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NORMATIVA

Spiagge, Napolitano e Ue per la modifica del Dl ‘Sviluppo’

di Paola Mammarella

Commissione Europea: la concessione per 90 anni sugli arenili e il rinnovo automatico contrastano con le norme sulla concorrenza

Vedi Aggiornamento del 12/12/2013
Commenti 6656
12/05/2011 – Potrebbe slittare la pubblicazione del Decreto "Sviluppo" in Gazzetta Ufficiale. La privatizzazione delle spiagge, presente nel Dl,  lascia perplessi Unione Europea e Presidente della Repubblica. Mentre Bruxelles ha chiesto chiarimenti sulla durata novantennale del diritto di superficie, il Presidente Napolitano propone dei ritocchi al testo da pubblicare.
 
Cosa prevede il Dl “Sviluppo”
Per incrementare l’efficienza del sistema turistico italiano, garantendo allo stesso tempo il libero accesso alla battigia, il testo introduce un diritto di superficie sulle aree inedificate formate da arenili, con esclusione di spiagge e scogliere. Le edificazioni esistenti possono essere mantenute esclusivamente in diritto di superficie, a meno che non risultino già di proprietà privata, e devono essere regolarmente accatastate ai sensi della manovra estiva.
 
L’attività edilizia è consentita solo in diritto di superficie e secondo la normativa vigente. Sempre nel rispetto delle norme in vigore, sono ammesse le attività di manutenzione, ristrutturazione, trasformazione o ricostruzione degli immobili situati in queste aree. Gli edifici che non risultano a norma di legge sono acquisiti dal demanio e abbattuti a spese di chi li ha realizzati.
 
Per l’acquisizione del diritto di superficie è necessario il pagamento di un canone determinato dal Demanio in base ai valori di mercato. Le imprese che intendono acquisire o mantenere il diritto sulle coste devono aderire ai nuovi studi di settore ed essere in regola con gli obblighi contributivi. 
 
Nei territorio costieri, inoltre, possono essere costituiti con dpcm i distretti turistici alberghieri, che costituiscono “Zone a burocrazia zero” e godono di agevolazioni in materia amministrativa, finanziaria, per la ricerca e lo sviluppo. Sulla costa è infine incentivata la realizzazione di porti e approdi turistici.
 
Come funziona la normativa in vigore
Al momento le concessioni sulle aree demaniali sono valide per sei anni e possono essere rinnovate automaticamente. Il che porta a dodici anni il diritto esclusivo si sfruttamento delle spiagge. Dal momento che l’Ue ha già avviato una procedura di infrazione contro questo meccanismo, il Presidente Napolitano, secondo il quale mancherebbero anche i requisiti di necessità e urgenza tipici di un decreto legge, ha chiesto dei ritocchi prima della firma, che non dovrebbe invece essere in discussione.
 
La posizione dell’UE
La Commissione Europea ritiene che il rinnovo automatico contrasti non solo con le regole della concorrenza, ma anche con la direttiva 2006/123/Ce – Bolkestein. Anche se Bruxelles non fissa una durata predeterminata delle concessioni, il rinnovo automatico escluderebbe infatti gli altri operatori dal mercato.
 
A maggior ragione, il diritto di superficie esteso a 90 anni non sarebbe conforme al diritto comunitario, che prevede concessioni per un periodo appropriato e limitato e la libertà di stabilimento per le imprese dell’Unione in tutto il mercato interno.
 
La posizione dell’Italia
Il Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani sostiene invece la diversità dell’Italia, con circa 25 mila aziende che operano nel settore del turismo balneare, con la necessità di garantire posti di lavoro e qualità.
 
Per il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo la norma tutela il territorio costiero. Favorevole al decreto anche il presidente di Fiba Confesercenti Vincenzo Lardinelli, che vede nella norma il rilancio dell’eccellenza italiana.
 
Critici invece Pd e Italia dei Valori, secondo i quali una concessione per 90 anni equivarrebbe ad una vendita. Più duri Legambiente e  il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, che sostiene l’illegittimità della norma.

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Altri commenti
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Lorenz

Caro ghd, questi privilegi che tu stai decandando sono una balla colossale,e parli solamente per sentito dire. In 7-8 anni,non ti paghi nemmeno i lettini e gli ombrelloni,senza considerare il costo enorme che c'è voluto per comprare la struttura. Sarebbe come comprare una casa, pagarla prezzo di mercato...poi ci fanno una bella legge europea che dice che dopo 10 anni non è più tua!!! Ne saresti felice?? saresti felice di sentirti dire che è giusto? Dando le concessioni in appalto ogni 7-8 anni,si avrà solamente un degrato totale di tutta la nostra costa,nessuno investirà più un soldo,con conseguenze disastrose per migliaia di operatori del settore. Ma fatemi il piacere,parlate di cose concrete,tutto quello che è stato liberalizzato in Italia è andato in malora,pagate di meno la benzina? le assicurazioni? Chi ha investito nelle spiagge,ha diritto di poter lavorare,non perdere tutto per una stupida legge europea,troppo comodo augurare il male agli altri,un giorno tutto questo potrà acadere anche a voi!!! Meditate gente...meditate

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Michele Calò

E' mai possibile che la subcultura qualunquista,parolaia ed incompetente debba sempre prevaricare il buon senso? La novantennale concessione demaniale, di cui peraltro fa abbondante uso la Benemerita per le case dei propri ufficiali, è invece ragionevole ed utile. Intanto il lotto demaniale concesso è sottoposto a stringente e severo controllo per cui nulla può essere fatto a danno del bene stesso, dell'ambiente e delle pubbliche servitù. Senza contare che gli ingenti investimenti necessari debbono potere contare su di un ammortamento pari a quello concesso ad imprese industriali. La salvaguardia di posti di lavoro,poi,non mi pare un argomento da poco così come è risibile l'apertura solo stagionale degli impianti. A Roma,ad es.,gli stabilimenti balneari lavorano tutto l'anno sia come bar che come ristoranti. Anzi la certezza del lungo termine potrà invitare i gestori ad ampliare l'attuale attività anche alle palestre ed al relax contando anche sullo spettacolo della natura. Persino a Brighton l'inverno si lavora,figuriamoci in Italia.L'indotto,poi,ne trarrebbe notevoli benefici e quindi la fiscalità generale che ne deriva. O vogliamo le battigie libere per gli immigrati, i rave party, la vendita della droga e la prostituzione? Infine, ma più importante, leggere gli atti parlamentari e le relazioni di Commissione prima di scrivere sciocchezze no!, vero?

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giuseppe

Concordo sulla durata della concessione per un max di anni 10. Potrà così esserci un ricambio gestionale e dare la possibilità ad altri di poter operare in futuro. Allo stato attuale, penso, si potrebbe incorrere ad una situazione di monopolio privato.

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ghd

Sarebbe assurdo concedere un diritto di 90 anni. Al max 10 anni, poi dovrebbe esser rimessa in offerta sul mercato. Questo migliorerebbe nel tempo l'ammodernamento delle infrastrutture e non creerebbe delle lobby come sono oggi. Nei tempi passati hanno solo creato persone che lavorando 3/4 mesi l'anno si possono permettere di passare l'inverno in Brasile ed avere buone uscite milionarie. Basta con questi privilegi!!

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Fabrizio

Credo che le concessioni dovrebbero essere di 7-8 anni per permettere un ritorno dell'investimento, ovviamente allo scadere andrebbe realizzata un'asta per l'assegnamento dell'area con riconoscimento del valore di eventuali strutture realizzate.


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