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Decreto Rinnovabili, i produttori: ‘il settore è a rischio paralisi’

Decreto Rinnovabili, i produttori: ‘il settore è a rischio paralisi’

Luisa Todini, Presidente costruttori europei: ‘energie rinnovabili e costruzioni sostenibili connubio vincente per gli obiettivi 20-20-20’

Vedi Aggiornamento del 22/03/2011
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 22/03/2011
09/03/2011 - È in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo per il recepimento della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle rinnovabili. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il provvedimento qualche giorno fa.
 
È rimasto quindi inascoltato l’appello a non firmarlo lanciato dalle associazioni del settore fotovoltaico (leggi tutto), che però non rinunciano a contrastare il decreto. Lunedì scorso APER, Associazione dei Produttori di Energia da Rinnovabili, ha scritto una lettera al Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, segnalando il “rischio che il provvedimento possa provocare la paralisi per tutto il settore delle rinnovabili, determinando una situazione di crisi generalizzata”.
 
“Il Decreto - spiega il presidente APER, Roberto Longo, - avrebbe dovuto promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili; si è invece rivelato uno strumento per sanzionare presunti sviluppi speculativi del settore”. “Per i principali punti chiave del ‘sistema rinnovabili’, in primis la definizione del valore degli incentivi, si rimanda a future disposizioni attuative, introducendo così ulteriori elementi di incertezza”. Secondo APER il decreto avrà un pericoloso effetto retroattivo perché bloccherà non solo i progetti futuri, ma anche quelli già avviati e finanziati, mettendo a rischio fallimento aziende fino a ieri stabili e in crescita.
 
All’indomani dell’approvazione del decreto da parte del Consiglio dei Ministri, il Ministro Romani ha dichiarato che “eravamo entrati in una bolla che sarebbe esplosa al raggiungimento della quota UE al 2020 di 8.000 MW da fotovoltaico, quota che siamo in grado di raggiungere invece in pochi mesi”. Proprio per questo, il Governo è intervenuto “per garantire continuità e stabilità per un mercato di lungo periodo”.
 
“Nessun blocco degli investimenti: chi ha già investito - ha detto Romani - è in grado di rispettare la scadenza di entrata in esercizio al 31 maggio e rientrerà come previsto negli incentivi previsti dal terzo Conto Energia; chi ha intenzione di investire avrà, con il decreto ministeriale di prossima emanazione, un quadro preciso di quote, parametri e livelli di incentivazione per un piano industriale dall’orizzonte finalmente ampio e non più limitato ad uno o due anni”. Per definire rapidamente i nuovi incentivi, nei prossimi giorni il Ministro Romani incontrerà i principali protagonisti, tra banche e imprese interessate al settore.
 
Nel dibattito è intervenuta anche Luisa Todini, Presidente dei costruttori europei (FIEC) e di Ecos Energia, secondo la quale “la scadenza ravvicinata del 31 maggio per gli allacci alla rete e l’incertezza sulle tariffe possono avere conseguenze gravi sul settore, modificando in corsa la redditività di progetti già avviati, bloccando inoltre investimenti e finanziamenti futuri”. Todini condivide il parere del Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, secondo cui gli incentivi per il solare pesano sulla bolletta meno che in altri Paesi e meno del Cip 6 e del decomissioning nucleare. “Le rinnovabili - ha detto Todini - non sono un’alternativa al nucleare, vanno portati avanti entrambi”.
 
L’imprenditrice ha poi puntato l’attenzione sulle costruzioni sostenibili che, insieme alle energie rinnovabili, sono fondamentali “per raggiungere gli obiettivi 20-20-20 posti dall’UE e sono due dei sei mercati guida individuati dalla Commissione Europea (leggi tutto) che nei prossimi anni rivestiranno un ruolo centrale per l’innovazione e la competitività”. “L’industria delle costruzioni - ha aggiunto Todini - può portare un contributo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi dell’Europa in materia di sostenibilità: le costruzioni assorbono il 40% del consumo finale di energia e producono il 36% del totale delle emissioni di Co2 nell’atmosfera. È importante intervenire a livello normativo, ad esempio è positivo l’inserimento nel Decreto Rinnovabili dell’obbligatorietà della certificazione energetica degli edifici, così come servono incentivi fiscali e finanziari a sostegno delle ristrutturazioni degli edifici esistenti, con l’obiettivo di adeguarli ai nuovi standard europei di efficienza energetica”.
 

Domani 10 marzo a Roma, presso il teatro Quirino (via Delle Vergini 7) alle ore 9.30, le principali associazioni del settore delle rinnovabili (APER, Assosolare, ANEV, AssoEnergie Future, GIFI/ANIE) incontreranno imprese e cittadini per rappresentare gli effetti del Decreto Rinnovabili, proporre modifiche al decreto e rilanciare una collaborazione paritaria tra il governo e l’industria. Oltre alle Associazioni firmatarie, saranno presenti imprenditori della green economy da tutta Italia, rappresentanti del settore bancario e delle associazioni ambientaliste - Greenpeace, Legambiente, WWF e Fondazione Sviluppo Sostenibile, Kyoto Club - e numerosi rappresentanti politici dei diversi schieramenti.
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