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PROFESSIONE

Architetti soddisfatti per il ritiro delle norme sulle professioni

Cnappc: ‘la riforma resta urgente e improrogabile’

Vedi Aggiornamento del 08/09/2011
14/07/2011 - “Siamo grati a tutti coloro - come il Ministro Alfano, i deputati e senatori del Pdl e dell'Udc - che hanno ritenuto che una riforma così importante non potesse essere ‘liquidata’ attraverso un emendamento di poche righe a un provvedimento di natura puramente economica. Siamo, altresì soddisfatti, che la modifica del testo dell’emendamento distingua tra le professioni costituzionalmente regolamentate e le altre attività intellettuali o di impresa.”
 
Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori sulla cancellazione, dal testo della Manovra approvato oggi in Senato, dell’emendamento sulle liberalizzazioni delle professioni (leggi tutto).
 
“Resta, comunque improrogabile e quanto meno urgente per gli architetti italiani - continua il Consiglio Nazionale - riformare il  proprio vetusto ordinamento. Per questo motivo dopo la pausa estiva proporremo - a tutte le forze politiche, economiche e sociali del Paese, perché la qualità del mestiere di architetto incide sulla vita quotidiana dei cittadini, sull'habitat e sull'ambiente -  un progetto di riforma innovativo, capace di contemperare i principi dell'etica, del merito e della qualità con le esigenze del mercato globale”.
 
“Sarà poi importante disegnare, con le università, iter formativi e di tirocinio adatti alle nuove  esigenze della collettività così come  – continua ancora -  dialogare con il mondo produttivo per fare sistema.  In questa ottica  invitiamo ancora una volta Confindustria  a sedersi ad un tavolo di confronto per collaborare insieme allo sviluppo del Paese: mettendo ciascuno a frutto – come avviene, ad esempio, in Germania -  le rispettive diversità. Se noi architetti, infatti, ci omologassimo ad una natura aziendale uccideremmo la nostra capacità di innovazione e di progetto”.
 
“Gli architetti italiani – conclude -  hanno a cuore il futuro del Paese, e  mettono  al suo servizio un ordinamento professionale che vogliamo moderno, fondato su etica, merito individuale e qualità del servizio ai cittadini: tutto ciò ci permetterà di contribuire ad uno sviluppo ordinato e sostenibile”
 
 
Fonte: Ufficio stampa Cnappc

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