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La Manovra taglia del 30% gli incentivi alle rinnovabili (?)

La Manovra taglia del 30% gli incentivi alle rinnovabili (?)

La riduzione dal 1° gennaio 2012. Ma il Ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani dichiara: 'non c’è nessun taglio'

Vedi Aggiornamento del 20/10/2011
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 20/10/2011
04/07/2011 - È stato trasmesso oggi al Quirinale il testo della Manovra (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), approvato giovedì scorso dal Consiglio dei Ministri.

Ma è giallo sulla riduzione degli incentivi alle rinnovabili. Dopo le indiscrezioni e le smentite susseguitesi nei giorni scorsi, sembrerebbe confermato il taglio del 30% rispetto ai livelli del 31 dicembre 2010 per “tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e del gas naturale, previsti da norme di legge o da regolamenti”.
 
Il taglio, previsto dall’articolo 35, comma 10, del decreto (nella versione circolata oggi), avrà decorrenza 1° gennaio 2012 ed è finalizzato a “ridurre il costo finale dell’energia per i consumatori e le imprese”. Un apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, adottato su proposta dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas entro 90 giorni dall’entrata in vigore della Manovra, rideterminerà l’entità degli  incentivi, dei benefici e delle altre agevolazioni. 

Ma dai Ministri arrivano le smentite. "Nel testo definitivo della manovra finanziaria inviato al Quirinale - ha detto il Ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani - non c’è nessun taglio degli incentivi per le energie rinnovabili”. “Il Cdm - ha proseguito Romani - ha convenuto sull'eliminazione della riduzione del 30% di tutte le agevolazioni e incentivi che oggi gravano sugli oneri di sistema presenti sulle forniture di energia elettrica e gas. Un taglio che, come ho avuto modo di esporre nella seduta del Consiglio, non avrebbe portato benefici alla collettività, incidendo solo per un 3% sul totale del costo. Al contrario, avrebbe comportato l'eliminazione di agevolazioni alle famiglie numerose e alle classi meno abbienti, mettendo inoltre a rischio il funzionamento di impianti strategici per la gestione dell’emergenza rifiuti. Stiamo lavorando già da tempo alla rimodulazione degli incentivi e del conseguente peso in bolletta, prima con il dlgs rinnovabili, poi con il decreto specifico per il fotovoltaico, dando impulso al settore e intervenendo in modo netto e selettivo su sprechi ed eccessi del passato" ha concluso Romani.

E il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo aggiunge: "Non mi risulta che nel testo della 'manovra' inviato al Quirinale sia stato reintrodotta la norma che prevede il taglio del 30% di incentivi e agevolazioni relative alle forniture di energia elettrica".
 

Del taglio agli incentivi si era parlato già lo scorso giovedì, al termine del Consiglio dei Ministri. Le Associazioni delle rinnovabili ANIE/GIFI, ANEV, APER avevano immediatamente diramato un comunicato stampa per esprimere la loro contrarietà alla decisione del Governo. Secondo le Associazioni, la misura “se confermata, sarebbe devastante non solo per il settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ma per tutti i consumatori, sia industriali che domestici, che attualmente beneficiano di incentivi o sgravi che trovano copertura nella bolletta”. “Sarebbe invece opportuno - aggiungevano -, come da tempo propongono e chiedono gli operatori del settore, eliminare l’IVA sull’A3 o altre voci della bolletta”.

Per Kyoto Club, “il solo annuncio di misure di questo tipo, dopo che si era raggiunto un delicato equilibrio con il quarto Conto Energia per il fotovoltaico, è micidiale per il settore delle rinnovabili e dell'efficienza energetica e per la credibilità del sistema Italia a livello internazionale”. “Gli effetti di questo provvedimento - aggiunge Kyoto Club - sarebbero marginali nelle tasche dei cittadini, ma avrebbero effetti dirompenti per il settore delle energie pulite con circa 100mila occupati diretti e indiretti e per quello dell’efficienza energetica che coinvolge un numero molto maggiore di addetti. E tutto questo, proprio mentre il Governo dovrebbe lavorare ad un nuovo quadro regolatorio e incentivante per il settore delle rinnovabili e dell'efficienza energetica in vista degli obiettivi europei del 2020”.
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