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URBANISTICA

Marche, in arrivo la nuova legge sulla riqualificazione urbana

di Rossella Calabrese

Per rilanciare il settore edilizio e contenere il consumo di suolo

Vedi Aggiornamento del 07/09/2012
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29/06/2011 - È all’esame della Commissione Territorio e Ambiente, la proposta di legge sulla riqualificazione urbana che la Giunta regionale delle Marche ha inviato all’Assemblea legislativa per l’approvazione.
 
Il testo punta a “rinnovare le città costruite” per rilanciare il settore edilizio, contenere il consumo dei suoli e recuperare le aree degradate e anticipa alcuni contenuti della nuova legge regionale sull’urbanistica che la Regione sta elaborando.
 
“È la seconda normativa che, in un anno, la Giunta regionale ha emanato per sostenere il comparto edilizio e garantire solide basi alla crescita economica delle Marche - afferma l’assessore al Territorio, Luigi Viventi -. Dopo il Piano Casa dei primi mesi del 2011, le previsioni in esso contenute vengono ora rafforzate con scelte innovative che tendono a favorire gli interventi, rendendoli più vantaggiosi e facilitandone la realizzazione attraverso procedure più snelle. Novità che non sono sfuggite ad altre amministrazioni regionali, tanto che la Regione Friuli Venezia Giulia ha chiesto di poter visionare quanto abbiamo predisposto con i nostri tecnici”.
 
La nuova proposta di legge introduce strumenti urbanistici snelli, denominati Poru (Programmi operativi per la riqualificazione urbana). Sono definiti dalle amministrazioni comunali, anche acquisendo idee e proposte formulate dai cittadini. Possono prevedere più aree d’intervento. Una prima novità è rappresentata dalla possibilità di predisporre Poru intercomunali, che coinvolgono aree di confine, prevedendo interventi di riqualificazione programmati in maniera congiunta e coordinata. Altra novità è rappresentata dalla cosiddetta “premialità”: per favorire l’avvio delle riqualificazioni, la proposta di legge prevede che il Poru possa consentire incrementi sino al 10% degli indici edificatori fissati nei Piani regolatori vigenti, elevabili al 15 per cento nei Programmi intercomunali (recupero di zone appartenenti a più Comuni).
 
Un ulteriore premio viene previsto per le progettazioni di qualità: un 5% aggiuntivo va riconosciuto agli interventi realizzato attraverso concorsi di architettura, che garantiscono un recupero del costruito secondo i migliori parametri qualitativi. Inoltre, se gli incrementi volumetrici non superano questi valori (il 10% comunale, il 15% intercomunale, entrambi eventualmente maggiorati dal 5% dei concorsi di architettura), i Poru sono approvati direttamente dai Comuni, senza il previsto passaggio in Provincia, riducendo i tempi di adozione da circa due anni a tre o quattro mesi. Questa possibilità agevola il lavoro delle stesse Province, che possono concentrarsi sulle grandi progettazioni urbanistiche, lasciando ai Comuni quelle di interesse locale.
 
Una terza, rilevante, novità contenuta nella proposta di legge, riguarda la perequazione urbanistica, già sperimentata in altri contesti regionali, ancora non diffusa nelle Marche. Oltre che nei Poru, può essere applicata in tutti i Piani regolatori vigenti. Consente una redistribuzione equa del valore aggiunto creato dalla trasformazione fra i proprietari interessati. I diritti edificatori vengono ripartiti, secondo il capitale investito, tra i titolari delle aree urbane recuperate, in modo da garantire ai Comuni la disponibilità di suoli da destinare a verde o attrezzature pubbliche. Il testo, inoltre, dispone che gli interventi urbanistici vengano subordinati a una’attenta verifica degli assetti idrogeologi delle aree riqualificate.
 
Infine, per orientare le trasformazioni urbane verso la riqualificazione dei quartieri esistenti, nelle norme transitorie è previsto il blocco temporaneo di ulteriori espansioni delle aree edificabili nei Comuni che non abbiano completato almeno il 90% di quelle già previste (fatta salva la possibilità di ampliamento per le  attività produttive già insediate).

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