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ICMQ: nuovi marchi per una certificazione della sostenibilità in edilizia

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Per un costruire che non sia “verde” solo di facciata

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20/05/2011 - No al greenwashing, cioè al costruire che è verde solo di facciata. Sì ad una certificazione edilizia trasparente, che permetta di riconoscere i prodotti effettivamente rispettosi dell’ambiente.
 
A sostenerlo sono stati ieri rappresentanti delle istituzioni venete e del mondo della certificazione nel corso del convegno Certificare la sostenibilità in edilizia, organizzato a Padova da ICMQ, Istituto leader nel settore della certificazione. Per garantire ai cittadini la costruzione e la ristrutturazione di edifici in linea con i criteri della bioedilizia hanno incontrato imprese e progettisti, illustrando i principali schemi di qualificazione esistenti.
 
In Veneto sono attivi diversi sistemi di valutazione energetico-ambientale, come le Linee guida regionali, il sistema Biover 2 e il Protocollo Itaca. Sul piano normativo resta punto di riferimento la LR 4/07 “Iniziative ed interventi regionali a favore dell’edilizia sostenibile”, grazie anche alla quale è stato possibile finanziare tra il 2007 e il 2009 circa 100 edifici sostenibili.
 
Per quanto riguarda l’Italia, il dibattito durante il convegno si è concentrato su due schemi di certificazione applicati: Leed (Leadership in energy and environmental design) e il neonato Esit (Edilizia sostenibile Italia).
 
Il direttore di Icmq, Lorenzo Orsenigo, ha presentato anche il marchio Icmq Eco, il primo marchio italiano di certificazione volontaria mirato a garantire le caratteristiche di sostenibilità dei prodotti da costruzione dichiarate dal produttore. “Solo attraverso una riflessione di alto profilo che posizioni il tema della sostenibilità al centro delle scelte di ognuno e favorisca una responsabilizzazione di tutti gli operatori del settore - ha sostenuto - è possibile affrontare e vincere la sfida del mercato, che si sta muovendo sempre più verso un costruire green”.
 
“Le regioni sul fronte della certificazione stanno dando risposte concrete al mercato, ma spesso si tratta di regole e sistemi che non sono omogenei fra loro - ha sottolineato Stefano Talato, Dirigente dell’Assessorato ai Lavori Pubblici della Regione Veneto -. Sarebbe importante che ci fosse un indirizzo unico nazionale, che tenga conto del lavoro fatto dalle Regioni in questi anni e concretizzatosi nel modello espresso da Itaca. Il Veneto infatti non ha definito un sistema di certificazione proprio, ma mette a disposizione delle linee guida generali e di indirizzo. Anche il mercato chiede una scelta unitaria, una norma coerente che dia indicazioni omogenee e certe”.
 
Per Tiziano Nicolini, Presidente di Ance Padova, in un mercato che sarà sempre più attento alla qualità della casa, il risparmio energetico è irrinunciabile. “Da tempo sosteniamo la necessità di qualificare - ha affermato -. Occorre però che vi sia una maggiore certezza del quadro normativo e la definizione di una strategia di sempre maggiore incentivazione verso l’efficienza energetica”.


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