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CASE & INTERNI

Treehotel: in Svezia l’albergo sugli alberi della foresta boreale

di Cecilia Di Marzo

Dal nido di uccelli alla navicella aliena passando per il box a specchio

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17/06/2011 - “Perché non creare un hotel confortevole, ben progettato, che permetta ai visitatori di vivere in armonia con la natura tra gli alberi?”. Da questa premessa è nato, su idea dei proprietari Kent Lindvall e Britta Jonsson-Lindvall, il Treehotel ad Harads, nella Svezia settentrionale.
Con l'aiuto di un gruppo di noti designer e architetti, l'idea è stata nel 2010 trasformata in realtà. L’hotel è composto da camere uniche, create in armonia con la natura e rispettando i valori ecologici. Sorgono tutte immerse nella foresta boreale che i proprietari hanno voluto così valorizzare senza tagliare gli alberi e danneggiare uno dei polmoni verdi della terra.
 
L’ispirazione nasce dal film-documentario "Trädälskaren" (The Tree Lover) di Jonas Selberg Augustsén, storia di tre uomini che vivono in città e che, desiderando tornare alle proprie radici, costruiscono una casa sull'albero. È un film filosofico su ciò che "l'albero" significa per gli esseri umani, storicamente e culturalmente. Da qui è nata l’idea di un albergo le cui stanze fossero sugli alberi con il valore aggiunto dell'innovativo design moderno.

Su 24 previste dal progetto, attualmente l’hotel dispone di cinque stanze, inaugurate lo scorso anno:
 
● The Bird's Nest di Bertil Harström, Inredningsgruppen
Un enorme “nido”, a cui si accede tramite una scala retrattile, basato sul contrasto tra l’esterno e l’interno dal design moderno.
 
● The Blue Cone di SandellSandberg
A questa stanza si accede da un ponte in legno. È costruita in legno tradizionale con una facciata in scandole in legno di betulla che, contrariamente a quanto specificato nel nome, è dipinto di rosso.
 
● The Cabin di Mårten Cyren & Gustav Cyren | Cyrén & Cyrén
Sorge in altura, su un ripido pendio e offre una splendida vista sulla valle del Lule River. La stanza sull'albero è sospesa dalla pedana e il ponte di accesso è leggermente separato dalla costruzione in modo da farlo apparire più piccolo e per consentire all’architettura una propria espressione individuale.

● The Mirrorcube di Bolle Tham & Martin Videgård - Tham & Videgård Architects
Un rifugiotra gli alberi: una struttura leggera,in alluminio,appesa altronco di unalbero, un box di 4x4x4metri rivestitoinvetro a specchio.
L'esternoriflette l'ambiente circostante e ilcielo, creando unrifugio“mimetizzato”. L'internoèin multistratoele finestredannouna visione a 360gradisui dintorni. L'accessoalMirrorcube avviene tramiteuna sorta diponte tibetano in legno e corda.
 
● The UFO di Bertil Harström - Inredningsgruppen
Questo èil sognodei ragazzi: salirea bordo diuna navicella spazialeha ungrande appealper le personedotate di una fervida immaginazione. L’idea è nata durante la costruzione del Nido: crearequalcosa di assolutamentecontrario. Da cui, dunque, il magicoUFOatterrato trale cime degli alberi. Unesternocompositoconclassicioblònascondeun moderno e confortevole living space.
 

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