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TECNOLOGIE Edilportale Digital Forum, giro di boa per la prima fiera virtuale dell’edilizia
NORMATIVA

Piano Casa Piemonte, un anno in più per la nuova legge

di Paola Mammarella

Riqualificazione energetica solo per le parti ampliate e costituzione di nuove unità abitative

Vedi Aggiornamento del 30/08/2013
Commenti 18925
03/03/2011 – Scadrà il 31 dicembre 2012 il nuovo Piano Casa in Piemonte. Martedì il Consiglio Regionale ha approvato la norma che, forte dello scarso interesse destato dal precedente provvedimento, contiene una serie di iniziative per il rilancio del settore edile.
 
Sono consentiti ampliamenti di edifici residenziali uni e bifamiliari, che richiedono requisiti energetici allineati alle modifiche legislative intervenute. Per non disincentivare la domanda di interventi, la riqualificazione energetica non deve interessare l’intero edificio, ma solo la parte ampliata.
 
Contestualmente all’aumento di cubatura è inoltre possibile la costituzione di una nuova unità abitativa. È inoltre favorita la chiusura di loggiati e porticati in fabbricati a schiera.
 
Per le demolizioni e ricostruzioni non è più richiesta la delibera comunale. È invece necessario il rispetto del Protocollo Itaca Piemonte 2009. In base alla nuova legge, la sostituzione edilizia diventa possibile anche per i fabbricati con porzioni di destinazione diverse da quella residenziale, purchè l’uso abitativo sia prevalente.
 
Nei fabbricati a destinazione produttiva, artigianale e direzionale è ammesso il soppalco e l’ampliamento della superficie utile nel limite del 20% fino a un incremento massimo di 2mila metri quadri.
 
Negli edifici a destinazione turistico-ricettiva, oltre agli interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione è possibile il recupero dei sottotetti nel rispetto delle norme sulle distanze obbligatorie.
 
La nuova legge regionale stabilisce anche dei casi di esclusione. Gli interventi di riqualificazione non possono essere effettuati nei centri storici, nelle aree esterne di interesse storico e paesaggistico ad essi pertinenti, su singoli edifici di valore storico, artistico, ambientale o documentario, nei parchi o nelle aree protette.
 
Confermato il potere dei comuni, che con una delibera, da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, possono escludere o limitare l’applicazione del nuovo Piano casa sul loro territorio.
 
 

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Altri commenti
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Fabio

Un informazione: l'art. 10 della presente abroga l'art. 13 della precedente L.R. 20/2009. e quindi che cosa accade per tutti i sottotetti???

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daniela

Per cortesia sapete dirmi se il recupero del sottotetto è da considerarsi ampliamento e quindi si applica la riqualificazione energetica (cambiare finestre, isolare le pareti ecc. ecc.) GRAZIE

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Gianluigi

Abbiamo apprezzato tutte le innovazioni formulate nella Vs. ultima del 03-marzo- 2011. Manca però quella marcia che farebbe partire il piano casa nei casi di più spessore. Porterebbe lavoro e assunzioni incentivando lavori consistenti, avendo inoltre le varianti richieste già inserite nel piano regolatore. Ne trarremmo beneficio tutti ,compreso i comuni con svariati introiti, tasse varie, immondizia, oneri urbanistici ecc. ed eliminando inoltre elementi deturpanti. Saremo ripetitivi ma, la marcia che porterebbe i nostri comuni ad una burocrazia più celere, frenata dal piano regolatore,è l'approvazione per il rilascio del permesso in deroga agli strumenti urbanistici anche per i cambi di destinazione d'uso, come l'onorevole Elio Vito,nelCdm del 25-02-2011 aveva proposto. Unica soluzione per attivare lavoro e l'occupazione . Senza questa norma continuate a scrivere leggi che non risultano applicabili per attivare occupazione. Grazie