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AZIENDE

AL sistem, marcatura CE delle porte sulle vie di fuga


13/04/2011 - ALsistem, con il fine di facilitare i propri clienti alla commercializzazione dei propri prodotti si è impegnata a realizzare quanto di sua competenza in un campo tuttora non totalmente chiaro relativo alla certificazione delle porte sulle vie di fuga (o vie di esodo che dir si voglia).
In collaborazione con l’Ente Notificato CSI di Bollate, in queste poche righe, cerca di chiarire, per quanto possibile, quelle che sono le competenze del gammista, dell’Ente Notificato e del serramentista.
 
ALsistem, come gammista, è tra i primi in Italia ad avere già realizzato le prove ITT su propri serramenti, con la serie Planet50tt, estendibile alle serie superiori (Planet 62tt e 72ht) e con la serie Elite Door.
 
In entrambi i certificati si tratta di una porta a due ante con maniglione antipanico e con soglia filo pavimento, importante per poter ottenere la tenuta all’acqua senza creare ostacoli dovuti ad inciampi in caso di panico (solo 3 mm di spessore).
I serramentisti, tramite contratto a Cascading, potranno utilizzare i certificati realizzati da ALsistem.
 
Con l’obiettivo di contribuire a una sempre maggiore chiarezza e diffondendo un’informazione per quanto possibile documentata e verificata, proviamo a fornire elementi utili a fare luce sul tema.
 
La norma EN 14351-1, entrata in vigore nel Febbraio 2007, diventata obbligatoria nel Febbraio 2010 e della quale c’è già stata una prima revisione nel dicembre 2010 (ed è in previsione che altre ce ne saranno), disciplina la marcatura CE di finestre (anche da tetto) e porte pedonali per uso esterno senza caratteristiche di resistenza al fuoco e/o di tenuta al fumo.
 
Nella categoria porte, rientrano anche quelle poste sulle vie di fuga, la cui certificazione richiede una procedura diversa dai “normali” serramenti. La procedura per la marcatura CE dei prodotti da costruzione viene individuata all’interno della Norma di Prodotto, dal Sistema di Attestazione della Conformità (SAC o AoC, in inglese), in base al quale vengono suddivise le responsabilità tra Produttore ed Organismo Notificato (O.N.). Le finestre e le porte pedonali per uso esterno non poste su vie di fuga rientrano nel SAC 3, ovvero la responsabilità di alcune Prove Iniziali di Tipo (ITT) ricade sull’O.N., mentre la responsabilità del Controllo di Produzione in Fabbrica (FPC) spetta al Produttore.
 
Per le porte poste su vie di fuga invece la norma ha previsto il SAC 1, ovvero l’O.N. deve eseguire una visita iniziale presso il Produttore per la validazione del suo FPC, durante la quale si procederà anche al prelievo del campione che poi sarà sottoposto alle ITT (sempre di responsabilità dell’O.N.). A seguito dell’esito positivo della visita iniziale e delle prove, l’O.N. rilascerà il Certificato di Conformità CE all’Azienda. Infine ogni hanno l’O.N. dovrà eseguire una visita di sorveglianza presso il produttore per confermare la marcatura CE.
Indubbiamente la marcatura CE in Sistema 1 comporta un maggiore esborso per le aziende, in quanto al normale costo per le prove si troveranno a dover affrontare anche i costi di una visita iniziale e di una sorveglianza annuale. Inoltre la maggior parte delle aziende del settore non ha una produzione continuativa di porte su vie di fuga, quindi con molta probabilità si troveranno casi di aziende che dovranno affrontare una visita di sorveglianza annuale pur non avendo prodotto nessuna porta rientrante in questa categoria nell’anno di riferimento.
 
Dal punto di vista delle prove, le porte poste su vie di fuga non richiedono nessuna prova ulteriore rispetto alle porte per uso “normale”. E’ aggiunto solo un requisito chiamato dalla norma “Capacità di sblocco” (par. 4.10 della EN 14351-1). Questo requisito, però, non richiede nessuna prova aggiuntiva, ma semplicemente impone che tutti gli accessori di sicurezza presenti sul prodotto (es. maniglione antipanico, chiudiporta, etc.) siano conformi alle rispettive norme di prodotto. L’aggiornamento della norma del 2010 ha ampliato questo requisito, aggiungendo all’elenco degli accessori considerati le cerniere, che devono essere conformi alla norma EN 1935 (Cerniere ad asse singolo).
 
CSI opera attivamente nella certificazione delle porte su vie di fuga su due strade. La prima prevede la certificazione del prodotto eseguendo la visita iniziale in fabbrica con prelievo del campione e successive ITT. La seconda è la marcatura CE delle porte su vie di fuga secondo la procedura del cascading. Ovvero il produttore utilizza i risultati delle prove eseguite dalla propria system house, sobbarcandosi soltanto l’onere della visita iniziale e delle successive sorveglianze. Entrambe le possibilità presentano vantaggi per il produttore. Nel primo caso l’azienda ha la possibilità di presentarsi sul mercato esibendo risultati di prova propri e non acquisiti da altri, ma affrontando costi maggiori. Nel secondo caso invece l’azienda può usufruire di un notevole risparmio di costi, non dovendo eseguire le prove in proprio. La scelta su quale opzione scegliere spetta solo al produttore, che dovrà effettuare una accurata valutazione in base alle proprie esigenze, al mercato a cui si rivolge e ovviamente alla quantità di manufatti prodotti rientranti in quella tipologia.
 
Ricordiamo che la certificazione di cui si è parlato non riguarda le porte tagliafuoco, che saranno oggetto di una apposita norma (prEN 16034, ancora in bozza). Ad oggi quindi le porte tagliafuoco NON possono essere marcate CE, ma restano oggetto di una apposita omologazione ministeriale.
 
ALsistem e CSI sono a disposizione di ogni azienda interessata ad approfondire l’argomento e sono pronte a fornire assistenza tecnica per risolvere ogni eventuale dubbio in merito.
 
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