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NORMATIVA

Appalti: in vigore il regolamento attuativo, via al criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa

di Paola Mammarella

Possibile inserire nel bando un tetto massimo ai ribassi consentiti, qualità e tempi di realizzazione fondamentali nella scelta

Vedi Aggiornamento del 08/03/2012
09/06/2011 – È in vigore il regolamento per l’attuazione del Codice dei Contratti Pubblici. Le nuove norme diventano operative dopo sei mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e non si applicheranno agli appalti già in essere, né a quelli senza bando.
 
Tra le novità introdotte spicca il criterio di aggiudicazione attraverso l’offerta economicamente più vantaggiosa. Cancellato quindi il massimo ribasso, considerato colpevole di pregiudicare la qualità degli elaborati a scapito della sicurezza. Il prezzo proposto sarà quindi solo uno degli elementi presi in esame, accanto al quale prendono piede la qualità e i tempi per la realizzazione dell’opera.
 
Allo stesso tempo, le Stazioni Appaltanti potranno indicare un tetto al ribasso consentito, oltre il quale le offerte non saranno prese in considerazione.
 
Il regolamento prevede anche la validazione e la verifica di ogni livello di progettazione, da quello preliminare a quello esecutivo. Le verifiche dovranno essere effettuate da soggetti imparziali e diversi dai progettisti, che potranno operare all’interno delle Stazioni Appaltanti, ma anche in società specializzate o come liberi professionisti riconosciuti dagli enti accreditati.
 
Diventerà quindi possibile correggere in itinere i progetti, elemento che si concilia bene col Decreto Sviluppo, che elimina la possibilità di porre riserve sui progetti già validati.
 
Compaiono inoltre due nuova fasce di bandi intermedi, fino a 1,5 milioni e fino a 3,5, che consentiranno una maggiore partecipazione delle piccole e medie imprese.
 
Entrano in vigore anche il dialogo competitivo, che consente alle Pubbliche Amministrazioni, in caso di appalti particolarmente complessi, di confrontarsi con gli operatori per individuare la soluzione migliore, l’appalto integrato, che prevede la messa in gara del progetto preliminare, e il sistema di garanzia globale di esecuzione, obbligatorio per le opere di maggior rilevanza.
 
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Altri commenti
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Giuseppe

Cari Signori,mi occupo da sempre di impresa Edile e se v'interessa saperlo sono abbastanza addentrato nell'argomento. L'edilizia attualmente versa in condizioni pietose per colpa della Corruzzione della classe dirigente Italiana di enti gestori del territorio e anche di un pressapochismo dilagante che premia i faccendieri e non come si converrebbe veri Imprenditori. Questa modifica o altre, future possono cambiare ben poco se il Legislatore non provvede ad una vera e profonda riforma del settore degli Appalti Pubblici. A mio giudizio son altre le regole che da sempre aspettano di essere nodificate per elevare la qualità e creare occupazione . Ne indico solo alcune più significative: 1-Il Finanziamento delle opere 2-La Burocrazia 3-Le Banche. 4-La Corruzione. Questa modifica per altro parzialmente in uso non può produrre nessun effetto se non collocata in un progetto più ampio,. assomiglia più a un contentino verso qualcuno che una vera necessità.

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Roberto

da premettere che per me i lavori pubblici sono ad alto rischio per l'impresa, tranne se non collusa con politici e ti garantiscono i pagamenti. Ma la cosa buona e se queste gare d'appalto vengono rese pubbliche a tutti, ma poi c'è la questione di chi analizza le offerte ( ma veramente ci capisce o e sempre la solita cosa va bene il prezzo basso senza guardare opere e materiali? il problema + grande poi e che siamo in italia e c'è la cosa del mangia mangia, mangio io, tu e l'amico dell'amico e ti do l'appalto già l'offerta e bassa metteranno 2 chiodi cantiere sospeso per mancanza di fondi. Ah povera italia da noi non cambierà mai niente se guardate chi ci governa e chi e all'opposizione o detto tutto. E io pago

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Massimo

Tralascio i toni aulici espressi dal buon Chegelomilan, che a parte le solite amenità sui comunisti demagoghi al potere ha scritto tanto per non dire nulla. Sinceramente io trovo degli spunti interessanti in questa nuova norma, soprattutto se collegata a quanto inserito nel Decreto Sviluppo. Mi riferisco in particolar modo alla limitazione delle riserve, e al divieto di farne su progetti già verificati, strumento questo molto adoperato a tutte quelle imprese che partecipavano a bandi di gara con ribassi clamorosi. Mi farebbe piacere vedere qualche commento serio in proposito, e non la solita fuffa da politica da stadio.

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Marco

Salve Mario, Lei attribuisce ragioni (vere) attribuendo responsabilità false. Che c'azzeccano in questo caso i demagoghi di sinistra? Abba la cura di verificare le date dei decreti cui fa riferimento il regolamento. Qui è tutta roba pensata e scritta dai cervelloni del centro-destra sotto dettatura, come sempre, degli interessi delle grandi imprese. Le uniche a poter gestire tonnellate di scartoffie inutili e mantenere uffici legali con le contropalle. Cosa gliene frega a loro se siamo la terra degli architetti, della fantasia imprenditoriale e della genialità. La complicazione normativa: questo per loro è l'unico mezzo per loro per mantenere lontana la concorrenza nazionale ed estera. Quando ci renderemo finalmente conto che questi quattro pseudo imprenditori da strapazzo (cresciuti a suon di favori, prostitute e mazzette) "prestati alla politica" si stanno invece spartendo la torta fra parents & friends, sarà troppo tardi.

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Chegelomilan

Mario, come non darti ragione? Soltanto qualche demagogo di estrema sinistra continuerà a pensare che più regole e regolette si mettono e più la qualità sarà garantita. In realtà sono i soldi che fanno la qualità, unita alla capacità dei progettisti. Senza uno dei due elementi faremo sempre di più ridere il mondo per la pessima qualità delle nostre opere pubbliche nella terra di Michelangelo, Palladio, Nervi, Piacentini, Libera.... e il restante 70% degli architetti e ingegneri della storia dell'architettura del mondo occidentale.

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Chegelomilan

Mario, come non darti ragione? Soltanto qualche demagogo di estrema sinistra continuerà a pensare che più regole e regolette si mettono e più la qualità sarà garantita. In realtà sono i soldi che fanno la qualità, unita alla capacità dei progettisti. Senza uno dei due elementi faremo sempre di più ridere il mondo per la pessima qualità delle nostre opere pubbliche nella terra di Michelangelo, Palladio, Nervi, Piacentini, Libera.... e il restante 70% degli architetti e ingegneri della storia dell'architettura del mondo occidentale.

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Mario

... visto che PRETENDONO il 100% delle garanzie, faranno altrettanto con i pagamenti? Dopo che ti sei fatto il mazzo per progettazioni, direzione lavori, sicurezze varie, garanzie fidejussorie, assicurazioni per difenderti da denunce e comitati, offerte economicamente più vantaggiose (CIOE' AL MASSIMO RIBASSO, CHI VOGLIAMO PRENDERE IN GIRO???)... poi quanto si deve aspettare per essere pagati???? Nessun Decreto attuativo obbliga il rispetto di tempi nei pagamenti (... e intanto bisogna anticipare spese e liquidità... Boh, c'e' qualcosa che non mi torna... E poi gli scioperi li fanno gli assunti a tempo indeterminato????


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