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Condono, in Campania un ddl per i casi rimasti in sospeso

Condono, in Campania un ddl per i casi rimasti in sospeso

No alla presentazione di nuove domande, nessuna sanatoria nelle zone a edificabilità assoluta

Vedi Aggiornamento del 08/10/2014
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 08/10/2014
28/03/2011 - Riaprire le possibilità di condono in Campania. È il tentativo del consigliere Giovanni Fortunato, appartenente al gruppo “Caldoro presidente”, che ha presentato in Commissione Urbanistica un ddl per la modifica dell’articolo 3 della L.R 10/2004, recante norme sulla sanatoria degli abusi edilizi di cui alla Lgge 326/2003.

Un aspetto che, sostiene l'Assessore regionale Taglialatela, dovrebbe essere risolto dal potere centrale, perchè rientrante tra le competenze statali. Diversamente, la norma regionale potrebbe essere impugnata davanti alla Corte Costituzionale.

I contenuti della proposta di legge
Dal momento che la norma del 2004 era stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale, chiudendo con un nulla di fatto le pratiche degli interessati, la modifica cerca di far accedere alla sanatoria degli abusi edilizi coloro che ne abbiano i requisiti. Così Giovanni Fortunato ha spiegato lo spirito della proposta.
 
Secondo quanto emerge da indiscrezioni e anticipazioni di stampa, potrebbe usufruire del condono, chi ha realizzato opere abusive prima del 31 marzo 2003 in zone sottoposte a vincoli di inedificabilità relativa.
 
Sarebbero invece escluse dalla sanatoria edilizia le aree sottoposte a vincolo di in edificabilità assoluta, come la zona rossa vesuviana.
 
Fortunato ha aggiunto che la proposta di legge presentata non si propone di riaprire i termini del condono né di vagliare nuove istanze, ma di sbloccare la situazioni di quanti hanno commesso abusi “per necessità”, rimaste in sospeso dopo la dichiarazione di incostituzionalità della norma precedente.
 
Secondo quanto riportato da Fortunato, infine, il ddl si ispira al caso della Lombardia e a precedenti pronunce del Tar, in base alle quali non tutti gli abusi sono considerati insanabili. A eccezione di quelli che violano i vincoli di in edificabilità assoluta.

La bozza di legge si è aperta un varco anche nell'opposizione. Il capogruppo del Pd ha affermato che bisogna capire "cosa si condona e a chi", distinguendo tra gli abusi causati da ritardi dei comuni o dall'assenza di piano regolatori e quelli commessi in violazione di vincoli stringenti.
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