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LAVORI PUBBLICI

Cnappc: nei lavori pubblici privilegiare lo strumento del concorso

di Rossella Calabrese
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Gli Ordini: ‘L’Expo 2015 può essere un’occasione di crescita della cultura del progetto’

Vedi Aggiornamento del 13/07/2011
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01/06/2011 - Orientare i bandi di gara alla semplificazione e alla trasparenza dei processi amministrativi, anche in relazione agli obiettivi del Decreto Sviluppo e all’imminente entrata in vigore (9 giugno 2011) del Regolamento attuativo del Codice Appalti. Per raggiungere questo obiettivo, gli architetti italiani sono pronti a garantire il loro costruttivo contributo.
 
Lo hanno dichiarato i Presidenti degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori in conclusione della Conferenza degli Ordini che si è tenuta  nei giorni scorsi a Roma.
 
Gli architetti sono anche consapevoli “delle criticità di un Codice inefficace nella valorizzazione di quella qualità progettuale che dovrebbe essere obiettivo prioritario di ogni intervento pubblico. Il Codice, in particolare, individua modalità di selezione (fatturati, curricula ecc.) che non costituiscono di per sé garanzia del profilo qualitativo dei soggetti selezionati e determinano un’effettiva limitazione alle opportunità di accesso delle nuove generazioni nel mondo del lavoro.”
 
La Conferenzadegli Ordini ha ribadito come ogni nuova norma in materia di appalti e opere pubbliche debba mirare concretamente  all’interesse collettivo e favorire la crescita di professionalità attraverso criteri di selezione efficaci tra i quali deve essere privilegiato lo strumento del concorso.
 
Inoltre, secondo i Presidenti degli Ordini “l’Expo 2015 deve trasformarsi, attraverso l’utilizzo di concorsi, in una occasione di valorizzazione e di crescita della cultura del progetto”. Gli architetti italiani sono fortemente critici riguardo alla scelta di Expo 2015 che, “contrariamente agli iniziali programmi, intende adottare in modo esclusivo e generalizzato la procedura dell’appalto integrato per la realizzazione delle opere connesse all'evento espositivo. Tale scelta, se confermata, risulterebbe negare ogni disponibilità collaborativa da parte dell’operatore pubblico verso il percorso procedurale individuato a Milano, grazie alla sinergia tra le rappresentanze professionali e imprenditoriali”.
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