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NORMATIVA

Piano Casa, Spiagge, Scia e Appalti: inizia la fase di conversione

di Paola Mammarella
Commenti 7999

Il dl sviluppo non passa a pieni voti il test di architetti e urbanisti, appello per la modifica

Vedi Aggiornamento del 08/06/2011
Commenti 7999
18/05/2011 – Concessioni sulle spiagge, piano casa, edilizia semplificata e appalti non passano a pieni voti l’esame di urbanisti e architetti. Il decreto sviluppo, che ha iniziato l’iter per la conversione in legge alla Camera, inizia infatti a incassare critiche e proposte di modifica.
 
Piano Casa
L’Inu si è detto deluso per l’impostazione del Piano Casa, che si è trasformato in un Piano Città trattato con “rozzezza culturale e disciplinare”. A detta degli urbanisti, la riqualificazione non può essere ridotta alla compatibilità delle destinazioni d’uso o alla modifica delle sagome per l’armonizzazione architettonica. È stato quindi rivolto un appello ai parlamentari per valutare gli effetti negativi della norma durante la fase di conversione.
 
Dello stesso avviso il Cnappc. Secondo il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, il decreto, che poteva essere uno strumento di riqualificazione e ridisegno delle città, presenta novità non legate tra loro in grado di aiutare gli investimenti, ma non la qualificazione degli spazi urbani. A tal proposito, anche il Cnappc si è offerto di dare un contributo per giungere ad un test condiviso.
 
Scia, edilizia semplificata e appalti
Positivo il parere del Cnappc sulla sostituzione della Dia con la Scia.
 
Criticato invece il rilascio del permesso di costruire con silenzio assenso, che secondo gli architetti rappresenta una “non scelta” che di fatto impedisce i controlli delle amministrazioni sulle trasformazioni del territorio. Il Cnappc ha proposto in alternativa la riduzione della documentazione, risposte celeri da parte della PA e la possibilità che gli architetti certifichino gli apparati tecnici.
 
Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha chiesto infine chiarimenti sull’innalzamento delle soglie negli appalti. La richiesta riguarda in particolare l’esclusione degli incarichi di progettazione dalla revisione al rialzo delle soglie.
 
Spiagge
Secondo l’Inu, Istituto nazionale di urbanistica, è positiva la riduzione d 90 a 20 anni per il diritto di superficie sulle spiagge. Senza l’inserimento in una logica integrata per il rilancio del sistema turistico nè una cornice di pianificazione territoriale e paesaggistica, la durata delle concessioni è considerata comunque troppo lunga.

© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Ivan

Non capisco per si ritiene comunque troppo lunga la durata di 20 anni dei diritti di superficie.Non dobbiamo dimenticare che aziende come porti turistici o cantieri navali piccoli e grandi hanno investito e continuano ad investire nella loro attivita' tanti soldi.

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pino

Il punto sulle premialità del 20% o 35 % è che quasi sempre inattuabile se non si mette una "deroga alle distanze". Mi auguro che qualcuno possa leggere questo messaggio e porlo all'attenzione di chi di competenza.


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