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Armonie di pietra nella campagna toscana
ARCHITETTURA

Armonie di pietra nella campagna toscana

di Rossella Calabrese

La Residenza Sanitaria Assistenziale di Ipostudio a Montemurlo

19/07/2011 - È firmato dai fiorentini Ipostudio il progetto della Residenza Sanitaria Assistenziale di Montemurlo realizzato dall’Asl 4 di Prato.
 
L’edificio è situato su di un’area di grande rilevanza paesistica per la sua vocazione agricola intrinseca, caratterizzata dalla presenza di terrazzamenti realizzati con muri a secco anche di notevoli dimensioni.
 
La specificità del tipo di insediamento da realizzare ha reso necessaria una mediazione tra la logica di impianto e il complesso assetto strutturale e morfologico che presenta il terreno. Da questo nasce la volontà di realizzare un solo affaccio verso valle e la forma che asseconda le curve di livello del terreno.
 
Il progetto del nuovo edificio si basa sulla volontà di integrare nuovo ed esistente attraverso un’operazione di riuso funzionale che doveva rispondere alla necessità di riutilizzare gli edifici rurali esistenti integrandoli nella nuova struttura. Il principio unificatore deriva dal concetto di aia, caratteristica propria delle fattorie delle colline toscane.
 
Nelle situazioni di pendio, l’aia si esplica attraverso un basamento tale da costituire un giardino pensile. La quota dell’aia diventa la quota delle preesistenze e di accesso alla struttura, e nel volume che si costituisce tra il limite murario ed il pendio del Poggio trovano posto i nuclei abitativi della struttura.
 
L’organizzazione del complesso prevede i nuclei abitativi disposti a ventaglio in affaccio sulla valle secondo un sistema ripetuto sui due livelli della struttura. Il basamento lascia libero lo sguardo verso valle attraverso un gioco di pieni e vuoti ed è risolto  architettonicamente come un muro a due livelli.
 
La natura di questo muro è il suo essere diaframma costituito da due pelli: una vetrata con un rapporto diretto con le stanze degli ospiti, l’altro, ad una distanza di 1,80m, di pietra con bucature casuali che rendono le singole camere riconoscibili ed individuabili. Ne risulta che ogni stanza sia, nella sua serialità e ripetibilità planimetrica, unica.
 
Il diaframma più esterno del muro è rivestito della pietra locale ricavata dagli scavi del cantiere, come evocazione dei muri a secco tipici della campagna toscana.
© Riproduzione riservata

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