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NORMATIVA

Soglie più alte per la trattativa privata, rischi o opportunità?

di Paola Mammarella
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Lo statuto delle imprese potrebbe far diminuire del 90% le gare d’appalto: i commenti dei progettisti

Vedi Aggiornamento del 16/11/2011
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30/03/2011 – Meno gare d’appalto e aumento della trattativa privata. È all’esame del Senato il disegno di legge recante “Norme per la tutela della libertà di impresa - Statuto delle imprese”, approvato dalla Camera con qualche modifica al Codice dei Contratti Pubblici. Cambiamenti che se da una parte preoccupano alcuni esponenti del settore, in altri casi sono stati accolti con favore.
 
Come potrebbero cambiare appalti e trattative private
Per facilitare l’accesso alle piccole e medie imprese, il ddl è stato emendato introducendo l’articolo 11-bis, che propone alcune modifiche al Codice Appalti. Viene innalzata da 500 mila euro a 1,5 milioni la soglia al di sotto della quale è consentita la procedura negoziata.
Ricordiamo che la Legge 201/2008 aveva già aumentato la soglia da 100 mila a 500 mila euro, con l’obiettivo di contrastare la crisi semplificando le procedure di appalto.
 
Se l’emendamento approvato dalla Camera fosse confermato, la soglia per l’affidamento degli appalti di sola esecuzione di lavori con procedura ristretta semplificata passerebbe da uno a due milioni di euro.
 
Le semplificazioni potrebbero coinvolgere anche gli incarichi di progettazione, coordinamento della sicurezza e direzione dei lavori di collaudo. La soglia al di sopra della quale ricorrere alla procedura generale passerebbe da 100 mila a 125 mila euro se l’Amministrazione aggiudicatrice fosse un’autorità governativa centrale, e da 100 mila a 193 mila euro se fosse un’amministrazione regionale, provinciale o comunale.
 
Rischi e opportunità valutate dai professionisti
Hanno dimostrato contrarietà verso l’emendamento i progettisti, che temono la mancata tutela dei principi di concorrenza e trasparenza, così come affidamenti effettuati solo in base al costo, senza considerare la qualità degli incarichi. Secondo le stime del Cresme, con la nuova norma scomparirebbe circa il 90% delle gare.
 
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, Giuseppe Brienza, che sollecita dei chiarimenti del Parlamento per garantire condizioni di concorrenza. Al contrario, con opportune regole di pubblicità e concorrenza, la modifica potrebbe trasformarsi in un’opportunità di semplificazione.
 
Nettamente contraria l’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, che considera possibile l’innalzamento delle soglie solo introducendo specifiche regole di trasparenza e concorrenza, come la rotazione degli inviti e l’obbligo di pubblicazione dei risultati.
 
Pienamente favorevole l’Aniem, che sostiene come, a prescindere dalle soglie, si sia sempre a rischio corruzione. Un pericolo che, afferma la relatrice dell’emendamento Manuela Lanzarin, può essere evitato grazie alle regole sulla tracciabilità dei flussi finanziari.
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Altri commenti
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CARMELO

la trattativa privata "NON E' TRASPARENTE". SERVE UNA PROCEDURA APERTA CON TEMPI PIU' RAPIDI E MENO BUROCRAZIA. PER IL MASSIMO RIBASSO, BASTEREBBE APPLICARE SEMPRE L'ANOMALIA MAGARI CORRETTA PER EVITARE TENDENZE AL RIBASSO MAGGIORE

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P.E.N.

SE PASSA QUESTA NORMA, E PASSERA', LA SPESA PUBBLICA ANDRA' ALLE STELLE, LA MAGGIOR PARTE DELLE IMPRESE CHIUDERA', I SERVIZI SARANNO DI BASSISSIMA QUALITA', LA CORRUZIONE SARA' MAGGIORE CHE IN UN PAESE AFRICANO.


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