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LAVORI PUBBLICI

Matteoli: ridurre le Stazioni Appaltanti per la modernizzazione

di Paola Mammarella

Scendere da 16 mila a 21 soggetti pubblici e privati e ridisegnare l’assetto normativo tra gli obiettivi

Vedi Aggiornamento del 21/06/2011
08/04/2011 – Passare da 16 mila a 21 stazioni appaltanti. Una per regione. È l’obiettivo del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, espresso durante la tavola rotonda per la presentazione del regolamento di attuazione del Codice Appalti.
 
Secondo il Ministro Matteoli, il sistema attuale comporterebbe oneri eccessivi e perdite di tempo, come nel caso delle sospensive da parte dei Tribunali amministrativi.
 
Per questo è stato già attivato un tavolo di lavoro, che prevede la partecipazione delle maggiori associazioni di categoria, ma anche delle stazioni appaltanti pubbliche più rilevanti.
 
Come emerge da fonti di stampa, per Matteoli bisognerebbe avere il coraggio di ridisegnare l’assetto normativo, continuando comunque a garantire i controlli necessari.
 
Con il regolamento di attuazione del Codice Appalti, che entrerà in vigore a giugno, sono stati compiuti passi avanti verso la modernizzazione del settore. Costituiscono un esempio in tal senso il dialogo competitivo, l'asta elettronica e l'obbligo di verificare il progetto da parte di soggetti terzi.
 
Utili alla semplificazione anche il divieto di affidare un progetto col criterio del massimo ribasso,  l'obbligo, per la stazione appaltante, di indicare il limite massimo di sconto ammesso nel bando e la possibilità che, in caso di inadempimento, un garante subentri nel contratto di appalto, garantendo la realizzazione dell’opera nei tempi previsti.
 
Il taglio delle norme e dei soggetti pubblici e privati sarà quindi al centro delle attività ministeriali.



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Altri commenti
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Lorenzo

era ora che prendessero in cosiderazione la scottante questione " appalti pubblici". Devo dire che probabilmente 21 stazioni appaltanti (in capo ad ogni Regione), risulterebbero troppo oberate di lavoro e, soprattutto, esageratamente distanti dalla realtà in cui si svolge l'appalto. Io direi che forse sarebbe il caso di proporre una stazione appaltante per ogni provincia, magari più snella e in linea con quella regionale. La questione nodale,non di poco conto, è rapppresentata anche dalle varianti che rallentano con tempi biblici i lavori da eseguire e in tal senso delle penali più stringenti per la mancata esecuzione dei lavori. Saluti