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Università della Valle d'Aosta: presentato il progetto di Cucinella
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Università della Valle d'Aosta: presentato il progetto di Cucinella

di Rossella Calabrese
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Geotermia e fotovoltaico per l'intervento da 134 milioni di euro

Vedi Aggiornamento del 17/05/2011
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15/03/2011 – Quello in corso è un mese ricco di iniziative e successi per Mario Cucinella e il suo team. Lo scorso giovedì, il nuovo headquarter di 3M Italia (sede italiana della celebre multinazionale americana), firmato da MCA-Mario Cucinella Architects, ha vinto il primo premio nella categoria “Green Building” dei MIPIM AWARDS 2011. Solo qualche giorno prima, in occasione di Eco Build (rassegna londinese sull'ecosostenibilità dell'industria delle costruzioni), l’architetto aveva presentato ufficialmente il progetto per l’Università della Valle d'Aosta.
 
Costruito nel Malaspina Business Park nei pressi di Milano in soli 16 mesi l’headquarter 3M, classe A CENED, ha una superficie lorda di pavimento pari a 10.600 mq, è largo circa 22 m e si articola su sei livelli di cui uno ipogeo. Le facciate vetrate del volume sono ad alta prestazione termica. La pelle esterna dell’edificio è segnata da un sistema di brise soleil formato da profili scatolari in alluminio verniciato di lunghezza e larghezza variabile, in grado di minimizzare il riscaldamento degli interni causato dall’irraggiamento solare nei mesi estivi e di conseguenza il ricorso ai sistemi raffreddamento artificiale degli uffici. Sulla copertura dello stabile sono stati inseriti dei pannelli fotovoltaici.
 
Il fronte meridionale dell’edificio, maggiormente soggetto alle escursioni termiche stagionali, è protetto da una serie di terrazze ombreggiate pensate come filtro climatico capace di mitigare il microclima degli interni e come punto relax nei mesi più caldi. La stessa funzione è svolta da due corti interne con verde rampicante Il raffrescamento degli uffici è effettuato attraverso un sistema di climatizzazione a travi fredde inserito all’interno dei controsoffitti.
 
“Geotermia” e “fotovoltaico” sono due fra le parole chiave del progetto per la trasformazione della caserma Testafochi di Aosta in campus dell'Università della Valle d'Aosta ad Aosta, commissionato all’architetto in quanto vincitore dell’apposito concorso di progettazione promosso lo scorso anno alla Nuova università di Aosta, società di scopo controllata dalla finanziaria regionale Finaosta.
 
Il progetto preliminare è stato sviluppato il 23 dicembre ed i lavori sul cantiere inizieranno nel gennaio 2013. L'operazione da circa 134 milioni di euro prevede la riqualificazione di 25mila metri quadri disponibili nell’ex edificio militare, attualmente utilizzato solo al 50%. La struttura dovrebbe entrare in funzione tra 2018 e 2019 per ospitare fino a 2.000 studenti.
 
L’ex caserma rappresenta sorge al confine tra il centro storico delimitato dalle mura romane e la zona di più recente espansione della città (Quartiere Cogne). Al centro del campus il progetto inserisce gli edifici dedicati alla didattica. La piazza principale del campus è localizzata nell’area della Adunata della ex Caserma Testafuochi, di cui verranno eliminate le mura di divisione tra città ed edificio. L’integrazione tra area universitaria e città è garantita dall’inserimento di una serie di funzioni pubbliche a piano terra quali: la caffetteria e le associazioni studentesche, aula magna e attività a disposizione dell’intera cittadinanza come aree d’incontro studenti, eventi culturali, tempo libero, aggregazione giovanile.
 
“La proposta privilegia a livello macro la organizzazione per funzioni, definendo una funzione caratterizzante ciascun edificio dando risposta alle diverse esigenze funzionali del campus universitario. Ogni edificio è dotato di propria autonomia funzionale, con specifica destinazione d’uso, pensato per non generare sovrapposizione tra funzioni non compatibili e allo stesso tempo
garantire la flessibilità degli edifici per eventuali ampliamenti futuri- si legge nella relazione preliminare di progetto.
 
Da questo deriva la proposta di demolizione delle palazzine Urli e Zerboglio, edifci con caratteristiche strutturalmente poco compatibili alla funzione didattica. Inoltre si è reso necessario il dislocamento a Nord dello studentato in quanto la superficie complessiva a disposizione nella caserma Testafochi (palazzina Giordana, Beltricco, Urli e Zerboglio ) è di circa 23429 mq a fronte dei 30810 mq previsti nel progetto preliminare del campus universitario.
 
Il progetto preliminare prevede il recupero dei fabbricati esistenti: palazzina “Beltricco” e palazzina “Giordana” come formulate nello studio di fattibilità e nel PUD. Mentre per le palazzine “Zerboglio” e “Urli” sono state mantenuti gli allineamenti esistenti e il sedime di impronta dei singoli edifici. Il progetto è fortemente caratterizzato da una architettura innovativa, capace tuttavia di dialogare con le preesistenze storiche ed edilizie presenti più significative.
 
La localizzazione della nuova sede della Università della Valle d’Aosta nel centro della città di Aosta deve considerarsi come un intervento di grande trasformazione del centro cittadino su un’area in grado di influenzare positivamente lo sviluppo dell’intero ambito urbano ad ovest della città.
 
La zona a Nord, attuale area verde del campus non è più prevista come una zona per futuri ampliamenti, tranne piccole strutture ipogee che permettano garantire l’are a verde del campus. Eventuali ampliamenti futuri possono essere ipotizzati in verticale. Nelle palazzine Giordana e Beltricco, il sottotetto l’area potenziale per futuri ampliamenti Una sopraelevazione della linea di gronda e colmo delle coperture potrebbe comportare un incremento sostanziale delle superfici.
 
Gli edifici della Didattica potrebbero essere incrementati di un piano, posizionando alcune aule e/o sale studio nella copertura. Strutture leggere in legno posizionati verso la piazza del campus, in modo da mantenere un altezza attuale verso la città”.
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