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NORMATIVA

Fotovoltaico: il Governo privilegerà la filiera italiana

di Rossella Calabrese

Il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ha annunciato tempi stretti per il varo del quarto Conto Energia

Vedi Aggiornamento del 28/04/2011
Commenti 14522
14/04/2011 - Incentivi al fotovoltaico compatibili con le aspettative delle imprese del settore, ‘decalage’ nella fase transitoria e modello tedesco con tariffe decrescenti all’aumentare dei MW installati.
 
Questi i cardini del quarto Conto Energia per il fotovoltaico, ribaditi ieri dal Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, in risposta ad una interrogazione del deputato Udc Mauro Libè, nel corso del question time alla Camera.
 
Libè ha chiesto al Ministro chiarimenti sui tempi di emanazione del quarto Conto Energia, il cui ritardo sta tenendo con il fiato sospeso migliaia di aziende e di lavoratori del settore rinnovabili. “Secondo il recente Solar Energy Report del Politecnico di Milano - ha detto Libè - la filiera industriale fotovoltaica italiana in questi anni si è rafforzata: 800 imprese, migliaia di operatori locali e 430 banche attive nei finanziamenti presidiano un settore da 18.500 addetti (con l’indotto 45mila), che 5 anni fa non esisteva”. Secondo il report “una rimodulazione, anche seria, degli incentivi è necessaria. Ma possiamo, secondo le nostre simulazioni, arrivare al 2016 con un budget complessivo di incentivi pubblici di 6 miliardi annui, al ritmo di 2 gigawatt istallati all’anno. Poi da quell’anno in avanti ci sarà la grid parity, il fotovoltaico soprattutto residenziale e per autoconsumo produrrà energia ai prezzi di mercato, senza bisogno di altri incentivi”.
 
Il Ministro Romani ha ricordato che la scadenza del terzo Conto Energia, programmata  per la fine del 2013, è stata anticipata al 31 maggio 2011 (con il Dlgs 28/2011) perché con il decreto Salva-Alcoa (Legge 129/2010), all’obiettivo di 8.000 MW di potenza incentivata si sono aggiunte richieste di allaccio per altri 25.000 MW, incrementando a dismisura il peso degli incentivi per lo Stato. Tali richieste, ha spiegato il Ministro, comporterebbero un onere in bolletta per 8-10 miliardi di euro all’anno per 20 anni, circa 160 miliardi a carico dei cittadini e delle imprese.
 
“Il Governo - ha detto Romani - sta valutando insieme a tutte le associazioni imprenditoriali del settore” il nuovo sistema di incentivi che regolerà le rinnovabili a partire dal 1° giugno prossimo. L’esecutivo intende “privilegiare la filiera del fotovoltaico affinché diventi italiana perché, per il momento, è largamente importata dall’estero, soprattutto dalla Cina, come nel caso dei pannelli”.
 
Il nuovo regime di incentivi - ha aggiunto Romani - favorirà l’installazione del fotovoltaico sui tetti delle abitazioni, delle aziende pubbliche e dei ministeri, ma porrà un freno agli impianti a terra: “non vorremmo - ha detto il Ministro - che i campi dove si deve fare agricoltura si riempissero di pannelli fotovoltaici”.
 
Il Ministro ha annunciato tempi stretti per il varo del decreto, che però - ricordiamo - era atteso entro il 10 aprile scorso, stando alle promesse del Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo (leggi tutto).
 

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Altri commenti
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Mario

Si continua a ripetere che nei terreni deve crescere il mais e non i pannelli, dimenticando che fino a pochi anni fa venivano versati incentivi per non coltivare niente nel 20% delle superfici agricole, senza dimenticare tutti i prodotti che vanno al macero o in stoccaggi per non inflazionare il prezzo. Giusto abbassare un Po gli incentivi ma con certezze economiche e temporali.

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alberto

Buongiorno a tutti. Mi rivolgo a chi si oppone agli impianti a terra. Io lavoro in un'azienda che li fa chiavi in mano. Dà lavoro a 200 dipendenti, senza contare tutto l'indotto. Abbiamo installato esclusivamente su terreni adibiti a pascolo (e che tali sono rimasti), su terreni incolti, incoltivabili (eccessive pendenze) o degradati (ex discariche). Perchè parlate se non conoscete i fatti? Gli investitori a volte sono esteri. Ma chi impedisce a quelli italiani di farsi avanti? Perchè non è lo stesso stato italiano ad investirvi? Forse che non danno lavoro ad italiani anche se sono esteri? Ma invece di lamentarsi del caro bolletta, perchè non ci si installa tutti il proprio impianto sul tetto? Ma lo accendete il cervello?

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GIUSTA DIREZIONE

sono perfettamente daccordo con STENDALL NO al consumo di suolo! NO al consumo di contributi dei cittadini! (speculatori arricchitevi lavorando!!!) w il fotovoltaico per l'autoconsumo delle famiglie delle aziende! W la filiera italiana! No all'usurpazione di contributi italiani da parte di stranieri! il fotovoltaico è l'energia del futuro ma non deve pesare né sul territorio né sulle spalle dei cittadini! SI agli impianti pubblici collettivi! e poi tranquilli, non finisce qui il mondo, abbiamo tutti bisogno di energia e di impianti se ne faranno ancora tanti, solo che con buonsenso! (quello che chi guarda solo ai soldi spesso non ha)

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marcello

Caro ministro romani, forse non sai nemmeno quello che hai causato con tutte le cazzate che tirate fuori, mentre qua c'e' gente che a posticipato le ferie. Anzi che' far fretta per approvare i processi brevi ( che cosi facendo agevoliamo ancor di più' i ladri e assassini ) freghiamocene invece della povera gente che perde il lavoro con una famiglia. Tanto voi state bene rubate minimo € 12.000 al mese e dopo tutto avete il coraggio di dire che c'e' la ripresa. Cosa vogliamo dire del referendum che si terra a Giugno che debbo votare SI per dire NO Tutto questo fa capire quanto ve ne frega del cittadino. Vergognatevi

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stendall

Basta con i grandi impianti da Megawatt per il fotovoltaico è solo speculazione di gruppi esteri e di capitalisti e non porta occupazione, si prendono solo il contributo degli italiani. Il fotovoltaico deve essere per le famiglie e per le aziende che producono per autoconsumo, in questo modo ci sarà lavoro per tutti gli installatori italiani sarà motore per l'economia, ci sara risparmio della bolletta per le famiglie e per le aziende italiane e ci saranno nuovi posti di lavoro è un occasione per l'italia .

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Alfonso

Mi va benissimo il modello tedesco in termini di economia e di classe imprenditoriale. Io che in Germania ci ho lavorato da studente conosco come in Germania sia diffuso un sistema di solidarietà sociale che in Italia non ci siamo ancora, e me che meno questo governo sia capace di tanto. Però non vorrei che solo il settore fotovoltaico si pregiasse del modello tedesco. Propongo, pertanto, che sia la politica a dare l’esempio assumendo il modello tedesco ai loro comportamenti: gran parte degli attuali governanti dovrebbero dimettersi (un parlamentare tedesco di spicco si è dimesso solo perché denunciato di aver copiato la tesi di laurea) assieme a sottosegretari e nullafacenti.

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alessio

ministro falso e bugiardo, come tutto il governo.

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Alberto

BISOGNA FAVORIRE L'EFFICIENZA DI CONVERSIONE ALTRIMENTI FRA 10 ANNI CI TROVEREMO I PANNELLI CHE RENDERANNO POCO. Meglio il monocristallo, guardate quà: http://www.sunpowercorp.it/residential/products-services/products/panels.php

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RAFFAELE

Che vadano a guardarsi i dati del GSE e vedranno che è una cavolata immane. Non sanno nemmeno quello che dicono. Dice Romani nell'articolo: "Il Ministro Romani ha ricordato che la scadenza del terzo Conto Energia, programmata per la fine del 2013, è stata anticipata al 31 maggio 2011 (con il Dlgs 28/2011) perché con il decreto Salva-Alcoa (Legge 129/2010), all’obiettivo di 8.000 MW di potenza incentivata si sono aggiunte richieste di allaccio per altri 25.000 MW, incrementando a dismisura il peso degli incentivi per lo Stato. Tali richieste, ha spiegato il Ministro, comporterebbero un onere in bolletta per 8-10 miliardi di euro all’anno per 20 anni, circa 160 miliardi a carico dei cittadini e delle imprese. CAVOLATE. Al 31.12.2010 al massimo potranno essere collegati gli 8.000 mwatt. I 25.000 SE LI E' INVENTATI DI SANA PIANTA!!! DOVETE MUOVERVI !!!!!!!! LAVORATE INVECE CHE CAZZEGGIARE TUTTO IL GIORNO!!!!!!!!

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RAFFAELE

DEVONO EMANARE IL QUARTO CONTO ENERGIA ENTRO DOMANI. NO TEMPI STRETTI. LI PAGA ROMANI TUTTI GLI OPERAI IN CASSA INTEGRAZIONE? NO!!! LI PAGHIAMO TUTTI NOI E MOLTO PIU' DEI SOLDI CHE PENSANO DI SPENDERE.

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Francesco

Incentivare la filiera italiana sarebbe l'unica cosa buona che questo governo avrebbe fatto. I prodotti cinesi hanno condizionato un mercato e tra qualche hanno vedremo i risultati. Le conseguenze peggiori saranno di chi ha investito realizzando un impianto con prodotti made in China, credendo di avere fatto un affare.

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Vash

Filiera italiana... ma Romani sa che non sta parlando di pomodori? Ma quando il Governo incentivava la rottamazione delle auto era forse richiesto che fossero italiane? .