano stesso. La “pelle” della torre uffici è composta da una facciata doppia in cui vetro interno ed esterno sono separati da uno spazio vuoto in cui entra l’aria, convogliata nel prolungamento della soletta che funziona come una macchina di scambiatore termico, in cui tubi contenenti acqua di falda raffreddano o scaldano l’aria, portandola all’interno con la temperatura giusta”, spiegano da Camerana&Partners.
 
Lo scorso 28 febbraio il sindaco di Torino, Chiamparino, ha presentato ufficialmente alla cittadinanza il progetto per la trasformazione del Palazzo del Lavoro. Una volta rifunzionalizzato, lo stabile, ceduto nel 2005 dal Demanio dello Stato a Pentagramma Piemonte SpA (società partecipata al 50% da Fintecna SpA, finanziaria del ministero dell’Economia, e dall’azienda edilizia ed immobiliare GEFIM), verrà ceduto alla società olandese Corio, specializzata nello sviluppo di centri commerciali.
 
Realizzato in occasione delle celebrazioni per il centesimo anniversario dell’Unità d’Italia nel 1961 e luogo/simbolo dell’Esposizione di Italia ’61, l’edificio ha pianta a base quadrata 150x150 metri per una superficie complessiva di 22.500 mq. Il tetto si poggia su 16 grandi colonne cave di cemento alte 25 metri, ognuna delle quali regge una struttura metallica quadrata di 38 metri di lato. Ideate per permettere la costruzione dello stabile in tempi record (meno di un anno), le colonne sono espressione dell’autentica maestria progettuale di Nervi: la base ha una sezione a croce che, rastremandosi, si trasforma, all’altra estremità, in sezione circolare sulla quale si poggia il capitello in acciaio che sorregge a sua volta l’ombrello della copertura. All’interno delle colonne sono inserite le tubature di raccolta delle acque meteoriche e vi è spazio sufficiente per consentire il passaggio ai tecnici addetti alle manutenzioni.
 
“Idea guida che ha accompagnato lo sviluppo progettuale è stata la volontà di individuare una soluzione innovativa che consenta di restituire il fabbricato alla Città caratterizzandone l’interno come uno spazio urbano dove il quotidiano possa trovare una nuova dimensione grazie alla dotazione largamente preponderante di spazi pubblici -  e cioè dei luoghi destinati alla socialità, al tempo libero, allo svago alla ristorazione alla cura del corpo - rispetto a quelli privati, più strettamente orientati verso le funzioni commerciali.
 
Altro tema progettuale che ha richiesto un approccio attento e rispettoso delle notevoli qualità paesaggistiche in gioco, ha riguardato la continuità tra il Palazzo del Lavoro e lo splendido Parco di Italia 61. Il progetto ha assunto come elemento caratterizzante la ricerca di una forte integrazione tra le attività specifiche del parco che trovano il loro naturale completamento (e complemento) nelle funzioni che strutturano il sistema di piazze.
 
I due luoghi di interconnessione con la città, la grande piazza su via Ventimiglia e l’agorà sul Parco, determinano una forte permeabilità del nuovo spazio urbano e restituiscono alla città un organismo architettonico dai tratti avveniristici, per troppo tempo negletto e segregato, dove percorsi urbani, piazze, terrazze panoramiche verso il parco e verso l’interno dell’edificio creeranno una contesto eccezionale di attrazione turistica che coinvolgerà i visitatori. 
 
Il progetto che è stato predisposto, proprio perché ambisce a generare nuove dimensioni di socialità in una struttura urbana, non poteva non tenere in debita considerazione il tema dell’accessibilità. Il Palazzo è strategicamente collocato, servito adeguatamente da viabilità urbana, connesso ad un sistema intermodale  di trasporto a medio e lungo raggio (autostrade, ferrovie, metropolitana) e dispone di un’ampia dotazione di parcheggi interrati che allevieranno notevolmente il carico urbanistico e il traffico indotto”, spiegano da Studio Rolla.

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