Piano Casa Veneto, ok dalla Commissione Urbanistica
NORMATIVA
Piano Casa Veneto, ok dalla Commissione Urbanistica
Ampliamenti nei centri storici e in zona agricola giudicati buona soluzione contro il consumo di suolo
Vedi Aggiornamento
del 14/11/2011
27/06/2011 - Un passo in più per il Piano Casa del Veneto. La Commissione Urbanistica ha dato il via libera alla proposta di legge che, oltre a prorogare le misure straordinarie fino al 2013, introduce qualche liberalizzazione aggiuntiva per ottimizzare e prolungare gli effetti dei risultati raggiunti.
Tra le principali novità, in discussione dal mese scorso, la proposta di innalzare di un ulteriore 20% la percentuale di ampliamento per gli edifici residenziali realizzati prima del 1989 e di estendere alle demolizioni parziali i premi volumetrici previsti dalla sostituzione edilizia. In entrambi i casi la norma richiede di riqualificare l’edificio dal punto di vista energetico.
Previsti inoltre ampliamenti in zona agricola e nei centri storici, ma anche la creazione di un elenco degli ampliamenti autorizzati. La mancanza di una banca dati, infatti, ha finora impedito la misurazione puntuale del giro d’affari generato dal Piano Casa
Positivi i commenti di alcuni componenti del PdL, che nell’estensione delle misure di ampliamento anche ai centri storici, che spesso occupano la maggior parte dei Comuni, vedono la soluzione al consumo di suolo per la realizzazione di nuove costruzioni.
Soddisfatto anche il vicepresidente della giunta regionale Marino Zorzato , per il quale la possibilità di operare ampliamenti a seguito di demolizione anche parziale degli edifici, di realizzare ampliamenti nelle zone agricole, a prescindere dai requisiti soggettivi del richiedente, e di recuperare i sottotetti si coniuga con il miglioramento complessivo della qualità dei fabbricati.
Buono anche il giudizio dell’Ance, che considera avanzato, responsabile e utile per la riqualificazione urbanistica e l’ammodernamento del parco immobiliare più vecchio il testo approvato dalla Commissione. L’Associazione dei costruttori edili ha espresso il proprio consenso anche sulla predominanza delle disposizioni regionali su quelle comunali, in modo da garantire maggiore uniformità normativa.
Tra le principali novità, in discussione dal mese scorso, la proposta di innalzare di un ulteriore 20% la percentuale di ampliamento per gli edifici residenziali realizzati prima del 1989 e di estendere alle demolizioni parziali i premi volumetrici previsti dalla sostituzione edilizia. In entrambi i casi la norma richiede di riqualificare l’edificio dal punto di vista energetico.
Previsti inoltre ampliamenti in zona agricola e nei centri storici, ma anche la creazione di un elenco degli ampliamenti autorizzati. La mancanza di una banca dati, infatti, ha finora impedito la misurazione puntuale del giro d’affari generato dal Piano Casa
Positivi i commenti di alcuni componenti del PdL, che nell’estensione delle misure di ampliamento anche ai centri storici, che spesso occupano la maggior parte dei Comuni, vedono la soluzione al consumo di suolo per la realizzazione di nuove costruzioni.
Soddisfatto anche il vicepresidente della giunta regionale Marino Zorzato , per il quale la possibilità di operare ampliamenti a seguito di demolizione anche parziale degli edifici, di realizzare ampliamenti nelle zone agricole, a prescindere dai requisiti soggettivi del richiedente, e di recuperare i sottotetti si coniuga con il miglioramento complessivo della qualità dei fabbricati.
Buono anche il giudizio dell’Ance, che considera avanzato, responsabile e utile per la riqualificazione urbanistica e l’ammodernamento del parco immobiliare più vecchio il testo approvato dalla Commissione. L’Associazione dei costruttori edili ha espresso il proprio consenso anche sulla predominanza delle disposizioni regionali su quelle comunali, in modo da garantire maggiore uniformità normativa.