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RISPARMIO ENERGETICO Superbonus 110%, pubblicata la circolare dell’Agenzia delle Entrate
NORMATIVA

Il decreto ‘Sviluppo’ non convince del tutto le associazioni

di Paola Mammarella

Perplessità di Finco e Inu su Piano Casa, attestazione imprese superspecialistiche e privatizzazione spiagge

Vedi Aggiornamento del 06/07/2011
Commenti 8006
10/05/2011 – Non convince del tutto le associazioni il Dl “Sviluppo”. Finco, e Inu hanno espresso il proprio parere sul decreto per il rilancio dell’economia. Sulla norma iniziano a confrontarsi anche gli enti locali, chiamati nuovamente in causa per il varo di leggi regionali sulla riqualificazione delle aree degradate attraverso le demolizioni e ricostruzioni con premio volumetrico – Nuovo Piano Casa.
 
Complessivamente positivo il giudizio di Finco, Federazione Industrie, Prodotti, Impianti e Servizi per le Costruzioni, che guarda con favore all’istituzione di una Banca dati nazionale dei contratti pubblici, al silenzio assenso per il rilascio del permesso di costruire e alla semplificazione della Scia, in merito alla quale viene chiarita la sua applicazione all’edilizia in sostituzione della Scia.
 
Giudizio positivo anche per l’impossibilità di interrompere la formazione del silenzio assenso, se non per richiedere ulteriore documentazione non in possesso dell’Amministrazione, per l’idea di una “banca delle cubature”, e per la possibilità di prevedere una sagoma diversa nella demolizione e ricostruzione, che include anche gli edifici non residenziali.
 
Nonostante l’apprezzamento, secondo il presidente di Finco ci sono tre nodi da sciogliere. Come il premio volumetrico del 30% sulla sostituzione edilizia degli immobili residenziali, che non assicurerebbe un ritorno economico adeguato a fronte delle spese sostenute e già in passato ha sbarrato la strada al successo del Piano Casa. Segue la potestà legislativa delle regioni in materia di edilizia e urbanistica, che può rallentare il decollo delle misure, e l’opportunità di consultare gli esponenti delle categorie specialistiche per il ruolo da ricoprire nei lavori pubblici.
 
Finco ha dichiarato di considerare positiva la pubblicità dei bandi di gara negli affidamenti sottosoglia, così come la soglia elevata al milione di euro per la procedura negoziata e a 1,5 milioni per la procedura ristretta semplificata. Ha invece espresso perplessità sull’ eliminazione dei controlli ex ante in sede di gara, sulla compensazione prezzi dei materiali da costruzione che prevedrebbe il rimborso soltanto della metà dell’aumento eccedente il 10%.
 
Le obiezioni più pesanti riguardano l’attestazione delle imprese superspecialistiche. Viene criticata in particolare la sospensione dell’articolo 107 comma 2 del Codice Appalti fino all’entrata in vigore del Regolamento, slittata a fine 2011.
 
Più negativa la posizione di Inu, Istituto nazionale di urbanistica, che ha espresso preoccupazione per alcune misure approvate dal CdM. Come la concessione del diritto di superficie per le aree demaniali di costa e di spiaggia. Secondo alcune associazioni ambientaliste, in questo modo verrebbe privatizzato per 90 anni un bene pubblico. L’Inu ha manifestato preoccupazione non tanto per il rischio di edificazione incontrollata, quanto per le conseguenze della privatizzazione, che eliminerebbe qualsiasi forma di concorrenza per la ricerca delle migliori soluzioni d’uso e di tutele per tali parti del territorio.  
 
Criticata anche la riproposizione del Piano Casa con modalità che già nel 2009 hanno provocato il fallimento delle misure. Dal momento che gli incentivi coinvolgono le aree degradate, l’Inu giudica più appropriato parlare di Piano Città.
 
Giudizio negativo anche sul rilascio del permesso di costruire con silenzio assenso. Secondo l’Istituto di urbanistica, infatti, non sarebbero tanto queste semplificazioni a costituire un incentivo per l’edilizia, quanto l’esistenza di titoli abilitativi certi e norme ben definite in materia di perequazione e compensazione urbanistica.

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Altri commenti
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Nicola

Come al solito anche questo decreto sarà l'ennesima beffa perchè sono proprio le zone vincolate (vedi pareri 95% negativi in certe macro aree della Soprintendenza di Salerno), a dover uscire dalla cappa delle Soprintendenze, a dover ristrutturare e rilanciare le proprie microeconomie, in molti casi per strutture turistiche fatiscenti. Escludere i centri abitati dal potere di quei signori, sarebbe già un grande passo...