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NORMATIVA

Edilizia e infrastrutture, il Def velocizza e semplifica

di Paola Mammarella

Potenziamento degli edifici scolastici e attuazione delle opere programmate dal Cipe per il rilancio

Vedi Aggiornamento del 19/07/2011
Commenti 4438
22/04/2011 - Si concluderà mercoledì prossimo l’esame del Def, documento di economia e finanza, allo studio delle Commissioni Ambiente e Trasporti alla Camera. Semplificazione delle procedure, attuazione delle opere programmate dal Cipe, edilizia scolastica e privata, infrastrutture strategiche ed energia sono le parole d’ordine del documento, previsto dalla Legge 39/2011 per la modifica alla normativa di contabilità e finanza pubblica.
 
Nell’ambito del programma di riforma contenuto nel Documento di Economia e Finanza è infatti presente un Allegato “Infrastrutture”, predisposto dal Ministero per individuare gli ambiti d’azione delle politiche che dal 2012 al 2014 dovranno coordinare la realizzazione delle piccole e grandi opere.
 
Al momento, come ha ricorda la relatrice in Commissione Ambiente Manuela Lanzarin (LNP), tra le priorità del Governo rientrano l'edilizia pubblica e privata e le infrastrutture strategiche. Oltre alla proposta di norme che ricalcano il Piano Casa 2 per l’aumento delle volumetrie, e la semplificazione dei titoli abilitativi attraverso la Scia edilizia, il Governo si propone di dare piena attuazione al Piano di edilizia abitativa. Su 844 milioni di euro disponibili sul bilancio dello Stato, ne sono stati ripartiti 718 ed erogati 109.
 
Dal 2012 prenderà il via anche il potenziamento infrastrutturale dell’edilizia scolastica. Realizzazione di nuovi edifici e ristrutturazione di quelli esistenti consentiranno di avere strutture più sicure risparmiando sulle locazioni degli immobili privati.
La realizzazione delle strutture scolastiche è attuabile esclusivamente su iniziativa degli enti territoriali, in coordinamento con le regioni. Un soggetto istituzionale, da definire in seguito, svolgerà il ruolo di coordinamento e stazione appaltante.
Nel settore dei lavori pubblici, è stata proposta l'introduzione di percentuali fisse predeterminate sia per le riserve che per le opere compensative, che contribuiscono a raddoppiare i tempi e i costi della realizzazione delle opere pubbliche in Italia.
 
Il Def, approvato mercoledì 13 aprile, è stato completato con l’Allegato Infrastrutture, che mira a garantire l’attuazione delle opere programmate, progettate e cantierate. Sul totale di opere previste dal Cipe, che dovrebbero assorbire 132 miliardi di euro, la copertura finanziaria al momento ammonta a 72 miliardi.
 
Diventa quindi necessario appaltare e cantierare tutto quanto approvato finora dal CIPE, ricorrere il più possibile a progetti finanziati con fondi diversi da quelli pubblici, come Partenariato Pubblico Privato, convenzioni e fondi europei, ma anche valutare in termini “privatistici” il valore del tempo necessario al completamento delle istruttorie.
 
Tra gli obiettivi per il rilancio dell’economia c’è anche l’attuazione dei progetti volano, cioè Piano casa, Piano carceri e Programma delle opere piccole e medie. Ma anche ricostruzione della città dell’Aquila, infrastrutturazione organica del Mezzogiorno e interpretazione della domanda di trasporto passeggeri e merci.

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Altri commenti
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Francesco

Ciao Francesco. Purtroppo hai trovato una soluzione al problema troppo logica e semplice... in 12 righe chiare ed esaustive hai scritto tante cose razionali che non potebbeo essere "capite" dai nostri politici. Ciao

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francesco iannaccone

Con queste procedure e questa burocrazia, non si farà un bel niente!!! La crisi si accentua sempre di più e si pensa di emanare altre Norme e perdere altro tempo. La soluzione più semplice è quella di ridurre la Stazioni appaltanti a ! per ogni regione. Le procedure per l'aggiudicazione e l'esecuzione dei progetti e dei lavori, deve essere uniforme dappertutto e la soluzione potrebbe essere la seguente: 1) Accantonare un 5% dell'importo stimato per gli imprevisti e selezionare le Imprese e i Tecnici a rotazione, stabilendo il criterio di preferire tutti coloro che hanno poche commesse e che hanno licenziato da poco i dipendenti, questo consentirebbe la rapida esecuzione e aiuterebbe l'occupazione. Le imprese scelte non dovrebbero essere più di 20 e i Tecnici non più di 10. Procedere all'aggiudicazione per sorteggio e pretendere il rispetto dei tempi e del costo dai vincitori, diversamente Cancellazione dagli albi e conseguente estromissione a partecipare e contrarre appalti per almeno 5 anni. Qualcuno dirà che la UE non lo permetterebbe, ma la situazione è così grave che i Commissari potranno dare l'ok, diversamente faremo la fine del Nordafrica.