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Varese: SIST annuncia i vincitori del concorso Cà Pozzi
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Varese: SIST annuncia i vincitori del concorso Cà Pozzi

di Rossella Calabrese
Commenti 7182

Un masterplan e 3 ville - prototipo per un nuovo complesso residenziale

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27/04/2011 – Il gruppo immobiliare SIST ha da poco annunciato i nomi dei vincitori del concorso di progettazione “CA’POZZI”. La competizione a inviti era strutturata in due categorie - rispettivamente relative alla progettazione di ville monofamiliari e allo sviluppo di un masterplan - per un nuovo complesso residenziale destinato a sorgere a Luino (Varese). In gara 10 giovani studi d’architettura. In palio per i vincitori l'incarico di progettazione.
 
Categoria Masterplan
Primo classificato -MAG.MA ARCHITETTURE e Gecoarch

 
L'impianto urbanistico ed infrastrutturale riprende, in linea di massima, sia lo schema viabilistico sia la disposizione dei manufatti proposti nel progetto approvato, che a sua volta ricalca l'impianto viario esistente. Rispetto al progetto approvato si è preferito però ridelineare una viabilità che meglio si rapportasse con il territorio e che garantisse una cantierizzazzione ottimale dell'intervento. In realtà la soluzione proposta avrebbe una maggiore forza se si riuscisse, in ottemperanza a quanto previsto delle norme tecniche di attuazione del RIM, a spostare la viabilità situata al confine nord del piano di lottizzazione in modo da assecondare totalmente l'andamento planialtimetrico dei luoghi ed eliminare i “tagli” ortogonali in contrasto con il naturale andamento delle curve di livello. Tagli che la soluzione proposta non ha potuto evitare al fine di mantenersi a distanza di legge dal R.I.M. L'ingresso veicolare e pedonale al lotto avviene dalla strada asfaltata proveniente da via Brughiere.
 
Il percorso di attraversamento del complesso residenziale si sviluppa cercando di assecondare l'andamento delle curve di livello ed è trattato come una sorta di viale alberato fiancheggiato da un marciapiede della larghezza di 1,50 metri. La sostenibilità è garantita, oltre che dal rispetto del naturale andamento del terreno, dall'utilizzo di materiali eco-compatibili nelle pavimentazioni. Il miglioramento della viabilità, che ha avuto come obiettivo il massimo rispetto delle emergenze ambientali, permettendo di beneficiare degli spazi da esse circoscritti, e la razionalizzazione della dislocazione delle nuove strutture hanno reso possibile la
suddivisione del lotto in tre zone omogenee, funzionalmente e materialmente distinte tra loro: la zona residenziale, la zona a destinazione turistica non ricettiva e le aree comuni. L'identificazione di tre zone differenziate ha consentito di eliminare le interferenze negative tra le funzioni private e quelle più propriamente pubbliche e di rafforzarne le rispettive identità per godere appieno  delle potenzialità di ognuna di esse.
 
I progetti classificatisi al primo, secondo e terzo posto della competizione nella Categoria Progetto di villa monofamiliare saranno realizzati a partire dall’estate e rappresenteranno i prototipi dimostrativi dell’intero sviluppo. “Tutte le proposte entreranno comunque a far parte del catalogo commerciale CA’ POZZI e verranno realizzate se dovessero incontrare i favori della clientela o su decisione unilaterale della committenza”, fanno sapere dalla SIST.
 
Primo classificato: raggruppamento Stefano Tagliacarne, Cristiana Vannini, Linda Bigatti

Il contesto, inteso come territorio e sistema di insediamenti, così come il sito stesso, con l’orientamento e il panorama, si impongono nella matrice del progetto. L’architettura proposta reinterpreta con un linguaggio contemporaneo le tipologie locali e i materiali storicamente utilizzati. Si riprende la morfologia dell’edificio del borgo montano tradizionale, con base in pietra ed elevato in intonaco e legno, e nel rivestimento il disegno delle doghe in legno scuro delle stalle preesistenti.

L’orientamento, sia alla vista che all’insolazione, è uno dei temi generatori dell’edificio, che crea con il contesto un dialogo estetico ed energetico. La matrice della tipologie è un modulo, di dimensioni, superficie e volumetria minimi, ottimizzato nella flessibilità e nelle principali funzioni interne, che si aggrega per formare unità abitative di superfici e forme differenti.

La tendenza attuale del mercato immobiliare presenta profili molto differenziati di utenza, per necessità funzionali, stili di vita e composizioni familiari. La casa contemporanea oggi non solo deve adattarsi nel tempo ai cambiamenti e alle nuove necessità di chi già la abita, ma deve presentarsi già al momento dell’acquisto versatile a diverse configurazioni.

Destrutturata nelle funzioni e fluida negli spazi e nel modo di viverli, richiede una impostazione planimetrica che, a partire dalla struttura alla distribuzione dei percorsi e dei servizi, sia predisposta all’interscambiabilitàdelle funzioni, e ad accogliere layout differenziati a risposta di esigenze ogni volta diverse. Nello specifico la struttura in prefabbricato leggero in legno consente modifiche alle partizioni interne con lavorazioni relativamente invasive, e in tempi estremamente rapidi. Duplicandosi e sovrapponendosi, il volume si articola intorno ad uno snodo centrale che funziona da ingresso e distribuzione. Tramite questa cerniera l’edificio accompagna il disegno del terreno, consente ai volumi di svilupparsi su quote differenti e ruotare dando origine a fronti inclinati, a favore della vista e dell’esposizione solare. Il patio che si genera nella rotazione è uno spazio esterno quasi interno, che rappresenta anche l’area di espandibilità nel tempo. Dal contenimento della volumetria e delle altezze dei fronti deriva l’inclinazione monofalda della copertura, che oltre a ridurre l’impatto visivo delle costruzioni nel contesto paesaggistico, “apre” con grandi vetrate la casa verso il sole e il panorama, mantenendo il retro esposto a nord di superficie minima, con piccole aperture. La continuità interno/esterno, sia fisica che visiva, caratterizza tutti gli ambienti principali dell’abitazione. Grandi serramenti scorrevoli smaterializzano la parete a valle, creando spazi in continuità con la natura.
Flessibilità e versatilità.
Aziende partner
Habicher Holzbau_ San Valentino alla Muta_BZ (sistemi costruttivi)
Greenwood _ Salzano_VE (rivestimenti esterni)
ERRETIESSE _ Mareno di Piave_ TV (impianti tecnologici)
Doimo Contract _ Mosnigo di Moriago _TV (contract arredi)
 
• Secondo classificato: raggruppamento Sintecnica e Q-BIC

Le case proposte, nelle tre differenti tipologie dimensionali, si innestano su un concetto base estremamente semplice ed efficace: lo spazio continuo. Le zone giorno sono aperte e strutturate con una pianta libera, con poche aree “specializzate”, quali la zona cucina ed il camino: tutto il resto è spazio aperto,  e solo la posizione degli arredi ne qualificherà la vocazione.Un destino apparentemente diverso investe gli spazi destinati ad un uso prevalentemente notturno, dove viene proposta una distribuzione che è in grado di non specializzare troppo gli spazi chiusi, che potranno sommarsi o sottrarsi alla zona giorno a seconda delle diverse esigenze, o divenire ambienti con funzioni ben definite, senza incrociare i percorsi di fruibilità.

Il concetto di flessibilità degli spazi è stato esteso anche alla forma esterna degli edifici: ogni singolo taglio è stato quindi studiato nella possibilità di modellarsi al terreno. Così un taglio base ad un singolo piano, con un semplice movimento si articola su due livelli, ove si rende necessario accogliere un profilo altimetrico del terreno molto scosceso. La caratteristica fisionomia minimale
delle architetture proposte si riflette nella scelta dei materiali. Questo tema attiene in gran parte agli aspetti della tecnologia della costruzione e all'intenzione di attribuire all'edificio uno status energetico di alto livello.

Ma è altrettanto importante l'aspetto visivo e percettivo dei materiali e del loro uso. Introduciamo in questo modo uno degli elementi più importanti di tutto il progetto: la loggia lignea. Elemento innanzitutto tecnologico, volto ad ombreggiare le superfici vetrate rivolte al sole, questa superficie rigata di listelli di legno, che prolunga la linea e gli elementi del tetto, diventa il segno fondante del progetto, vera e propria “pelle” delle facciate principali, tendenzialmente rivolte a sud. Le superfici delle pareti esterne, semplicemente intonacate, fanno da contraltare neutro alla “gabbia” di lamelle lignee.

Il concetto di flessibilità è stato esteso anche alla forma esterna degli edifici, mantenendo ferma la scalatura della proposta in tre diversi tagli dimensionali. Ogni singolo taglio è stato quindi studiato non solo per una variabilità degli interni, ma anche nella possibilità di modellarsi al terreno, che in ogni lotto presenta caratteristiche altimetriche anche molto differenti. Così un taglio base ad un singolo piano, con un semplice movimento si articola su due livelli, ove si rende necessario accogliere un profilo altimetrico del terreno molto scosceso.

aziende partner
Rubner, Holz&co, Hoval, Emmeti, KME, Rehau, Effegibi, Unikoporte
 
• Terzo classificato: Mag.ma Architetture e Gecoarch

Il progetto architettonico si è evoluto di pari passo con le considerazioni di corretto inserimento ambientale e con le esigenze bioclimatiche. Il fabbricato si presenta come un volume compatto dalle forme semplici ed essenziali, un volume che cerca di inserirsi silenziosamente in un contesto ambientale di pregio, dove elemento dominante è la natura.

Il corretto utilizzo della luce solare in tutte le sue possibili declinazioni è stato l'elemento cardine su cui ha ruotato la progettazione della casa unifamiliare. Per beneficiare al meglio dell'apporto solare, il corpo di fabbrica è risolto in una scatola lunga e stretta che si estende in senso longitudinale, ricercando al contempo un rapporto con il paesaggio e la natura attraverso diversi dispositivi di relazione, come gli spazi “prolungati” delle stanze negli spazi di connessione, le ampie aperture, i pieni e i vuoti, i materiali che
cercano un legame diretto con il territorio che li ospita. Il concetto di scalabilità e modularità è stato approfondito e declinato a diversi livelli: dimensionale, energetico, impiantistico, materico, domotico. Il progetto si basa su moduli di dimensioni differenti, in grado di essere aggregati con tempistiche differenti al fine di ottenere un'evoluzione della tipologia per fasi successive. Il modulo 1, un volume di 377 mc, individua la tipologia base A, rivolta ad una composizione familiare tipo di tre/quattro persone.

Questa tipologia evolve facilmente nella tipologia B mediante il semplice accostamento del modulo 2, un volume di 205 mc per un totale di 582 mc, per una composizione familiare di quattro persone più due ospiti. La tipologia C prende forma dalla sovrapposizione del modulo 3, un volume di 330 mc, sul modulo 1, per un totale 912 mc. Questa tipologia è indirizzata ad una famiglia di 5/6 persone più 3 ospiti. Anche a livello di finiture è possibile migliorare e modificare le caratteristiche tipologiche della casa.
Aziende Partner
Levocell, Carminati, Binderholz, Celenit, Icopal
 
Il gruppo SIST ha offerto anche al pubblico la possibilità di esprimere un parere sui progetti. Dal 23 marzo al 5 aprile è stato possibile votare online previa registrazione sul sito www.progettocapozzi.it, esprimendo una sola preferenza. Ecco i risultati:
- primo classificato: Giovanni Vaccarini (43% dei voti)
- secondo classificato: Tagliacarne, Vannini, Bigatti
- terzo classificato: Stefano Seneca
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