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ARCHITETTURA

Zumthor per il Serpentine Gallery Pavillion 2011

di Rossella Calabrese

Un giardino silenzioso al centro di un volume in legno, tessuto e sabbia

Vedi Aggiornamento del 10/02/2012
14/04/2011 – Londra: la Serpentine Gallery ha svelato le prime immagini del Gallery Pavilion 2011, firmato dal Pritzker Prize Peter Zumthor. Come di consueto, ad accogliere l’installazione temporanea saranno i capitolini Giardini di Kensington.

Di anno in anno la Galleria londinese commissiona il progetto della struttura – divenuta simbolo internazionale di sperimentazione architettonica -  a un architetto di fama internazionale che, al momento dell’invito, non abbia ancora ultimato un’opera nel Regno Unito. Il Padiglione funge da spazio pubblico e fa da location ad alcuni appuntamenti di “Park Nights”, il programma annuale di public talks ed eventi organizzati dalla Serpentine tra luglio a ottobre.

Dal 2000 in poi, progettisti del calibro di Zaha Hadid, Daniel Libeskind, Toyo Ito, Oscar Niemeyer, Alvaro Siza, Rem Koolhaas, Olafur Eliasson, Frank Gehry, SANAA e Jean Nouvel si sono avvicendati nell’ideazione del Padiglione.

Per il Serpentine Gallery Pavilion 2011 Peter Zumthor si è ispirato all’idea di “hortus conclusus”, progettando “una stanza contemplativa, un giardino all’interno di un giardino, fatto di fiori e luce”, dove “trovare il tempo di rilassarsi, contemplare e poi, forse, tornare a parlare” al riparo dal caos della metropoli.
 
Come nel caso delle celebri Terme di Vals (Svizzera) o della Cappella Bruder Klaus a Mechernich (Germania), Zumthor punta sugli aspetti sensoriali e spirituali dell'esperienza architettonica, facendo attenzione alla composizione ed alla qualità, definita ma semplice, dei materiali selezionati, al trattamento della scala e alla luce.
 
Legno, tessuto e sabbia sono i materiali con cui verrà realizzata la struttura temporanea, creata per regalare ai visitatori  un’insolita e piacevole esperienza emozionale. Il giardino al centro dell’edificio, disegnato dal paesaggista olandese Piet Oudolf (premiato con una menzione d’onore all’ultima Biennale di Architettura di Venezia), sarà raggiungibile dopo aver percorso corridoi bui e silenziosi, in una sorta di “itinerario preparatorio” alla quiete dell’area verde.
 
Le pareti esterne e interne con porte basculanti offriranno ai visitatori percorsi multipli, guidandoli nel giardino interno. I tragitti al coperto e le sedute attorno a questo spazio centrale creeranno un ambiente contemplativo e sereno dove osservare il giardino riccamente piantumato, illuminato dal sole, nel cuore della struttura.
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