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Quarto Conto Energia: rinviata la decisione delle Regioni

di Rossella Calabrese

Spostato alla prossima settimana l’esame del nuovo sistema di incentivazione del fotovoltaico. Imprese e sindacati in piazza

Vedi Aggiornamento del 13/05/2011
Commenti 14218
21/04/2011 - Nulla di fatto ieri pomeriggio in Conferenza Stato-Regioni sul fronte del quarto Conto Energia per il fotovoltaico. Le Regioni hanno chiesto di rinviare alla prossima settimana l’esame del testo.

“Abbiamo chiesto al Governo - ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine dell’incontro - un rinvio di una settimana del decreto sul Conto Energia. Sono stati fatti alcuni passi avanti, ma per noi rimangono forti criticità. Confidiamo - ha aggiunto Errani - di raggiungere l’intesa la prossima settimana. È importante per i produttori e per la filiera industriale”.
 
L’assessore alle attività produttive della regione Toscana, Gianfranco Simoncini, ha spiegato i motivi del rinvio: “Non ci è stato dato modo di discutere un decreto di cui non condividiamo alcune parti. In particolare - ha detto Simoncini - ho chiesto che venga  incentivato l’uso di materiali prodotti in Italia”.

La discussione è quindi slittata a giovedì 28 aprile, cioè due giorni prima della scadenza prevista dal Dlgs 28/2011 per l’emanazione del Conto Energia.
 
Il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia ha commentato: “Spero che il rinvio chiesto dalle regioni sia legato a una necessità di approfondimento e lo concediamo perché le Regioni sono un architrave fondamentale, ma non può essere una dilazione visto che, anche a causa nostra, gli investimenti sono rallentati e devono ripartire”. Il decreto - secondo Saglia - è equilibrato e conferma gli incentivi più alti d’Europa per il fotovoltaico.
 
Ieri pomeriggio si è parlato di Conto Energia anche nel question time alla Camera: l’interrogazione, illustrata dal segretario PD, Pierluigi Bersani, chiedeva al Governo ragguagli sui tempi di emanazione del decreto attuativo del Dlgs 28/2011, che definirà il sistema di incentivazione del fotovoltaico a partire dal 1° giugno prossimo. Bersani ha denunciato il “drammatico arresto della crescita delle fonti rinnovabili in Italia” causato dal decreto e l’allarme di tutte le associazioni di imprenditori del settore rinnovabili.
 
Il segretario PD ha ricordato la mozione approvata dalla Camera il 16 marzo scorso, che impegnava il Governo a non lasciare nell’incertezza il settore e ad emanare il decreto entro la prima decade di aprile (leggi tutto) e la lettera con cui il Commissario per l’energia, Günther Oettinger, avvertiva in Ministro allo Sviluppo economico PaoloRomani che “le modifiche che riguardano progetti esistenti rischiano di compromettere gli investimenti” (leggi tutto).
 
Elio Vito, Ministro dei Rapporti col Parlamento, ha ribadito l’intenzione del Governo di conciliare gli obiettivi di crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili con il contenimento della spesa per gli incentivi e ha ricordato che il testo del quarto Conto Energia è stato oggetto di un approfondito confronto con le associazioni imprenditoriali del settore.
 
Nella replica, il responsabile green economy del Partito Democratico, Ermete Realacci ha anticipato la posizione contraria delle Regioni, emersa poco prima dalla Conferenza Unificata, e ha ricordato che anche le associazioni imprenditoriali sono contrarie al decreto.
 
La posizione critica delle aziende del comparto rinnovabili è stata ribadita due giorni fa con una lettera inviata da Aper, Assosolare, Asso Energie Future, Gifi-Anie e Rives al Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, nella quale sono evidenziate le criticità per il futuro del fotovoltaico (leggi tutto).
 
Sempre ieri pomeriggio, davanti a Montecitorio, i lavoratori delle rinnovabili hanno manifestato contro il quarto Conto Energia: i sindacati sono scesi in piazza al fianco delle associazioni imprenditoriali e di quelle ambientaliste.
 
“Mentre i più grandi Paesi industrializzati del mondo sono impegnati verso la sostenibilità ambientale, liberandosi dalla dipendenza dei combustibili fossili, in Italia continuiamo a brancolare nel buio. Anzi si è fatto di più: si è voluto spegnere il sole”. Lo ha detto Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà, rinnovando il suo sostegno alla battaglia delle aziende delle rinnovabili e delle organizzazioni sindacali.

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Altri commenti
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Paolo

Ma e' giusto che per avvantaggiare chissa' quale costruttore nazionale, bisogna far chiudere migliaia di piccole aziende? o costruttori (assemblatori esistenti?)

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geco

Lavoro in un'azienda che produce pannelli fotovoltaici , siamo in CIGO ormai da un mese e se nn si sbrigano a tirar fuori un decreto decente l'azienda ci ha fatto sapere che sarà costretta a chiudere...Penso che la ns situazione in Italia sia diffusa,chiediamo solo un po' di buon senso!!!

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alberto

Condivido in toto il sogno di Dario, e spero che non resti tale. Vorrei aggiungere un altro aspetto non trascurabile: la produzione distribuita aumenta la consapevolezza del proprietario dell'impianto, il quale si rende conto di cosa vuol dire produrre e quindi consumare con coscienza l'energia. Credo che gli Italiani sarebbero disposti a cambiare le proprie abitudini per adattarsi alla produttività del proprio impianto fotovoltaico/solare termico/eolico. Credo che alla fine la ragione vincerà.

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ridateci il 3° conto energia

Caro Dario, magari fosse. Sai che lo stato ci campa con le accise ? gli crollerebbe il castello di carte.

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Dario

La generazione di energia pulita distribuita sul territorio e localizzata proprio lì dove serve offre vari vantaggi: Abbattimento dei gas serra. Nessuna perdita di trasporto. Livellamento dei picchi della richiesta energetica, cosa che permetterebbe di chiudere alcune centrali alimentate da fonti fossili tenute in moto solo per soddisfare i picchi. FINE DEL MONOPOLIO, avendo milioni di piccoli 'auto'produttori. Crollo delle bollette per tutti. Infine permetterebbe all' ITALIA di diventare la NUMERO UNO in un settore strategico. Buon sole. Viva l'Italia.