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NORMATIVA

Attività di costruttore edile, fondamentale la formazione

di Paola Mammarella

Commissione Ambiente: è l’istruzione il requisito per l’idoneità come responsabile tecnico

Vedi Aggiornamento del 11/05/2015
07/03/2011 – Formazione sempre più importante in edilizia. È quanto emerso in Commissione Ambiente alla Camera, che ha approvato una serie di emendamenti alle norme che regolano l’attività di costruttore edile.
 
Requisiti formativi
L’istruzione tecnica o professionale, così come il certificato di specializzazione tecnica superiore diventano requisito essenziale per ottenere l’idoneità al ruolo di responsabile tecnico.
 
I programmi di apprendimento, i livelli di approfondimento, le modalità per la formazione delle commissioni d'esame e per l'accreditamento degli enti autorizzati allo svolgimento dei corsi e al rilascio dell'abilitazione professionale del responsabile tecnicosono definiti dal Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti d’intesa con la Conferenza Stato – Regioni e le organizzazioni di categoria.
 
Gli altri emendamenti
In fase di discussione, la Commissione ha incluso tra i lavori di completamento e finitura, soggetti all’applicazione della legge, anche le categorie OS 6, limitatamente ai rivestimenti e alla pavimentazione, OS7 e OS8.
Ricordiamo che la norma si applica anche agli interventi di costruzione, ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo.
 
Per l'iscrizione alla sezione speciale dell'edilizia deve essere dimostrato il possesso, o la disponibilità con locazione finanziaria o noleggio, dell'attrezzatura necessaria all'esercizio dell'attività edile. Per i lavori di costruzione, ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo il valore dell’attrezzatura deve assumere un valore minimo di 15 mila euro.
 
I commenti
Soddisfatta Raffaella Mariani del Pd, che ha precisato come il tema della riqualificazione professionale in edilizia costituisca un primo passo verso la qualificazione delle imprese, il contrasto del lavoro nero e la tutela della concorrenza, basata sulla qualità delle prestazioni piuttosto che sul costo del lavoro o sul meccanismo del massimo ribasso.
 
Ha espresso apprezzamento anche Armando DIONISI dell’UdC, secondo il quale il provvedimento disciplina meglio l'attività delle imprese di costruzione che negli anni passati avevano sofferto di una grave mancanza di regole.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Emiliano

noi siamo nell'era della carta, anzi dei cig, dei cup, dei durc, dei gap, l'importante è che le carte siano in fila se poi chi fa i lavori non sa fare un muro a due teste o la sicurezza è n optional quello poco importa!!!!!!

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ANGELO

ma chi dovrà giudicare le piccole imprese secondo Voi? perchè 15000 € con che criterio ? non sarebbe meglio preparare istruendo i piccoli arigiani a cosa vanno incontro e veramente controllare la loro abilità tecnica teorica per gestire una piccola impresa non permettendo ad imprenditori incapaci improvvisati di rovinare il mecato?

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Davide

@Danilo Credo che vivano sulla terra considerando il popolo al tempo della pietra, credendosi solo loro con una mente da 3000 a.c. !!!!!! E io mi chiedo invece ....... il piccolo artigiano edile (con coaudiuvanti 3), regolarmente iscritto all'albo IMPRESE ARTIGIANE ? Che fine farà ? Destinato a chiudere o a servire la grossa Spa che ne assorbirà la sua piccola e ristretta clientela ? Meraviglioso ....... veramente indegna la scelta dei nostri politici (nullafacenti), su come schiavizzare la libertà esecutiva di questa splendida professione !!!

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Danilo

es. il valore delle attrezzature deve avere un valore minimo di 15000 € secondo questi dilettanti allo sbaraglio è un requisito per qualificare una impresa di costruzione. Norme assurde criteri surreali, i politici oramai vivono già su Marte. Basta vedere come funzionano le cose fuori dall'Italia.


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