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NORMATIVA

Abruzzo, salvi gli investimenti in rinnovabili avviati prima del 29 marzo

di Rossella Calabrese

Realizzabili con DIA gli impianti fino ad 1 MW

Vedi Aggiornamento del 12/07/2011
03/05/2011 - Gli investimenti per l’installazione di impianti di energia rinnovabile in Abruzzo, già in fase avanzata, non subiranno gli effetti restrittivi della nuova legislazione nazionale.
 
Lo fa sapere la Regione Abruzzo in una nota, nella quale informa che, a seguito del Dlgs 28 del 3 marzo 2011, la Giunta regionale ha stabilito che i titoli autorizzativi acquisiti già con deposito degli atti al Servizio regionale competente prima del 29 marzo 2011 (data di entrata in vigore del Dlgs 28/2011) non sono oggetto degli effetti del nuovo decreto.
 
“Questo - ha sottolineato l’Assessore regionale all’Energia, Mauro Di Dalmazio - ha una valenza di sostanza, considerato che gli investimenti per gli impianti di energia rinnovabile in Abruzzo si aggirano sull’ordine di qualche centinaia di milioni di euro. Operatori, imprenditori e banche erano già esposti con procedure in avanzato stato di lavori quando il decreto legislativo del 3 marzo scorso ha profondamente modificato le linee di indirizzo, soprattutto per il fotovoltaico a terra, generando confusione ed un comprensibile timore per l’entità degli investimenti. Aver quindi stabilito una data, quella del 29 marzo per l’efficacia dei titoli autorizzativi, significa aver generato effetti pratici decisamente positivi per la messa in sicurezza sia dell’attività imprenditoriale e sia dello sviluppo delle energie rinnovabili”.
 
Altra novità introdotta con la delibera approvata dalla Giunta, riguarda lo snellimento delle procedure. Infatti è stato deciso che la Dia è il titolo autorizzativo alla installazione di impianti di energia rinnovabile, per una potenza nominale fino ad 1 MW elettrico. “In concreto - come hanno spiegato l’Assessore all’Energia ed il Direttore degli Affari della presidenza e del settore Energia - vuol dire coinvolgere fortemente il territorio, segnatamente i Comuni, stimolare la libera iniziativa e promuovere la diffusione delle fonti rinnovabili”.
 
Dopo il 29 marzo 2011, così come previsto dal Dlgs 28/2011, gli impianti fotovoltaici a terra non potranno superare il 10% della superficie di pertinenza dell’azienda agricola, mentre potranno arrivare al 100% in caso di terreni incolti da almeno cinque anni.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
thumb profile
ridateci il 3° conto energia

e quelli dopo il 29 marzo ?

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ridateci il 3° conto energia

BRAVISSIMI, UNA REGIONE SERIA ALMENO QUALCUNO IN ITALIA CHE CI CAPISCE


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