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RISPARMIO ENERGETICO

Rinnovabili, la Toscana regola la localizzazione degli impianti

di Paola Mammarella
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Definita l’individuazione delle aree non idonee ai sensi delle linee guida nazionali

Vedi Aggiornamento del 09/02/2012
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29/03/2011 – La Toscana Regola l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. La Legge Regionale 11/2011, approvata lunedì scorso, attua le linee guida ministeriali – DM 10 settembre 2010.
 
La norma fornisce alcune indicazioni sull’individuazione delle aree non idonee per la realizzazione degli impianti fotovoltaici a terra, modificando la Lr 39/2005 in materia di energia e la Lr 1/2005 per il governo del territorio.
 
L’istanza di autorizzazione unica deve essere corredata dal piano degli interventi di dismissione e delle opere dimessa in pristino del sito. Ai sensi delle Linee guida, poi, la Giunta Regionale deve stabilire la cauzione a garanzia di tali opere.
 
In attesa che venga emanato il decreto per la ripartizione tra le Regioni dell’incremento di energia rinnovabile da produrre (burden sharing), il Consiglio Regionale fissa i criteri per l’installazione degli impianti, individuando allo stesso tempo le aree non idonee.
 
I procedimenti di autorizzazione unica, o i titoli abilitativi sostitutivi, in corso al momento dell’entrata in vigore della legge, sono considerati conclusi ai sensi della normativa precedente se sono stati acquisiti i pareri ambientali e paesaggistici. Per gli impianti di potenza superiore a 1 Mw, il procedimento si conclude una volta ottenuta la pronuncia positiva o il provvedimento di esclusione della Via.
 
Gli impianti fotovoltaici a terra sono ammessi all’interno delle aree urbanizzate di recente formazione destinate ad insediamenti produttivi, commerciali e servizi. La distanza minima tra gli impianti deve essere di 200 metri. Questa regola non vale per gli impianti di potenza fino a 20 Kw.
 
Assodato che le aree a denominazione di origine protetta e a indicazione geografica protetta sono considerate non idonee all’installazione di impianti, le province entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge presentano proposte per la perimetrazione di alcune zone di pregio in cui non posizionare pannelli o altri dispositivi.
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