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RISPARMIO ENERGETICO

Certificatori energetici, la Puglia modificherà il regolamento

di Rossella Calabrese
Commenti 17302

La Regione incassa lo stop del Tar alla procedura di abilitazione dei certificatori

Vedi Aggiornamento del 24/01/2013
Commenti 17302
21/03/2011 - Con la Delibera di Giunta 35/2011, la Regione Puglia ha deciso di non opporsi alla sentenza del Tar che ha annullato le norme regionali che istituivano una specifica abilitazione per il rilascio del certificato di sostenibilità ambientale e dell’Attestato di Certificazione Energetica (ACE).
 
La vicenda
Gli Ordini degli ingegneri delle Province di Bari, Foggia, Taranto, Lecce hanno presentato ricorso al Tar contro l’Atto di Indirizzo per la Certificazione di sostenibilità degli edifici a destinazione residenziale prevista dalla Lr 13/2008” Norme per l’abitare sostenibile- Procedure per l’accreditamento” (DGR 2272/2009) e contro il Regolamento regionale 10/2010 per la certificazione energetica degli edifici.
 
Il Tar della Puglia, con la sentenza 2426/2010, ha accolto il ricorso e annullato gli atti impugnati, consentendo ai progettisti pugliesi di rilasciare il Certificato di Sostenibilità Ambientale e l’Attestato di Certificazione Energetica (ACE), senza dover frequentare uno specifico corso di formazione e iscriversi nell’apposito elenco dei certificatori (leggi tutto).


La decisione della Regione Puglia
L’Assessore all’Assetto del Territorio, Angela Barbanente, ha optato per la modifica del regolamento annullato, in modo da contestualizzarlo rispetto alla esigenze regionali.

In attesa del nuovo regolamento, i progettisti pugliesi potranno rilasciare il Certificato di Sostenibilità Ambientale e l’ACE senza dover frequentare uno specifico corso di formazione e iscriversi nell’apposito elenco dei certificatori.
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Altri commenti
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Pietro Gennari

Il TAR Puglia con sentenza 2426/10 ha dichiarato incostituzionale la norma che demanda alle regioni l'istituzione di corsi di formazione che, dopo il superamento d'un esame, consentono l'iscrizione in albi che abilitano a rilasciare certificazioni energetiche nella regione. La ragione è che rilasciare titoli abilitanti all'esercizio di professioni compete solo allo stato. La norma bocciata dal TAR Puglia è incostituzionale anche perché la definizione di profili professionali da parte di ogni regione impedisce la libera circolazione dei lavoratori. E' innegabile che nessun professionista potrà sottostare a 20 diverse normative e frequentare 20 corsi formativi, sostenere 20 esami abilitativi, iscriversi a 20 albi professionali, sostenere 20 esami periodici, pagare 20 tasse d'iscrizione periodiche. Ne consegue che regolamentare a livello regionale limita, praticamente annulla, la libertà di esercitare la propria professione in tutto il territorio nazionale. Con le abilitazioni regionali inoltre si disconoscono, di fatto, i titoli di studio statali, come la laurea in ingegneria o il diploma di perito industriale, che gia danno le competenze che deve avere un certificatore energetico. Tutto questo per certificati che gia si vendono al mercato tanto al chilo e a poco servono se non ad aumentare i costi e le complicazioni burocratiche sia per i privati che per le amministrazioni, costrette ad organizzare altri uffici, trovare altri spazi e pagare altri impiegati; il che non si può certo considerare a costo zero. Sarebbe molto più utile, non essendo in gioco la sicurezza e dato che l'eventuale inesattezza può produrre solo un contenzioso, sostituire il certificato energetico, e gli altri, con una garanzia esigibile a vista appena si riscontri una discordanza tra quanto acquistato e quanto promesso. I costruttori sarebbero più attenti a non seguire scorciatoie qualitative ed eviteremmo di burocratizzare ancora di più i nostri studi.

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v.m.

ho letto il commento di questo ingegnere; lo sono anch'io e mi occupo di impianti. Mi dissocio totalmente da quello che ha scritto e da come lo ha scritto. Vi sono delle verità in tutta la storia, ma ci vuole classe nell'esprimere un pensiero..

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mtr

Devo arguire che sei un ingegnere, come tale edotto solo circa il proprio piccolo orto. Io invece sono un architetto e le mie qualifiche sono tali da poter gestire impianti termici, esclusi quelli industriali. E lo faccio. Quindi prima di sparare a zero parlando di cose -competenze professionali- che evidentemente ti sono oscure, informati, leggi, studia. Che è il principio in base al quale hai tessuto la tua nota, no?

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ACHILLE LISSONI

Di quello che capita in Puglia non mi interessa più di tanto. Ma che sia nata la NUOVA PROFESSIONE DI CERTIFICATORE ENERGETICO mi lascia allibito. Quella del CERTIFICATORE ENERGETICO non può essere una nuova professione. Non è altro che una nuova procedura attinente il sistema edificio-impianto finalizzata al risparmio energetico, dove più che i vari software contano le conoscenze tecnico-scientifiche e l'esperienza maturata sul campo. Stiamo assistendo, a proposito di FEDERALISMO, ad un altro MAGNA MAGNA GENERALIZZATO. Partiamo dalle REGIONI. Ogni regione mantiene, con centinaia di migliaia (o milioni) di euro una pletora di tecnici o pseudo-tecnici, software-house sponsorizzate, per creare continue confuzioni negli operatori e foraggiare gli amici degli amici con ricche prebende. MA NON SAREBBE PIU' SEMPLICE UN'UNICA NORMATIVA NAZIONALE ED UN UNICO SOFTWARE NAZIONALE NONCHE' UN UNICO ALBO NAZIONALE? A parte il fatto che non capisco per cosa siano stati istituiti gli albi dei certificatori energetici se non, come detto, per il MAGNA MAGNA. Perchè allora anche non l'albo dei progettisti della legge 10? l'albo degli autorizzati alle pratiche DM 1.12.75? Non capisco ad esempio come tanti geometri ed architetti, che non capiscono un tubo di impianti termici, diventino CERTIFICATORI ENERGETICI grazie ad un corsettino regionale che serve più a pagare i docenti che a garantire competenza ai discenti. E poi le catene di Sant'Antonio. Gli amici degli amici, i raccomandati dei notai e degli amministratori di condominio. Diciamolo chiaramente: ti do cento ACE da fare ed in cambio .......... MAGNA MAGNA, APPUNTO.