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A Olbia 'Pierluigi Nervi. L’architettura Molecolare'
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A Olbia 'Pierluigi Nervi. L’architettura Molecolare'

di Rossella Calabrese

In mostra 120 riproduzioni, fotografie e progetti

22/06/2011 - Prosegue fino al prossimo10 luglio presso il primo piano dell’Aeroporto Olbia - Costa Smeralda, la mostra “Pierluigi Nervi. L’architettura Molecolare”, promossa dal Credito Valtellinese di Sondrio in collaborazione con l’Ordine degli Architetti P.P.C. delle Province di Sassari e Olbia-Tempio.

La sapienza di coniugare arte e scienza, tecnica ed eleganza, senza mai perdere di vista funzione e costi, è la cifra che ha contribuito a fare di Pierluigi Nervi uno dei più grandi architetti del Novecento italiano e internazionale.

La mostra si sviluppa intorno a 120 riproduzioni, in alta definizione e mette in luce, attraverso fotografie e progetti, la complessa attività di Nervi che si manifesta in molteplici aspetti che vanno dalla ideazione alla realizzazione delle sue opere architettoniche. Da architetto-artista privilegia materiali come il calcestruzzo e il ferro-cemento che riusciva a plasmare con grande abilità grazie alla sua profonda conoscenza delle tecniche costruttive.

Tra le architetture fondamentali nel suo lungo percorso professionale non possono non essere citate lo Stadio di Firenze, il Palazzo del lavoro per Italia ’61 a Torino, il Palazzotto dello Sport di Roma, la Cattedrale Cattolica di San Francisco, la sede dell’UNESCO a Parigi, il grattacielo di Australia square a Sidney e quello di Vittoria Square a Montreal, l’Ambasciata d’ Italia a Brasilia, il “Pirellone” a Milano (con Danusso e Ponti), le realizzazioni per le Olimpiadi romane del 1960, sino all’opera forse più famosa, l’Aula Nervi in Vaticano voluta da Paolo VI per le udienze papali.

Pierluigi Nervi nasce a Sondrio nel 1891, da Antonio e Luisa Batoli. In seguito alle mobilità del lavoro paterno, direttore di un ufficio postale, si scrive alla facoltà di Ingegneria di Bologna dove si laurea. Successivamente (1913) lavora per circa 10 anni nell’ufficio tecnico della “Società per Costruzioni Cementizie” (Bologna).

A seguito della I Guerra Mondiale (1915-18) viene richiamato nell’Esercito come Ufficiale di Genio. Nell’arco di tempo 1920-1932 fonda un proprio studio a Roma. Nell’anno 1924 sposa Irene Calosi dalla cui unione nascono quattro figli: Antonio, Mario, Carlo, Vittorio, tre dei quali parteciperanno all’attività del padre, di progettazione e realizzazione di opere edilizie a partire dagli anni ’50.

© Riproduzione riservata

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