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NORMATIVA

Dl sviluppo, Pd contro modifica appalti e semplificazione edilizia

di Paola Mammarella

Parere negativo su limiti a riserve e varianti, preferibili norme su qualità progettuale e governo del territorio

Vedi Aggiornamento del 06/07/2011
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06/06/2011 – Opposizione contraria al Decreto Sviluppo. Il Partito Democratico ha manifestato parere negativo sul testo in fase di conversione alla Camera. Sotto accusa le modifiche al codice appalti e le liberalizzazioni in edilizia, di cui si chiede lo stralcio, che dovrebbero lasciare il posto a norme sulla qualità degli elaborati progettuali.
 
Salvatore Margiotta, intervenuto in Commissione Ambiente, si è soffermato in particolare sulle modifiche al Codice Appalti. Pur riconoscendo la necessità di una revisione generale, Margiotta ritiene incoerenti le misure contenute nel decreto, che non dovevano essere collocate in un provvedimento urgente.
 
Secondo Margiotta, poi, sarebbero irrazionali i limiti alla possibilità di inserire riserve o varianti. Dovrebbe invece essere assicurata la qualità degli elaborati progettuali, unico elemento in grado di evirare contenziosi e correzioni in corso d’opera.
 
Positivo, invece, il giudizio sull’innalzamento delle soglie per l'affidamento degli appalti di lavori mediante procedura negoziata, con l'introduzione di meccanismi volti a garantire i principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza.
 
Nonostante ciò, a detta di Margiotta l’articolo 4 dovrebbe essere stralciato dal testo per confluire in un provvedimento legislativo ad hoc maggiormente organico.
 
Rincara la dose Roberto Morassut del Pd, che ha chiesto anche l’eliminazione dell’articolo 5 su edilizia privata, nuovo Piano casa e permesso di costruire con silenzio assenso perché interverrebbe in modo confuso e contraddittorio in materia di urbanistica e di edilizia.
 
Morassut individua in particolare tre punti critici. Come il fatto che il decreto intervenga su competenze attribuite dalla Costituzioni a Regioni e Comuni, col rischio di conflitti giurisdizionali e di incorrere nuovamente in una serie di difficoltà applicative.
 
L’introduzione del silenzio assenso per il rilascio del permesso di costruire, inoltre, potrebbe a suo avviso comportare problemi di legittimità costituzionale e applicazione, rischiando di tradursi in un ostacolo per il rilancio del settore edile. In molti casi, infatti, per accedere al credito bancario le imprese hanno bisogno del permesso di costruire, che rappresenta una garanzia.
 
La riqualificazione urbana verrebbe infine risolta con misure premiali a scapito di un corretto uso del territorio della promozione di interventi concreti in materia di edilizia residenziale pubblica.
 
A fronte dello stralcio dell’articolo 5 dal testo del decreto, Morassut propone quindi di completare l’iter legislativo in materia di governo del territorio. Introducendo nell'ordinamento nazionale una organica disciplina su perequazioni e compensazioni urbanistiche.

Ricordiamo che a breve non sarà più possibile presentare osservazioni al decreto sviluppo. Scade infatti oggi il termine per depositare gli emendamenti al testo in fase di conversione.

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