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RISPARMIO ENERGETICO

Prestigiacomo: ‘non c’è il tetto di 8 GW per il fotovoltaico’

di Rossella Calabrese

Romani: ‘il Governo sta lavorando a un testo che riveda il sistema di incentivazione senza pesare in bolletta’

Vedi Aggiornamento del 10/03/2011
Commenti 11237
02/03/2011 - Potrebbe essere cancellato il tetto degli 8.000 MW di produzione di energia da fonte fotovoltaica, oltre il quale verrebbe sospesa l’erogazione degli incentivi.
 
Ieri sera il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha detto che “non c’è un tetto degli 8000 Megawatt. E ha aggiunto che quello degli 8.000 MW era un obiettivo che l’Italia si era data in sede di adesione al Pacchetto 20-20 della UE, non un obbligo di legge. 
 
Sta dando dunque i primi risultati la mobilitazione di associazioni ambientaliste e operatori del settore contro il decreto legislativo per il recepimento della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle rinnovabili che arriverà domani sul tavolo del Consiglio dei Ministri (leggi tutto).

“In questo anno - ha ricordato il Ministro dell'Ambiente - abbiamo verificato un forte incremento del fotovoltaico, mentre invece si è praticamente fermato l’eolico; è quindi necessario che il Governo riveda questa strategia, gli incentivi non potranno che essere confermati” ma dovranno essere ridotti man mano che il fotovoltaico diventa competitivo sul mercato.
 
Stamattina però il Ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, ha avvertito che “gli incentivi alla produzione di energia da fotovoltaico costeranno agli italiani 3,5 miliardi una volta raggiunto il livello di 8 mila MW, per complessivi 35 miliardi in dieci anni”. “Siamo sicuri - ha aggiunto il Ministro - di voler spendere 35 miliardi per fabbricare 8 mila MW di fotovoltaico? È una decisione di carattere politico, possiamo decidere che questo sia l’obiettivo del Paese. A me interessa stabilire il principio che tutti i cittadini italiani debbano essere consapevoli di questo costo”. Il Ministro non ha però chiarito se il tetto degli 8 mila MW è da considerare un limite oltre il quale sono sospesi gli incentivi.

Nel pomeriggio il Ministro Romani ha dichiarato che il Governo sta lavorando a un testo che ridisegni il sistema di incentivazione delle rinnovabili e che consenta all’Italia di raggiungere gli obiettivi comunitari, invertendo allo stesso tempo la tendenza al caro-bolletta, in linea con i maggiori paesi europei. Il Ministro ha confermato l’impegno a supportare una filiera produttiva importante e in crescita e si è detto convinto che, eliminando sprechi, speculazioni e truffe, sia possibile rivedere gli incentivi garantendo investimenti industriali, occupazione e indotto, senza gravare i cittadini con ulteriori costi ingiustificati in bolletta.

“Il ‘Decreto Romani’ rischia di provocare lo smantellamento di centinaia di aziende e di migliaia di posti di lavoro, a cominciare dal settore fotovoltaico”. Lo hanno dichiarato Monica Frassoni, Presidente del Partito Verde Europeo, e Claude Turmes, relatore del PE della direttiva sulle energe rinnovabili. Secondo i due europarlamentari, il decreto annulla l’obiettivo UE per l’Italia sulle rinnovabili (17% sui consumi finali di energia) visto che il peso delle rinnovabili sul totale dovrà essere, a fine decennio, intorno al 30%, ed è di fatto un enorme, inaccettabile regalo alla lobby nucleare.

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Altri commenti
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ANDREA

La realtà è diversa. A fronte di una crisi che non smette di mordere il tessuto produttivo, è vero che il settore delle rinnovabili si muove in netta controtendenza. Gli incentivi (che, ricordiamo, non gravano sul bilancio dello Stato ma nemmeno su quello delle famiglie, come invece si è letto in questi giorni) hanno creato un volano virtuoso che ha consentito al Paese di riavvicinarsi al gruppo dei paesi leader nel campo dell’innovazione e della capacità produttiva. Il fotovoltaico, in un contesto così difficile come quello che abbiamo visto delinearsi negli ultimi anni, rappresenta un settore in crescita occupazionale e di fatturato, oltre che un settore tecnologicamente in evoluzione. Confidiamo nell’equilibrio e nella saggezza del Governo e del Parlamento affinché si voglia intervenire per evitare che un altro tassello della nostra economia cada vittima di contrapposti interessi e di battaglie ideologiche. Confidiamo che saprete dare un futuro alle nostre famiglie e ai nostri figli che si trovano oggi incolpevoli nella precarietà e nell'incertezza." Firma

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ANDREA

Siamo sbigottiti, è incomprensibile. Non è abbastanza promuovere l'ambiente e la salute di noi tutti, generare ricchezza e dare lavoro a oltre 15.000 addetti diretti e fino a 100.000 indiretti, offrire l'opportunità a oltre 160.000 famiglie di diventare indipendenti energeticamente? Quali interessi si vogliono davvero tutelare? Chi sono i poteri forti che stanno eliminando ad una ad una tutte le rinnovabili? Prima l'eolico, oggi il fotovoltaico. Che destino attende un paese che distrugge sistematicamente le proprie opportunità di sviluppo? Nonostante il parere positivo in sede di Commissioni Parlamentari (per cui lo schema di decreto attuativo della direttiva 2009/28 sull’energia da fonti rinnovabili si inserisce nel quadro della politica energetica europea volta a ridurre la dipendenza dalle fonti combustibili fossili e le emissioni di CO2) il dibattito in corso, specie per le notizie di stampa spesso espressione di interessi non necessariamente palesi e esplicati in sede politica e sociale, sembra preludere ad un intervento legislativo che andrà, si teme, in senso diametralmente opposto a quello, voluto dalla Commissione, di incoraggiamento delle politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili.

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ANDREA

Dopo pochi mesi dalla (lungamente attesa) approvazione, nel mese di agosto dello scorso anno, della legge sul nuovo conto energia, lo scorso 31 gennaio la Commissione europea ha adottato, come noto, una raccomandazione in cui invita gli Stati membri ad incoraggiare le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili, scoraggiando esplicitamente strumenti normativi retroattivi, causa di incertezza sul mercato e di congelamento degli investimenti. A dispetto di queste premesse, nelle bozze del decreto legislativo rinnovabili leggiamo la previsione di introdurre retroattivamente un limite vincolante di 8.000 MW. Stop ai progetti autorizzati e in corso di autorizzazione. Stop a molti cantieri in corso. Un vero e proprio tetto al fotovoltaico, più di 6 volte inferiore a quello fissato dalla Germania. È questa la prospettiva che annienterebbe il settore fotovoltaico a partire dalla prossima settimana con l'eventuale approvazione in Consiglio dei Ministri. A farne immediatamente le spese saranno circa 150.000 lavoratori impiegati direttamente e indirettamente nel fotovoltaico. In queste condizioni un'industria nascente è condannata a morte prima ancora di essere diventata pienamente adulta. Se nell’arco di pochi giorni non si riuscirà a introdurre dei correttivi, il fotovoltaico rischia una Caporetto, con ripercussioni molto pesanti sia in termini occupazionali che di credibilità del sistema Paese. Mentre gli Stati Uniti di Obama, pur in presenza di un taglio delle spese pubbliche molto robusto, mantengono saldo il timone verso lo sviluppo delle rinnovabili, l’Italia rischia un nuovo tracollo dopo quello degli anni Ottanta.

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ANDREA

A seguito della mail precedente, pubblico alcuni indirizzi mail e un testo fac-simile da poter usare. TEMPESTATELI DI MAIL Destinatari: segreteria.presidente@governo.it, Segreteria.ministro@sviluppoeconomico.gov.it, Saglia.segreteria@sviluppoeconomico.gov.it, Segreteria.capogabinetto@sviluppoeconomico.gov.it, Ufficio.legislativo@sviluppoeconomico.gov.it, segreteria.ministro@minambiente.it, atelli.massimiliano@minambiente.it, Lucarelli.paola@minambiente.it, Degiorgi.marco@miniambiente.it segreteriaMinistroSacconi@lavoro.gov.it Oggetto della mail: Senza lavoro per decreto: 15.000 famiglie a rischio Testo del messaggio da spedire o pubblicare: On. Presidente del Consiglio dei Ministri On. Ministro dello Sviluppo Economico On. Ministro dell'ambiente, della tutela della natura e del mare On. Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali In questi giorni, si decide la morte per decreto delle energie rinnovabili in Italia. Quindicimila famiglie rischiano di perdere in pochi mesi il posto di lavoro, un indotto che occupa altre 100.000 persone sarà colpito. E' un prezzo altissimo, in termini sociali ed economici, che verrà pagato da uno dei pochissimi settori produttivi non colpiti dalla crisi e da un numero importante di lavoratori e famiglie. E' quello che succederà se il Consiglio dei Ministri approverà il decreto sulle rinnovabili nella versione che circola in questi giorni all'interno del Parlamento e su cui si leggono anticipazioni di stampa.

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Andrea

In questi giorni, girano molti appelli da sottoscrivere semplicemente e mandare a chi di dovere, anche via mail; potrebbe essere una prima mossa molto efficiente questa. A questi nostri amministratori (politici), piace molto riempirsi la bocca di cose che non sanno e rubare il loro stipendio. Hanno mangiato su tutto e non si sono fatti scrupolo di nulla. Allora, finchè tutti noi non ci metteremo in testa che questa terra è prima di tutto NOSTRA e che vogliamo fare di tutto per preservarla, per guadagnare anche noi (NON SOLO LORO TRAMITE I LORO MALAFFARI E APPOGGI DISCUTIBILI) NULLA POTRA' CAMBIARE. Avete visto a cosa sono dovuti arrivare i nostri amici nord-africani per uscire dalla miseria??? Noi non siamo molto lontani e se lasciamo andare tra qualche anno potremmo ritrovarci nella stessa situazione. ABBASSO LA CLASSE DIRIGENTE (DI QUALSIASI COLORE) CHE PRETENDE DI NON ASCOLTARE IL POPOLO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Mauro

Grande Lorenzo!!! sono pienamente daccordo ... perchè i soliti furbetti che hanno raffinerie e che producono energia da fonti tutt'altro che rinnovabili hanno ancora la possibilità di sfruttare gli incentivi??? secondo il ministro è giusto informare i cittadini che spendiamo molto per incentivare le rinnovabili come il fotovoltaico ma informi anche quanto spendiamo per finanziare questi imprenditori che producono energia con fonti fossili??? ricordo a tutti di non confodere le fonti alternative con le fonti rinnovabili ...

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Lorenzo

Perchè questo signore non spiega ai cittadini quanto costa incentivare l'energia da fonti "assimilate" come scarti di raffineria o di acciaieria? Perchè non spiega quanto costa adesso e quanto costerà ai cittadini la realizzazione la gestione la manutenzione nonchè lo smaltimento delle scorie? Sono sempre più convinto che l'Italia è in mano alle persone sbagliate

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Paolo Pozzi

Mi sembrano veramente pazzi questi "politici". La decisione di abbassare le tariffe incentivanti è stato già preso con la formulazione del decreto del "III Conto Energia", chedecisione politica devono prendere? Qulla del nucleare? Vabbè, il problema non è avere le centrli vicine a noi, ma che "italian style" ci costeranno una follia, tra tangenti, ritardi, mafie ecc. Inoltre da non dimenticare che il problema delle centrali, oltre alle temnibili scorie, è l'acqua (bene più prezioso di tutti). Continuate così miei cari politici! Bravi! Intelligenti! Moderni! Ruggero De Ceglie sarebbe meglio! ( I soliti idioti - Mtv) PS: "Sono incaz... nero e tutto questo non lo accetterò più!"

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Paolo Giacomelli

Sono stato ultimamente al convegno costruito daqlla Regione Liguria sull"Eternit free". Mi domando come è possibile che a pochi giorni dalla sua conclusione, in cui si dichiara che chi sostituisce coperture in eternit o amianto realizzando coperture che corrispondano alle normative in regole con l'energia rinnovabile, ed ora ci tolgono gli incentivi su un conto energia che è stato messo in atto due mesi fa...ripeto due mesi fa. Paolo Giacomelli


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