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A Fabrizio Carola il premio internazionale 'Vassilis Sgoutas'
ARCHITETTURA

A Fabrizio Carola il premio internazionale 'Vassilis Sgoutas'

di Rossella Calabrese

Il riconoscimento è attribuito dall'UIA agli architetti 'solidali'

01/06/20111 – Dare visibilità e lustro ad architetture e architetti “solidali”: questo l’intento del Premio internazionale di architettura “Vassilis Sgoutas”, quest’anno attribuito dall’Unione internazionale degli Architetti (UIA) all’architetto d’origine napoletana Fabrizio Carola.
 
Classe 1931, nato a Napoli, a 18 anni d’età Caròla lascia l’Italia per trasferirsi in Belgio, dove nel 1956 si laurea presso la Scuola Nazionale Superiore d’Architettura di Bruxelles. Sin dagli anni Sessanta prende a progettare in Marocco, Mali e Mauritania. Apprende e fa suoi gli elementi architettonici e costruttivi della tradizione architettonica africana: le cupole di derivazione nubiana realizzate con il compasso ligneo, archi e volte, la terra cruda e il mattone cotto.
 
Fabrizio Carola ritirerà il Premio Vassilis Sgoutas il prossimo settembre a Tokyo, nel corso del XXIVCongresso mondiale dell’Uia. Il Consiglio Nazionale degli Architetti, che ne ha proposto la candidatura al Premio, descrive l’architetto napoletano come “un esempio di sensibilità culturale e sociale capace di interpretare l’architettura come leva per valorizzare la realtà di ogni luogo, proprio a partire dalle sue più intime e anche tradizionali caratteristiche. L’auspicio è che il conferimento del Premio a Carola rappresenti un ulteriore stimolo per una sempre maggiore diffusione dei principi di sostenibilità dell’architettura”.
 
“La cultura del costruire deve, infatti, sapere ascoltare, analizzare e comprendere pienamente il territorio nel quale è chiamata ad intervenire; l’architettura deve raccogliere i segnali che arrivano dalle più diverse componenti della società – soprattutto quelle più disagiate – e interpretarli per proporre soluzioni che migliorino le condizioni di vita della popolazione. La realtà di molti Paesi africani esprime in misura vistosa e drammatica la carenza dei più elementari standard di qualità abitativa e della vita, ma l’approccio sociale dell’architettura deve esprimere in qualsiasi contesto attenzione alla funzione di armonizzazione tra esigenze, obiettivi e realtà del territorio”.
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