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NORMATIVA

Detrazioni 36% e 55%, si ipotizza proroga e rimodulazione

di Paola Mammarella
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Uncsaal e Federlegno: La manovra non accenna alla cancellazione, ma al taglio degli incentivi

Vedi Aggiornamento del 28/10/2011
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18/07/2011 – Stabilizzare e rimodulare gli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. È la proposta di Uncsaal e Federlegno Arredo, che parte da alcune considerazioni sui contenuti della manovra fiscale, approvata definitivamente con voto di fiducia la settimana scorsa (Leggi Tutto).
 
Le due associazioni fanno notare come il testo non contenga nessun accenno alla cancellazione degli incentivi del 36% e 55%. Anzi, il taglio delle agevolazioni del 5% per il 2013 e del 20% nel 2014 potrebbe far ipotizzare una proroga. Così come la riduzione dal 10% al 4% della ritenuta d’acconto sugli interventi che beneficiano delle detrazioni fiscali.
 
Secondo le associazioni, gli incentivi al risparmio energetico in edilizia rappresentano un risparmio anche per il bilancio dello Stato, riducono l’economia sommersa e contribuiscono a evitare le procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea.
 
Uncsaal e Federlegno hanno quindi formulato una proposta articolata in quattro punti che, oltre a contenere la conferma delle detrazioni fino al 31 dicembre 2015, riduce l’aliquota del bonus dal 55% al 45%, prevedendo rimborsi in cinque o dieci annualità, a seconda dei casi, e rimodulazioni dei tetti di spesa in base alla tipologia di intervento.
 
In base al Pae, piano di azione per l’efficienza energetica, che ogni Paese membro deve redigere ai sensi della Direttiva 2006/32/Ce per indicare un obiettivo nazionale di risparmio energetico, è necessario puntare sull’edilizia residenziale e industriale, ma anche su terziario e settore trasporti.
 
In particolare, sottolineano le associazioni, dato il basso livello qualitativo del patrimonio edilizio italiano, nel comparto residenziale ha riscosso un notevole successo la sostituzione di infissi, caldaie e impianti.
 
Secondo Uncsaal e Federlegno le detrazioni avrebbero creato consapevolezza nei committenti, facendo anche emergere una notevole quota di lavoro sommerso. Dalla sostituzione di infissi e impianti si starebbe gradualmente passando agli interventi sull’involucro edilizio. Segno che, concludono le associazioni, l’interruzione degli incentivi provocherebbe danni economici e ambientali.
 
 
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Altri commenti
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ste

Io lavoro grazie a questi incentivi! se li tolgono.....andrà a finire male.


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