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Equo compenso, professionisti molto critici sul ddl Meloni
PROFESSIONE Equo compenso, professionisti molto critici sul ddl Meloni
NORMATIVA

Professioni, il Governo le liberalizzerà con l’aiuto di Ocse, Ue e Fmi

di Rossella Calabrese

Il Cnappc chiede un tavolo per condividere un progetto vero sulle professioni

Vedi Aggiornamento del 08/08/2011
Commenti 8040
08/07/2011 - “Sarà consultata anche la Nato?” Lo chiede al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, Leopoldo Freyrie, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, dopo le dichiarazioni del Ministro che intende “entrare seriamente nel campo delle professioni” e che per farlo ha “sentito l’Ocse, l’Fmi e la Commissione europea”.
 
L’intento del Governo è esplicitato anche nel documento “Italia, luglio 2011” pubblicato il 6 luglio sul sito del Ministero dell’Economia, nel quale, al capitolo dedicato alle liberalizzazioni e semplificazioni, si legge che “il Governo affronta organicamente il tema della liberalizzazione delle professioni, con l’istituzione di una Commissione di studio alla quale parteciperanno rappresentanti della Commissione europea, dell’OCSE e del Fondo monetario, per iniziare su serie basi di studio il processo di apertura alla concorrenza”. La norma - spiega il documento - è nel Decreto-bilancio triennale, presentato in Parlamento.
 
“Servirà dunque consultare anche la Nato - chiede il Presidente del Cnappc - per definire quelle che devono essere le nuove regole di ingaggio? I Rappresentanti Nazionali delle Professioni Tecniche e delle Casse - sottolinea Freyrie - che invece intendono procedere sul serio sulla strada di una riforma che valorizzi le professioni, proprio oggi hanno elaborato una posizione comune con la quale chiedono alla classe politica italiana di sedersi attorno a un tavolo per confrontarsi e finalmente condividere un progetto vero sulle libere professioni, che sia utile innanzitutto al Paese” (leggi tutto).
 
“I professionisti italiani - aggiunge ancora il Presidente del Cnappc - chiedono da anni l’innovazione delle norme ordinamentali, con proposte di riforma serie e adeguate, che ogni Governo sembra condividere salvo poi riavviare un processo incapace di arrivare in fondo: se finalmente è arrivato il momento, deve essere chiaro che tali norme devono essere finalizzate innanzitutto alla difesa dei cittadini e dell’ambiente, adeguate a principi di concorrenza basati sul merito e non sulle capacità economiche, utili ad uno sviluppo sostenibile del Paese”.
 
“Perciò - conclude Freyrie - niente nuove regole di ingaggio, Ministro Tremonti, quasi si dovesse combattere le libere professioni. Chiediamo al Governo, al Parlamento, alle forze economiche e culturali del Paese di discutere e condividere un vero progetto sul futuro delle professioni liberali che sono la testa pensante della crescita ordinata e sostenibile”.
 

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Altri commenti
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carlo

Ha ragione il ricercatore: gli ordini professionali vanno spazzati via, sono quello che rimane delle vecchie corporazioni. In uno stato liberale il professionista, lauratosi e superato l'esame di stato, deve potersi iscrivere all'associzione professionale che predilige. Dalla libera scelta dell'associazione e dalla serietà della associazione nell'iscrivere i soci potrà si potrà ottenere un rilancio delle professioni, un maggior impegno di aggiornamento per i professionisti ed una maggiore garanzia per i clienti.

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Pietro

Annullate le commissioni! sempre composte dal rup dal geometra e dalla signora dipendente, che spesso votano il merito tecnico magari riguardante antisismica, progettazioni complesse ecc. Come mai più delle volte vincono i ribassi minimi con il merito più alto? E' trasparenza? Non sarebbe meglio se le commissioni si limitassero a valutare solamente l'accesso alle gare di progettazione? Sappiamo di che pasta sono le commissioni in Italia!

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Raf

Per mia esperienza diretta il sistema degli ordini è corretto se funzionasse, e non è detto che un geometra o una architetto o un ingegnere sia pronti dopo anni di studi a esercitare la Professione in studio mi sono capitati architetti che non sapevano neanche cosa era l'intonaco, questo è colpa anche del nostro sistema di studi che manca di praticità, gli anni di pratica l'esame e il pagamento di una cassa prevvidenza servono a completare la figura del tecnico, il qule deve essere controllato e garantito dal proprio ordine, e mica si può dare il timbro a tutti ?

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Gaetano

Ma di quali ordini parlate? io ho quasi 50 anni, ho lavorato per tanto tempo presso lo studio tecnico di un ingegnere meccanico che firmava costruzioni civili che io progettavo, pagato miseramente, ed ogni volta che chiedevo all'ordine l'iscrizione al praticantato e volevo far valere gli anni pregressi mi è sempre stato detto che non era possibile...non sono forse il salumiere di turno? quell'ingegnere ha firmato dei progetti realizzati da un salumiere!!! E' vergognoso che non si possa dare la possibilità a tutti di competere... mentre tutti vengono sfruttati con contratti a partita iva con prezzi da miseria...E' VERGOGNOSO!!! io ho preferito lasciare e andare a fare l'operaio...

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ginoargenti

allora fatti costruire la casa dal salumiere all'angolo che ha anche l'hobby del fai da te e, ti assicuro, è bravissimo perchè ha letto tante riviste specializzate..............

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Giulio

E' giusto quanto afferma "il cercatore", ossia ... "ipocritamente millantano tutele tecniche per i cittadini" ... è sufficiente guardarsi criticamente attorno. Non hanno senso queste "caste" di ordini, collegi, bla bla bla. Se il principio che la qualità premia non si vede perchè debba essere l'appartenenza ad una casta a premiare. Di questo passo vedremo l'ordine dei lattonieri ed il collegio dei calzolai. Ma non sarà certo un ordine o un collegio che sistemerà a dovere un rubinetto o una scarpa strutturalmente irriparabili. Ed il "cittadino" rimarrà comunque "intutelato". Ognuno faccia al meglio il suo lavoro/professione a cominciare dalla scuola ... se sbaglia paghi veramente ... ed al resto penserà la qualità riconosciuta dal "cittadino" a premiare.

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Piero

Ma chi ha mai detto che in Europa non hanno tariffe minime? In Germania o Inghlterra hanno le "tariffe di riferimento" e con tutta la concorrenzialità, neanche si discute: un progetto vale tanto e tanto gli si deve dare e senza contrattazione, si gioca tutto sulla qualità. Il reddito è garantito come anche le prestazioni e nessuno si sogna di lavorare senza farsi pagare il giusto. Andate a vedere. Perchè in Italia si garantisce il reddito alle altre gategorie (che non interessano agli industriali) e non ai Professionisti ? Non ci garantiscono le tariffe e quindi il reddito pur di favorire Confindustria. Non a caso Berlusconi è un industriale , la Lega favorisce il nord industriale e Bersani ci sta a braccetto. I professionisti sono 2 mln con le famiglie. Non dategli i voti e vedrete come faranno dietrofront. Se i rappresentanti degli ordini fossero furbi si alleerebbero senza altri scopi se non questo. Che cerchino la forza politica che li garantisce.

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Piero

Ancora non avete capito che è tutto fumo negli occhi? è tutta una manovra fra Politici e Confindustria il cui unico scopo è arrivare a potere avere intelligenze a prezzi stracciait. Con le tariffe minime, il lavoro intellettuale si doveva pagare anche se si doveva fare i conti con la concorrenza sleale di alcuni ma era limitata. Adesso non ci garantiscono più per il loro interesse. Pensate solo che altre categorie che a loro non interessano, hanno il loro contratto di lavoro con le loro retribuzioni garantite. Niente più voti per Pdl PD e Lega.

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Cercatore

Occorre spazzar via ordini e collegi!! Eppure, in qualità di ingegnere, sono anch'io un inscritto ad albo professionale , pur avendo a ragione ed in più occasioni portato avanti dall'interno battaglie contro l'ordine di appartenenza ed il relativo Consiglio Nazionale. Per ciò che ho toccato con mano, sono giunto a condividere il pensiero di chi ritiene gli odierni albi professionali Corporazioni arroccate su antichi privilegi, che ipocritamente millantano tutele tecniche per i cittadini. Comunque, poichè odio i commenti sterili, oltre a commentare, mi spingo a fare le seguenti proposte: 1) Esame di abilitazione per inscrizione all'albo professionale da sostenere alla fine del percorso di studi universitari, presso la stessa università, in luogo dell'attuale ed inutile esposizione della tesi di laurea. 2) Una volta superato l'esame ed ottenuto l'attestato di abilitazione allo svolgimento della professione, inscrizione in apposito albo tenuto dalla camera di comercio, quindi senza aggravio di spesa per lo Stato, anzi, con risparmio economico derivante dall'eliminazione del sistema burocratico ordinistico, ricco di "sanguisughe". 3) Libera scelta, da parte dell'inscrivendo, del sistema contributivo cui aderire, INPS , Inarcassa, od altro, in funzione dell'istituto ritenuto più confacente alle proprie esigenze, anche in virtù delle condizioni offerte dai medesimi enti di previdenza. Conclusione: Il termine "Libera Professione" deve effettivamente indicare un'attività libera, non indicare un "cane sciolto", rinchiuso in un recinto stretto, a meno che non si voglia accettare il concetto di "uomo libero" prospettato dalla Massoneria: "Uomini liberi", sì, ma soprattutto di obbedire, dato che trattasi di Obbedienza!!!! Marco Cerca, "il cercatore"

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Giampaolo

Nessuno prende sul serio la riforma delle professioni. Tutti ci vogliono metter mano, ci tentano, fanno disegni di legge ma poi finisce tutto nella sabbia e non se ne parla più. E' praticamente una maledizione.

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Salvo

Da anni sento la stessa cosa....Catricalà che predica nel deserto da almeno 5 anni...mi sono iscritto a Forza Italia perkè credevo che avessero liberato l'Italia da tutti i lacci e lacciuoli.....alla fine per aprire un varco nel mondo dei farmaci (quello a me più vicino essendo un farmacista) ci ha pensato Bersani ...ma come quelli che sono statalisti liberalizzano e quelli che hanno nel dna la libertà stringono!!!!maaaaaaahhhhhhhhhhh Vedremo qs volta.

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Danilo

Io sono d'accordo con la liberalizzazione delle professioni, ma fare queste affermazioni come quelle del ministro (diciamo ministro) Tremonti è indice della poca serietà delle persone che governano l'Italia.