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Decreto Requisiti Tecnici, posa in opera esclusa dai massimali di costo
NORMATIVA Decreto Requisiti Tecnici, posa in opera esclusa dai massimali di costo
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Decreto Rinnovabili, la proposta di Confindustria

di Rossella Calabrese

Leggerissima riduzione degli incentivi per i progetti in corso fino a fine 2011 e calo graduale a partire dal 2012

Vedi Aggiornamento del 01/04/2011
Commenti 13057
21/03/2011 - Si svolgeranno questa settimana i tavoli tecnici con gli operatori del settore delle energie rinnovabili, coordinati dal Ministero dello Sviluppo Economico, per definire i contenuti dei provvedimenti attuativi del Decreto Rinnovabili
 
Venerdì scorso il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha incontrato gli operatori del settore: i Presidenti di Confindustria, Emma Marcegaglia, e di ABI, Giuseppe Mussari, le associazioni imprenditoriali e dei consumatori. All’incontro erano presenti anche e i Ministri dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e dell’Agricoltura Giancarlo Galan (leggi tutto).
 
La proposta di Confindustria
La Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha presentato un documento che propone:
- leggerissima riduzione mensile degli incentivi per i progetti in corso da ora fino alla fine del 2011;
- definizione di una soglia massima di impianti ammissibili all’incentivo 2011 (chi non rientra beneficerà dell’incentivo 2012);
- criterio cronologico per l’accesso agli incentivi dal 31 maggio 2011, tramite un registro informatico gestito dal GSE;
- calo graduale degli incentivi a partire dal 2012, in linea con le migliori pratiche europee, che favorisca la nascita di un’industria italiana del fotovoltaico, premi l’innovazione e disincentivi il commercio delle autorizzazioni;
- tetto massimo ai MW ammessi ad incentivo ogni anno, a partire dal 2012;
- eliminazione degli incentivi per il fotovoltaico a decorrere dal 2017.
 
Il commento del Governo
“È intenzione del Governo - ha detto il Ministro Romani al termine dell’incontro di venerdì -  procedere molto velocemente a dare certezze definitive al settore del fotovoltaico”. “Sicuramente - ha proseguito Romani - bisogna fare un confronto con gli incentivi che vengono applicati negli altri Paesi europei, con la riduzione dei costi delle tecnologie del fotovoltaico, per renderli compatibili con le ragionevoli possibilità di cittadini ed imprese”.
 
“Sulle rinnovabili il Governo punta non solo a sostenere lo sviluppo del settore ma anche ad assicurare gli investimenti in corso”. Lo ha detto il Ministro Prestigiacomo al termine della riunione. “Con la riunione di oggi - ha proseguito il Ministro - è stata imboccata una strada virtuosa che porterà alla definizione di un decreto capace di recepire le istanze del settore”. “Sono convinta che in pochissimi giorni produrremo un provvedimento che darà certezza, equilibrio, equità e futuro alle rinnovabili italiane”.
 
La posizione delle Associazioni
Confindustria ANIE - si legge in una nota - ritiene che lavorando ancora si possa arrivare a breve ad una soluzione condivisa che risolverà il problema del regime transitorio per dare certezza anche agli investimenti in corso. La soluzione condivisa porterà poi ad un sistema incentivante che leghi il valore delle tariffe al volume delle installazioni garantendo allo stesso tempo il contenimento dei costi e lo sviluppo del settore”. Nel corso dell'incontro, ANIE/GIFI ha presentato la sua proposta: garantire i diritti acquisiti; eliminare il limite annuale di potenza incentivabile previsto dal Dlgs; prevedere un sistema incentivante virtuoso che assicuri stabilità e dia certezze al settore del fotovoltaico, proponendo il modello tedesco.
 
Secondo APER, l’incontro del 18 marzo è stato “un primo punto di partenza, ancora interlocutorio. L’Associazione sospende il giudizio in attesa di meglio comprendere nei tavoli tecnici dei prossimi giorni - a cui chiederà di partecipare - la volontà reale del Governo ad accogliere i principi ancora una volta con fermezza ribaditi da APER nel suddetto incontro: la tutela del legittimo affidamento del terzo conto energia per il 2011 per gli investimenti in corso e l’adozione del modello tedesco di sostegno al fotovoltaico, congruamente efficientato, senza alcun tetto annuo di potenza installabile”.
 
Assosolare esprime apprezzamento per l’apertura dimostrata dal Governo e ritiene che vi sia “una maggiore sensibilità nei confronti della tutela degli investimenti in corso per il fotovoltaico e una visione a medio lungo termine per le rinnovabili, nell’ottica di assicurare che il fotovoltaico possa avere un contributo significativo nell’energy mix del Paese”. “Sarà importante, nel prossimo tavolo tecnico – prosegue Assosolare - definire, pur nel contenimento della spesa, un meccanismo che, guardando al modello tedesco, scongiuri ulteriori arresti improvvisi del mercato e tuteli l’equilibrio tra impianti piccoli, medi e grandi, così da favorire tutta la filiera”.

Le Regioni
“Il Governo - ha dichiarato il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro - ha assicurato un ulteriore intervento per migliorare il decreto sulle energie rinnovabili. Sono necessari - ha aggiunto - interventi a favore degli operatori del comparto, che rischiano di essere penalizzati in un settore che è strategico per il Paese ed in misura maggiore per il Mezzogiorno”. “La Campania può e deve giocare un ruolo fondamentale in questa partita perché ha le carte in regola per farlo. D’intesa con il Governo, e nell’ambito delle nostre prerogative - ha concluso -, creeremo le condizioni perché, dal rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini, possano nascere reali occasioni di sviluppo e crescita per il territorio”.

La Regione Veneto è accanto agli operatori del settore fotovoltaico nella difesa di una forma di energia pulita che porta alti vantaggi e merita il sostegno pubblico. È quanto si legge in un comunicato del 15 marzo scorso. “Le proteste degli imprenditori e dei lavoratori del settore fotovoltaico - ha affermato l’assessore veneto all’Ambiente, Maurizio Conte - sono più che condivisibili: non si tratta di una protesta corporativa, ma della costruzione di futuro pulito di indipendenza energetica”. Oggi l’assessore Conte ha dichiarato che la Giunta veneta proporrà in Consiglio regionale una mozione per chiedere al Governo di modificare il decreto Romani che “ha tagliato gli incentivi al settore fotovoltaico con un metodo che nei fatti è retroattivo”. L’annuncio è arrivato al termine di un incontro tra amministratori locali, regionali e parlamentari padovani per fare il punto sulla pesantissima crisi occupazionale provocata dal decreto Romani dell’inizio di marzo.

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Altri commenti
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gabriele

CONFINDUSTRIA seguita ad ignorare... ma qui trovate la soluzione per il calcolo degli incentivi, fatevi sentire dai lobbysti...camuffati da associazioni: http://www.rinnovabilitalia.org/?page_id=113 > "PBS" excel, "altro che proposte a vanvera e senza criteri oggettivi e corretti !"

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FAUSTO

L'unico tetto da prendere in considerazione è quello del numero dei politici ed assimilati.E' sorprendente come si passa da un ministero all'altro senza le dovute competenze.Bella mossa la moratoria di un anno sul nucleare per salvarsi il c..o! probabilmente ci considerano imbecilli! Ps:a tutti coloro che ci tutelano la salute:Prestigiacomo e Veronesi,consiglierei di raccogliere cicorie presso qualche centrale nucleare supersicura ,senza cuocerle,perchè,prima o poi,arriverà l'occasione senza spendere per il gas.

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alessandro

ho assistito ad una penosa conferenza l'altra sera, dove un TITOLARE DI UNA CATTEDRA IMPORTANTE A XXXX era stato invitato al simposio, titolo: "fare ambiente""!! . abbiamo assistito ad una penosissima lezione degna di un sussidiario di terza elementare dell'epoca fascista, dove si spiegava che tutto sommato i radioisotopi non anno troppo male, che sono anche un fatto naturale ,che di energia c'è urgente bisogno, e che l'unico modo è farla col nucleare! Tanta ignoranza NoN puo' essere propria di un professore, quindi è palese la malafede. Signori, questi sono GLI STESSI DEL VAJONT!!! non è cambiato nulla nelle intenzioni!!! Finanziare disastri in bolletta è un'abitudine invalsa. Non riconoscerlo, è d'uso in Italia. Se non ci dimostriamo tutti intolleranti verso gli assassini, o potenziali tali, non potremo mai lamentarci poi, di essere stati raggirati, resi poveri e uccisi dai poteri, neanche più occulti, di chi insiste a speculare con la scusa di occuparsi del bene pubblico.

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Laurent

Io spero invece che un po' alla volta tolgano definitivamente tutti gli incentivi al fotovoltaico. E' un settore senza futuro che ci costa una marea di soldi per produrre poco o nulla. Installare un GW di fotovoltaico a 40 €cent/kWh ci costa mezzo MILIARDO di Euro per 20 anni per produrre lo 0,25% dell'energia elettrica e senza ridurre di 1kW la potenza delle altre centrali. Si può evitare il condsumo di molta più energia con molti meno soldi. Una vera follia ed uno spreco di soldi (che vanno per lo più in Cina) mai visto.

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gilberto

E' vero che alcuni Stati Europei hanno predisposto delle riduzioni graduali agli incentivi. Sarebbe opportuno verificare anche che quegli stessi Stati , stanno erogando incentivi da molti anni,ad esempio la tanto osservata Germania. Sarebbe saggio ridurre gli incentivi per quegli impianti che sorgono per un discorso speculativo , mentre bisognerebbe incentivare quelli per la produzione ed il fabbisogno familiare

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ORIZZONTESOLARE

Bravi Dino e Umberto !! Condivido al 100% le vs analisi....questo non è un Governo è un insieme di persone incompetenti che non sanno quel che fanno !! Poveri noi !! e poi ci riempiamo la bocca con la disoccupazione in aumento e l'investimento nella ricerca che le aziende non fanno......ma cosa investiamo che siamo governati da Veline e ex Letterine !!! In bocca al lupo a tutti !!

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fandango

Non mi sembra male. In fondo era necessario un chiarimento. la speranza è che,almeno questa volta, riescano a mantenere, volta per tutte, gli impegni presi. basta impianti a terra. basta speculazioni con i nostri soldi. si alla filiera italiana. basta soldi che finiscono nelle tasche di speculatori esteri. si a impianti con tetti d potenza. si ad una seria politica energetica. no al nucleare.

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Carlo

Questo è un governo di promesse e smentite non si capisce nulla, si riempiono la bocca che le piccole e medie imprese devono creare innovazione ebbene il fotovoltaico che trainava l'economia del Paese dal 01 giugno 2011 il governo ha deciso di tagliare i gli incentivi,bravi questa è polita. Si sono messi in testa di creare il Nucleare per rovinare la salute ai cittadini, invece di puntare ed investire al 100% su fonti rinnovabile pulite quali (sole, acqua, geotermico, spazzatura ecc), che sono pulite, non emettono sostanze nocive nell'astmosfera, rendono pulita l'aria e non incidono sulla salute dei cittadini. Mi auguro che qualche buona amina di ministro ci pensi e faccia in modo di poratre avanti la politica sulle energie alternative pulite incentivanto i cittidini adottano questa tecnologia.

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DINO

CERTO CHE L'ITALIA E' VERAMENTE IL PAESE DEI BUFFONI, A PARTIRE DAI NOSTRI POLITICI E DAI RAPPRESENTANTI DI CATEGORIA! UNO DEI SETTORI AD OGGI TRAINANTE VIENE BLOCCATO E DISTRUTTO CON POCHI TRATTI DI PENNA E NESSUNO SI OPPONE; COSA DIREMO ALLE CENTINAIA DI AZIENDE CHE CHIUDERANNO BATTENTI? ED ALLE FAMIGLIE DEI LAVORATORI LICENZIATI? E COME MAI LA FONTE RINNOVABILE VIENE BOICOTTATA PROPRIO NEL PAESE DEL SOLE? SCENDIAMO TUTTI IN PIAZZA E SMETTIAMOLA DI FARE I CAPRONI, I DIRITTI SI CONQUISTANO LOTTANDO NON SUBENDO CONTINUI SOPRUSI E VESSAZIONI, VOGLIAMO LAVORARE, VOGLIAMO PRODURRE VOGLIAMO VIVERE MEGLIO, FATECELO FARE!!

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emilio

io propongo che i politici e confindustria se ne vadano a casa gradualmente perchè in questo paese vige il non rispetto delle leggi da parte di chi ci governa e/o rappresenta

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Roberto

Vorrei complimentarmi con il governo. Prima mette il conto energia valido fino al 2013 poi dopo due mesi lo toglie. Ora lo rimette ma come non è dato sapere. Nel frattempo la gente resta a casa in attesa sul da farsi. Operai fermi, industrie ferme, clienti fermi. Mi sembra tanto un discorso analogo al 55% di un paio di anni fa quando era stato tolto di colpo e reinserito a suon di proteste furibonde. La gente ci ha messo un paio d'anni a risfruttarlo perchè ormai non si fidava più. Per quanto riguarda invece il limitare lo spreco di zone agricole con mega impianti di FV una soluzione (banale) c'è. Rendere l'agricoltura più redditizia di quella attuale visto che ormai costa meno importare tutto da oltre oceano piuttosto che autoprodurlo. Al buon Galan trovare come fare....

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stefano

1- la graduale diminuzione corrisponde alla graduale rovina per il settore che ora più di tutti sta trainando l'economia italiana 2- si tirano in ballo i paesi europei come la Germania volendo allinearsi ai loro tagli ma si OMETTE DI DIRE CHE LA GERMANIA INIZIO' AD INCENTIVARE IL VOLTAICO OLTRE 20 ANNI FA!!!! VERGOGNATEVI POLITICI E SMETTETELA DI DIRE BALLE!

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Umberto

Ma è mai òpossibile che ogni volta che In Italia c'è qualcosa che funziona la dobbiamo rovinare?? Se NON sbaglio questo è lo stesso governo che inserii il tetto nel 2006. Un tetto se lo devono mettere al loro stipendio non al nostro futuro. Il nucleare lo mettiamo nel giardino di Romani così sta felice. Comunque condivido la graduale riduzione ma via il tetto. Stresserebbe il mercato...

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ridateci il 3° conto energia

quello che ha proposto confindustria mi pare il minimo.......creare una filiera nazionale....e quando se ne sono accorti, ma a che serve confindustria, solo per fare lobby per i solo 4 o 5 noti a livello nazionale ?

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alex

hanno da poco proposto una legge che punisca i magistrati in caso di errori...perchè non si fa anche per i nostri politici? vergognatevi

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Vash

Visto le lungaggini autorizzative, chi può garantire al proprio cliente che può rientrare nei limiti di potenza previsti annualmente? Le proposte fatte dimostrano solo che stanno parlando persone che non conoscono non solo la realtà attuale, ma nemmeno quella passata. Andate a vedere cosa è successo nel 2006.. quando il DM 6/2/2006 aveva previsto i tetti annuali.