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AZIENDE

AHEC, crescono le esportazioni di latifoglie americane verso l’Ue

21/04/2011 - Nel 2010, le esportazioni di segato di latifoglie americane verso i paesi europei sono aumentate del 19% in termini di volumi e del 30% in termini di valore. Italia, Germania, Belgio e Francia figurano fra gli acquirenti principali, mentre le vendite nel Regno Unito si sono confermate pressoché stabili fra il 2009 e il 2010, e il mercato spagnolo sembra finalmente mostrare i segnali di un’inversione positiva di tendenza a partire dal terzo trimestre del 2010. Buono anche il commercio verso alcuni Paesi dell’Est europeo, in particolare Estonia e Polonia, con un interessante potenziale nel lungo termine.
 
Fra le varie specie di latifoglie americane esportate la crescita più cospicua si deve al segato di frassino (Ash, +45%), tulipier (Tulipwood, +38%), noce (Walnut, +34%), ciliegio (Cherry, +29%) e quercia bianca (White Oak, +9%). Quercia rossa (Red Oak) e acero duro (Hard Maple) hanno eguagliato i livelli dell’anno precedente, mentre l’ontano rosso (Red Alder) ha ceduto il 13%.
Sebbene nel 2010 le esportazioni di segato di latifoglie americane verso l’Europa siano rimaste al di sotto dei livelli precedenti alla crisi economica del 2008/2009, i progressi sono tutt’altro che trascurabili se esaminati alla luce della costante debolezza del quadro congiunturale e della scarsa performance dei settori decisivi per la domanda di legno in diverse zone dell’Europa. Per il 2010 è prevista una crescita del PIL non superiore al 2% nell’area euro e di appena l’1,7% nel Regno Unito. Euroconstruct stima che la flessione dell’edilizia europea sia stata dell’8,8% nel 2009 e di un ulteriore 3,3% nel 2010.
 
Italia miglior mercato nel 2010
Fra i mercati europei del segato di latifoglie americane, quello italiano si trova al primo posto nella classifica 2010. Lo scorso anno le esportazioni verso l’Italia hanno infatti registrato un incremento del 35% in volume e del 53% in valore, sfiorando i livelli pre-crisi. Il volume di legno di tulipier e quercia bianca esportato nel nostro Paese è addirittura aumentato del 50% circa. Un dato particolarmente incoraggiante è che le esportazioni di latifoglie americane verso l’Italia hanno registrato un netto recupero negli ultimi tre mesi del 2010, dopo la flessione che aveva caratterizzato il trimestre precedente.
Se da un lato la situazione economica e la domanda complessiva di legno per il mercato italiano restano piuttosto deboli, dall’altro si registra un miglioramento della domanda estera di mobili e prodotti di falegnameria italiani, che favorisce il legno di latifoglie. Si segnala inoltre una preferenza per le latifoglie temperate a scapito di quelle tropicali, dovuta in parte ai gusti specifici dei mercati di esportazione e in parte alla tendenza, evidenziatasi durante la recessione, a ridurre le scorte scegliendo materie prime più facilmente reperibili e caratterizzate da tempi di consegna più brevi.
 
 
Netto recupero delle esportazioni di tranciato di latifoglie americane verso l’Europa
Forte ripresa delle esportazioni di tranciato di latifoglie americane verso l’Europa, che nel 2010 aumentano del 23,2% in termini di volume e del 16,2% in termini di valore. I mercati più attivi sono la Germania (+19%), la Spagna (+25%), il Belgio (+13%), il Portogallo (+15%), il Regno Unito (+43%) e i Paesi Bassi (+14,2%). Si registrano inoltre marcati incrementi sulle piazze minori come Slovacchia, Svezia e Turchia. Tuttavia, il volume delle vendite in Italia, secondo mercato europeo per l’impiallacciato americano dopo la Germania, è calato del 6% rispetto al 2009. La ripresa delle esportazioni in diversi Paesi europei è un dato incoraggiante, ma i livelli sono stati al di sotto di quelli pre-crisi (2008).
 
Il trimestre conclusivo del 2010 ha visto un deciso rimbalzo delle esportazioni di tranciato di latifoglie americane verso Germania, Spagna e diversi mercati europei minori rispetto al periodo luglio-settembre, che aveva segnato una flessione. Un dato rassicurante, in quanto lascia presumere che i ribassi evidenziati da molti Paesi europei nel terzo trimestre fossero solo stagionali, quindi legati alla tipica tranquillità dei mesi estivi, e non indice di un rallentamento della ripresa. D’altro canto le esportazioni di tranciatoin Italia nel 2010 hanno progressivamente perso terreno trimestre dopo trimestre.
I dati sulle esportazioni di tranciato relativi allo scorso anno indicano una forte crescita per la quercia bianca, il ciliegio e il noce, livelli stabili per la quercia rossa e una flessione per l’acero duro.
 
Per il 2011 previsioni incerte ma in via di miglioramento
Le prospettive per le esportazioni di segato e tranciato di latifoglie americane in Europa nel 2011 restano contrastanti. Vige un moderato ottimismo, nell’attesa che gli elementi positivi prevalgano su quelli negativi, alimentando una lenta ma continua crescita della domanda anche nell’anno in corso.
 
Tra i fattori negativi spicca la debolezza della ripresa delle economie europee dopo la grave recessione del 2008/2009. Mentre la Germania ha messo a segno consistenti progressi e dalle regioni centrali e settentrionali dell’Europa giungono i primi segnali di miglioramento, in diversi Paesi periferici dell’area euro, fra cui Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia, la situazione resta preoccupante. In questi Stati gli ordini vanno scemando e l’occupazione è in calo, soprattutto nel settore pubblico e nel terziario, particolarmente colpiti dalle misure di austerità.
Attualmente in tutta Europa si assiste a un’accelerazione dell’inflazione, legata al maggior consumo di commodity nei mercati emergenti e al caro petrolio alimentato dalle incertezze politiche in Medio Oriente. La spinta inflazionistica riduce il potere di acquisto e mette sotto pressione le banche centrali europee per innalzare i tassi di interesse in un momento in cui la ripresa economica è ancora fragile.
Di positivo c’è che la fiducia delle imprese è in risalita in quasi tutta Europa e che la crescita econo¬mica di quest’anno dovrebbe per lo meno confermarsi ai livelli del 2010. Per il settore edile si prevede un andamento analogo a quello dello scorso anno, e una ripresa nel 2012 e nel 2013. In molti si attendono invece già nel 2011 un rimbalzo del segmento degli edifici residenziali di nuova costruzione, particolarmente penalizzato dalla recessione, e del segmento delle ristrutturazioni, più stabile rispetto a quello delle nuove abitazioni durante la recessione, ma in flessione fra il 2009 e il 2010.
 
Altri fattori favorevoli alle latifoglie americane
Occorre valutare altri aspetti della dinamica domanda/offerta di legname che potrebbero favorire le latifoglie americane nel corso del 2011. L’offerta di latifoglie europee, fra cui la richiestissima quercia, resta limitata. Secondo quanto riportato dai principali Paesi europei fornitori di legno di latifoglie (Germania, Francia e Romania), gli scarsi livelli di abbattimento e l’incremento delle esportazioni verso la Cina fra il 2009 e il 2010 hanno di fatto ridotto la disponibilità di segato nel vecchio continente. I distributori europei che hanno effettuato pochi acquisti nell’ultimo biennio dispongono ora di scorte limitate a fronte di una probabile ripresa dei consumi.
Naturalmente nel breve termine la concorrenza è fortemente influenzata dalle oscillazioni valutarie. Al momento in tema di inflazione le economie europee stanno adottando una linea più dura rispetto agli USA e potrebbero procedere a un innalzamento dei tassi in tempi più brevi. A parità di altre variabili, se il dollaro, come è probabile, perderà nuovamente terreno rispetto all’euro, aumenterà la competitività delle latifoglie americane, o per lo meno gli esportatori USA avranno la possibilità di incrementare i margini aumentando i prezzi.
Inoltre, in alcune parti d’Europa il legno comincia a beneficiare della tendenza al design sostenibile, anche se questo trend attira altri settori rappresentativi di altri materiali che stanno effettuando ingenti investimenti per “verniciare di verde” i propri prodotti allo scopo di neutral¬izzare il primato ecologico del legno. La risposta dell’AHEC è nel progetto LCA (Life Cycle Analysis) di analisi del ciclo di vita di ogni specie di latifoglia americana dalla foresta alla consegna nei mercati europei.

Infine, la nuova legge europea sul legname illegale consente di creare un’immagine più positiva per il commercio internazionale del legno e facilita l’accesso al mercato di legno di latifoglie proveniente da Paesi a basso rischio come gli USA. 


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