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PROFESSIONE

Professioni: no degli ingegneri alle liberalizzazioni

di Rossella Calabrese
Commenti 17472

Il Consiglio Nazionale Ingegneri invita il Ministro della Giustizia Alfano a riprendere il percorso di riforma

Vedi Aggiornamento del 19/10/2011
Commenti 17472
12/07/2011 - “Noi Ingegneri, respingendo fortemente ogni tipo di liberalizzazione deleteria per lo sviluppo del Sistema Italia, la esortiamo a procedere celermente con la riforma delle professioni da Lei delineata e diamo la nostra pronta disponibilità per elaborare, insieme, un progetto di ampio respiro che veda nel Sistema Ordinistico delle Professioni un fondamentale motore di sviluppo indipendente, non portatore di interessi di terzi, ma elementi di garanzia per i cittadini, nel supremo interesse della collettività”.
 
Dopo gli architetti (leggi tutto) e le professioni tecniche insieme alle Casse di previdenza (leggi tutto), ora sono gli ingegneri a prendere carta e penna e scrivere al Governo per respingere le ipotesi di liberalizzazione nel campo delle professioni e rivendicare un ruolo centrale nel processo di riforma.
 
Nel mirino della lettera inviata dal Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Giovanni Rolando, al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, c’è l’articolo 29 della Manovra finanziaria (DL 98/2011) che prevede l’istituzione presso il Ministero della Giustizia, di una “Alta Commissione per formulare proposte in materia di liberalizzazione dei servizi”.
 
Il CNI esprime la forte preoccupazione degli ingegneri italiani per questa norma e per la dichiarazione del Ministro Tremonti di voler “entrare seriamente nel campo delle professioni” e del Sottosegretario all’economia, Onorevole Casero che ha annunciato la volontà del Governo di procedere in poche settimane con liberalizzazioni incisive per tutte le professioni.
 
“Lei nel recente passato - prosegue la lettera del Presidente del CNI - nella sua qualità di Ministro della Giustizia, competente e vigilante sull’attività della maggior parte degli Ordini professionali, ha più volte espresso la volontà di procedere con una riforma delle professioni “trovando il giusto equilibrio fra la tutela del consumatore cittadino, la tutela della dignità dei professionisti, la garanzia di un futuro dignitoso ai giovani meritevoli ed il rispetto degli impegni comunitari”.
 
Il CNI rammenta al Ministro il percorso avviato nell’aprile 2010, condiviso da tutti gli Ordini (leggi tutto), e ribadito anche in occasione del Congresso Nazionale degli Ingegneri del settembre 2010 (leggi tutto), che “mirava a rafforzare il Sistema Ordinistico rendendolo più snello e moderno, ma avendo come punto centrale la sua originaria funzione, cioè la tutela del cittadini nell’interesse supremo della collettività”.
 
“Le forme di liberalizzazione di cui si parla in questi giorni” - evidenzia Rolando - e “il disegno, neppur tanto nascosto, di alcuni componenti sia del Governo che dell’opposizione dell’abolizione degli Ordini, avrebbero come unica conseguenza la perdita della garanzia della qualità professionale che è con l’etica il presupposto per la tutela del consumatore e dei beni comuni”.
 
“Sentire parlare di liberalizzazione - prosegue la nota - in uno Stato dove ci sono circa 500.000 laureati in Ingegneria (uno ogni 120 abitanti) è a mio giudizio ‘ridicolo’, ed avvantaggerebbe, a scapito della libertà di pensiero  e di mercato, i gruppi finanziari, indebolendo e sancendo la fine dei liberi professionisti, già in profonda crisi economica”.
 
Da qui l’esortazione a procedere in fretta alla riforma delle professioni, rispetto alla quale il CNI offre la massima collaborazione.
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Altri commenti
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mario

mario ma che ordini del cavolo, è necessario solo il titolo di studio abilitativo acquisito attraverso gli studi specifici esistenti e ammodernati ( peito, geometra, agronomo, ingegnere in ?, pianificatore di ? medico in?, ecc....) Oggi: nel ramo tecnico, amministrativo, ecc., è il costo dell'opera che determina la parcella ( mi è sto chiesto: trovami un professionista che mi progetti non per la parcella ma per il mio interesse ( qualità tecnico esteca, funzionale, ecc.) rifelettete su questo e altro affine al quesito. nel ramo della ricerca scientifica e creativa e artistica serve altro. nelle facoltà, scuole professionali, accademie, ecc. deve essere stabilito il principio dell'alternaza dei docenti , l'aativazione della collaborazione esterna di consulenti provenienti anche dal mondo del lavoro ed eliminare la casta dei baroni e mantenere fissi i soli ricercatori che danno continuità al tema.

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pino

Sono un progettista. Se trovassi un blog di psicologi, non mi metteri certo a fare il profeta in un campo che non conosco. Qui mi sembra invece che ci siano moltissimi profeti che esprimono concetti assurdi. Chi lavora nel settore si sarà sicuramente assorto di come sia caduta in basso la professione, come sia calata la qualità del lavoro da quando la logica è incentrata sul prezzo (3/4 anni). Non tutti i lavori possono funzionare con la logica del "miglior offerente". Se un impresa deve costruire un edificio che vale 100, può farlo anche con 90, 80, 75... Non certo con 10. Se un progetto invece vale 100, ingiro c'è chi lo fà con 10. Poi non lamentiamoci del risultato, non interpelliamo il Gabibbo per gli sprechi di soldi pubblici, di opere non terminate per mancanza di fondi (quindi carenze progettuali che comportano maggiori oneri), per carenze della sicurezza, per le barriere architettoniche, per mancanza di requisiti sismici, per inquinamenti dovuti a mancate valutazioni in fase progettuale, per il crollo della casa dello Studente a l'Aquila, o se a Napoli non vengono terminate le opere per accogliere i rifiuti. Gli italiani sono proprio dei caproni, l'ioggi lottano per abolire gli ordini, domani chiameranno striscia la notizia per denunciare gli effetti.

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a

perchè non liberalizziamo anche le discipline mediche? perchè non andate a farvi operare al cuore dal miglior offerente? Tanto la qualità e la sicurezza cosa contano. L'importante è la concorrenza, l'importante è il prezzo, chi se ne frega del risultato, dell'eccellenza, della professionalità! SIETE TUTTI MADE IN CINA, vergognatevi.

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cuc

ma tu sai di cosa stai parlando? cosa vuoi dire quando dici che "Chi non vuole cambiare questo sistema corrotto è solo un "parassita" che non sopravvivrebbe in un mercato libero". Ti risulta che l'ordine elargisca lavori agli iscritti? Cosa significa, il mercato è già libero in questo senso. E poi dove stà questo SISTEMA, questa CASTA? Se vuoi andare in macchina fai la patente, se vuoi aprire un azienda ti ascrivi alla camera di commercio, se vuoi progettare ti iscrivi ad un ordine. Dove sta il problema?

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kin

perchè pagare un professionista per progettare un semplice interno ci sono i giornali che insegnano come fare, che analizzano i prezzi delle opere, o che ricercano i migliori operatori; o i mediatori che sono sicuramente più capaci nella valutazione di un immobile. Opss ho perso tempo 5 anni geometra e 7 d'ingegneria, e 9 d'attività professionale con tante soddisfazioni. i miei figli. Mi rendo conto che potevo fare il meccanico ed ora stavo in pensione. A proposito sono stato incaricato a redigere perizie su molti contenziosi in tal senso. Meditate gente meditate gente. Gli ordini sono una garanzia non solo per i professionisti ma anche per i ns committenti.

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Massimo

Chi non vuole cambiare questo sistema corrotto è solo un "parassita" che non sopravvivrebbe in un mercato libero! dove la meritocrazia fa la differenza!!! Perché negli altri paesi europei vivono molto bene anche senza “ordini”??? Sono sufficienti delle normali associazioni di categoria!!!

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catone

TUTTO DEVE ESSERE LIBERALIZZATO. W IL LIBERO MERCATO.

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azing

come tutte le organizzazioni in cui si è suddivisio il sistema servono a consentire le disapplicazioni della norma. Un esempio? Non mettono il becco nel fatto che incarichi professionali sopora sotto soglia o fiduziari vengono dati con assoluta discrezionalità politica e senza un minimo di ripartizione, quindi contro legge. Di conseguenza i progetti, le validazioni le dl ed i collaudi vengono effettuate senza il contenuto minimo e con grossi rischi. Il trecnico deve solo controfirmare l'attività dell'impèresa e prendersi i soldi, pochi o molti che siano. E non parlatemi di professionalità ma di ladrocinio a scalare...si parte dall'alto per finire in basso.

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gabriele

Ho letto i commenti di tale PRIX( ven. 15 luglio e sab. 16 luglio ). Peccato che la redazione non filtri i commenti: i commenti alla PRIX sembrano il farfugliare di un ubriaco, di cui nulla si capisce. La scelta della redazione purtroppo di non sindacare il contenuto delle affermazioni che pervengono da professionisti o supposti tali mette in luce la pochezza dei personaggi che fanno parte degli ordini professionali e che solo per questo screditano gli ordini. Non aggiungo il mio commento a quelli letti perchè è inutile dialogare con i deficienti ( di intelletto ).

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cuc

Vicino al mio paese 2 anni fà è stato aggiudicato il progetto per una caserma dei vigili del fuoco ad un professionista che aveva offerto il 68% di sconto. Progetto da pressapoco, appalto, costruzione. Risultato? Caserma NUOVA demolita per adeguarla alla normativa antisismica. E' inutile che stiamo qui a raccontarci che se un progetto vale 100.000 euro si possa fare con 30.000.

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cuc

Ogni categoria ha le proprie palle ai piedi. Bravi, abliamo anche gli ordini, come sono state abolite le tariffe minime, poi ci raccontiamo dell'eccellenza italiana, dei bei progetti, della sicrezza, dell'antisismica, del risparmio energetico. E tutte queste belle consulenze intellettuali le vogliamo regolate da logiche commerciali? Con sconti del 70/80% come già avveine? E il risultato qual'è? Una pessima progettazione, una pessima stima dei costi, varianti in corso d'opera a non finire ed un risultato pessimo con costi comunque elevati. Se voglio una BMW con l'80% di sconto probabilmete potrò comprare al massimo una motozappa. Ed grazie alle vostre belle proposte i progetti che faremo in futuro saranno sempre più simili alla motozappa che al BMW. Vergonatevi...

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luca

Mi chiedo come un professionista possa essere a favore dell'abolizione del prorpio ordine. I casi sono 2. O in alcune provincie/regioni ci sono ordini che non funzionano, che non lavorano e che non servono a nessuno, oppure questa richiesta viene da facoltosi laureati che non sanno nemmeno bene di cosa stanno parlando. Io non mi sognerei mai di chiedere l'abolizione del mio ordine, perchè nella mia provincia è composto da gente seria e che lavora sodo, senza molti gettoni e compensi. Io mi sento molto tutelato dal mio ordine, ho 29 anni e faccio il libero professionsita, non ho avuto nessuna restizione per accedervi.

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mau

Gli Ordini ormai da molti anni sono diventati il luogo di una casta di inamovibili, attaccati alle poltrone come sanguisuga che invece di succhiare il sangue campano con quello che tutti i colleghi, nolenti o volenti, sono costretti a versare. Che vergogna, altro che comunanza di intenti. Da una parte pochi privilegiati che tendono a mantenere quello che hanno, dall'altra il 95% degli iscritti che per quieto vivere, incapacità di fare la sanguisuga e dig nità personale, preferisce non interessarsi.

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Tiziano (ing.)

Un appunto a Piero.. Scusa ma ti assicuro che l'esame di stato per ingegneri non è una proforma almeno da qualche anno. X la cronaca: due prove scritte, una prova orale e una di progettazione..totale in ballo 6 mesi senza certezze x poveri onesti plebei che si attengono alle regole!!!.. Sono per la liberalizzazione delle professioni ma regolamentata e con certezza di diritto e di pena (merce divenuta ormai una rarità) in quanto oggi c'è fin troppa FURBIZIA e SFRUTTAMENTO a vantaggio di persone e imprese a cui tutto è permesso!!!..Alcune proposte tipo: 1) Obbligo di aggiornamento tecnico periodico x i professionisti con corsi (di utilità pratica concreta e certificata) organizzata dagli Ordini. 3) Tutela delle professionalità all'interno delle aziende con regole chiare e fatte rispettare... un ingegnere o altra professionalità, deve essere pagato per ciò che è e ciò che fa e non..."sfrutto le tue capacità e professionalità (acquisite col sudore e sacrificio) ma ti pago quanto ne ho voglia e se non ti sta bene...quella è la porta".. TROPPO COMODO!!!.. Tutti abbiamo bisogno di lavorare.. E' ORA DI FINIRLA CON LA CORRUZIONE DI QLSI TIPO!!!..SVEGLIAMOCI XKE' CI STA DISTRUGGENDO!!!

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Giuseppe

Sono ingegnere libero professionista ex dirigente industriale. Ho dovuto reinventarmi una professione a seguito di crisi aziendale e licenziamento (2004). Ho sempre operato in un regime di libero mercato, con avanzamenti (o penalizzazioni) di carriera legate al mercato ed alle mie capacità (o errori). Sono per la abolizione di Ordini professionali e tariffe min. Se avete idee e capacità tiratele fuori!!. Il momento non è facile , ma non è acrroccandosi su rendite di posizione che si può crescere ed affrontare le nuove sfide.

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Giovanni

Aboliamo questi ordini non capisco perché devo pagare per dei parassiti che vivono sulle Mestre spalle,a me personalmente mi hanno cercato solo durante le votazioni e per pagare l'annualitá,ma in cambio non ho mai avuto niente,corsi di aggiornamento aiuti per la professione niente,poi il nostro presidente va a Roma a spese nostre a farsi i suoi porci comodi,diciamola tutta questi ordini sono solo dei metodi per privilegiare alcune persone e poi sono superati degni di una società del Medioevo

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moreno

l'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino: vive sul 25% dei votanti iscritti forzatamente, costituito da (voto clientelare, scheda bianca, scheda nulla). Trattasi di una associazione utile unicamente ai fini dei gestori dell'OAT. Non è nemmeno confrontabile ad un sindacato, poichè non tutela l'iscritto, ma unicamente gli interessi dei gestori che si riconfermano rivotandosi ad agni mandato (25% degli iscritti). Per quanto se ne dica dei sindacati l'iscrizione è facoltativa e c'è la possibilità di scelta.L'OAT mi obbliga ad essere iscritto e sopportare continue nefandezze ...

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Prix

Nonostante che da come leggo ci sono pochi a sostenere i Baracconi di Ordini, Collegi, e Previdenze...Appoggio pienamente l'abolizione immediata...Queste non fanno altro che campare a STPENDIO FISSO PAGATO CON IL NOSTRO SUDORE...mi ci metto perchè Geometra...e combatto contro questi signori che con la scusa di gettoni presenza...del valore 300€ e più 30€ ogni seduta...quanto risulta dai bilanci annuali...non fanno professione come noi...il lavoro lo cerchiamo...quando non arriva...i signori ne possono fare a meno perchè stipendiati....allora annulliamo i Baracconi...e che andassero a lavorare...capiranno cosa è il professionista...noi sopportiamo anke mesi senza essere pagati...sopportiamo anke il tribunale per essere pagati...ho chiesto aiuto al collegio e alla previdenza...pensavo con quel che pago un'avvocato me lo mettono...ess manco per ca..o l'avvocato me lo sono dovuto pagare io ho sopportato due ricorsi durati 5 anni e nessuno mi si è girato a darmi una mano...quindi LASCIATE LE POLTRONE e ridateci i soldi che ci spettano Manco 1 Cent si meritano!!!!

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Prix

Sono Geometra e dico che la libera professione deve essere libera!!! sia su quanto verso di pensione sia su come gestisco e mi faccio pagare!! Concordo con l'abbattimento e la distruzione immediati degli ordini e dei Collegi e Previdenze...Buoni solo ad aumentare quote Associative e contributi minimi,E vero chi ha un' impresa va avanti chi no paga spese inutili...a parte che non è ben chiaro dove finiscono i contributi minimi...quindi approvo pienamente all' annientamento di questi enti...In europa esistono associazioni ed è libero iscriversi...per chi vuole...un' associazione costa circa 30€ a iscritto per fare l'atto a fronte di 270€ di associativa e 3167€ di previdenza...era ora che ci si allineasse veramente all' Europa!!!Il medioevo è finito!!!andiamo avanti con il futuro basta allo sperpero di tasse ingiuste per BARACCONI non funzionanti sono stufo e penso che tutta la categoria di liberi professionisti sia stufa!!!

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darkcg

... giá lo si intravede all'inizio dell'articolo. "Noi ingegneri..." Noi chi? Casomai VOI che dell'ordine ne fate una professione, una casta, un mezzo di guadagno. A me, ingegnere come voi, non avete chiesto nulla. E allora non parlate anche a nome mio, per favore. Libera professione? Non tutte le categorie possono esercitarla. Ci sono rami dove col lavoro individuale non si fa nulla. E la libera professione che molti vogliono mantenere è semplicemente perché le loro imprese a loro volta assumono ingegneri con contratti di libera professione (e tolti i contributi la cifra pagata risulta ridicola)... Allora non si faccia passare questo comunicato come un qualcosa a tutela degli ingegneri. Diciamo che tutela gli ingegneri impresari e imprenditori.

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ugo

possibile che non si possa fare come dice marco?; magari introducendo dopo la conclusione del corso di studi 18 mesi di attesa dell'esame in cui il laureando possa esercitare la professione con limiti di competenza; poi dopo l'esame presso la propria facoltà possa esercitare la professione con più ampi limiti per 5 anni; poi dopo un ulteriore esame possa esercitare appieno la professione. (es.: collaudi dopo 5 anni e esame con prove pratiche; avvocato per i primi tempi cause con limite di importo ecc.). Poi leggi che impongano progettista, collaudatore ed impresa non facenti capo alla stessa proprietà! ecc. (volendo si può!). E per le pratiche più semplici snellimento della burocrazia e dei controlli?

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Danilo

Caro Paolo, non è dignitoso paragonare la professione dell'ingegnere con altri lavori solo sulla base dei guadagni. Pensa che ci sono veline e calciatori che prendono fior di quattrini e per questo non sono certamente professioni più utili dell'ingegnere, eppure nessun collega si è mai lamentato di questo. Io direi di essere di affrontare il problema con serietà invece di schierarsi come le tribù indiane e di proporre soluzioni innovative, con un occhio anche a come hanno risolto all'estero (d'altrone l'Italia è stata multata severamenre dalla UE proprio per mancanza di concorrenza nel settore delle professioni).

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Paolo

La Bersani sancì ufficialmente che non esiste differenza tra un professionista ed un salumiere, adesso il sig. Tremonti sancisce che il salumiere può vantare più diritti di un professionista, avendo una corporazione (Confcommercio) che ne può difendere i diritti durante le vertenze, ad esempio, col governo... perfetto... Premesso che, in particolare dopo la Bersani, votai per l'attuale governo proprio nella speranza che avesse maggiormente a cuore le sorti di noi professionisti, che viviamo alle soglie dell’indigenza dopo un’assurda riforma universitaria che ha sfornato pletore di dissoccupati/sottopagati, dopo questa proposta posso definitivamente sancire di essere stato preso per i fondelli, primo tra tutti dal sig. Angelino Alfano, che, nella qualità di Ministro di Grazia e Giustizia, per circa tre anni c’ha raccontato panzane circa una riforma organica del mondo delle professioni incentrata sulla difesa della qualità dei servizi offerti e non sullo scannamento sui prezzi. E’ vero che attualmente gli ordini sono costituiti da un manipolo di nullafacenti che ambiscono esclusivamente ad un ruolo che ne garantisca la visibilità, ma ciò è colpa di noi professionisti-elettori, non dell’istituzione in sè, che invece nasce a garanzia DELLA QUALITA’ DELLE ATTIVITA’ SVOLTE DAI PROFESSIONISTI. In tal senso è ridicolo che in ordini in cui la stragrande maggioranza degli iscritti ha meno di 50 anni, ci si ritrova pieni di presidenti e consiglieri dai 50 anni in su. Ma la soluzione non è certo quella di abolire l’ultimo baluardo tra noi ed il salumiere, che è appunto costituito dalla difesa dell’intelletto che non può essere lasciato esclusivamente alla libera valutazione del mercato al pari del salame. Per il resto concordo su Piero: se si vuol liberalizzare il mondo del lavoro, lo si faccia con TUTTO il mondo del lavoro, ivi compreso quello dei dipendenti, pubblici e privati!!!

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Piero & Paolo

Sta nascendo su Facebook una pagina x tutti le categorie di PROGETTISTI . Una categoria che la burocrazia sta facendo scomparire. Iscrivetevi e commentate.

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Piero

-L'esame di stato per Ingegneri è solo una proforma ripeto una PROFORMA, ripresentano la Tesi . ........Per architetti e Avvocati è un dramma con tanto di mega scritto e orale (questo almeno in Veneto. Basta guardare la percentuale degli abilitati.! e fare il confronto tra architetti e ingegneri o avvocati. Così si coltiva la corruzzione e tanti piccoli drammi. -SI CHIACCHERA che per una raccomandazione per l'esame di stato di avv. o magistrato chiedano una mega somma diversa per l'uno o l'altro (!) ....... Tutto LIBERO

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Ambra

E all'estero come fanno? Gran Bretagna, Francia Germania, Spagna, come si regolamentano le professioni? Oppure solo noi in Italia abbiamo inventato il metodo perfetto?

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professionista

potentati che vogliono mettere le mani sulle libere profesisoni. volete capire una volta per tutte che non c'è alcun vantaggio per i cittadini? qui si parla di Confindustria (con le imprese di costruzione) che vuole poter sottmettere i professionisti. vi rendete conto che la Marcegaglia sono anni che dice "bisogna liberalizzare le professioni perchè sono costi insopportabili per le imprese e per i cittadini"? la Marcegaglia che pensa... ai cittadini? ma siamo impazziti in questo paese? questi, essendo gli imprenditori la categoria sociale con più disponibilità di CAPITALI, vogliono appunto la libertà di creare società miste, di capitali, in cui c'è un PADRONE che ci mette i soldi (l'imprenditore, anche senza alcuna competenza professionale), e SUOI dipendenti architetti, ingegneri, geometri. volete capire che è questo verso cui si sta andando? Le libere professioni, sono libere. Qui la Marcegaglia e chi rappresenta, vogliono una volta per tutte mettere le mani su TUTTA LA FILIERA, senza avere più alcuna figura ESTERNA. Cosa che invece, oltre tutto, è garanzia di qualità e di responsabilità. COMANDARE da padroni tutta la filiera, significa mettere definitivamente il paese (che sarebbe l'UNICO CASO IN EUROPA), in mano agli imprenditori che non sono i padroni del paese, ma SOLO alcuni tra i tanti attori. C'è qualche pazzo che crede davvero che delle società di capitali, costituite da potenze economiche già potentissime oggi, garantirebbero vantaggi ai cittadini, consumatori finali? queste società, ricche e potenti, eliminerebbero molto velocemente dal mercato i giovani ed i piccoli professionisti. quelli cioè che riescono (o devono) farsi pagare meno per entrare nel mercato. queste società sarebbero così forti da stringere accordi (all'italiana) con tutte le categorie: enti, notai, ecc. liberalizzare Notai e Farmacisti è una cosa. I professionisti tecnici sono tantissimi, invece, e di concorrenza ce n'è fin troppa.

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Danilo

No all'abolizione degli ordini, Si alla riforma liberale delle professioni. Apertura alle associazioni professionali. Una pietra sopra una volta e per tutte a minimi tariffari e divieto di pubblicità e ad amenità del genere. Abolizione valore legale laurea.

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marco

Occorre spazzar via ordini e collegi!! Eppure, in qualità di ingegnere, sono anch'io un inscritto ad albo professionale, pur avendo a ragione ed in più occasioni portato avanti dall'interno battaglie contro l'ordine di appartenenza ed il relativo Consiglio Nazionale. Per ciò che ho toccato con mano, sono giunto a condividere il pensiero di chi ritiene gli odierni albi professionali Corporazioni arroccate su antichi privilegi, che ipocritamente millantano tutele tecniche per i cittadini. Comunque, poiché odio i commenti sterili, oltre a commentare, mi spingo a fare le seguenti proposte: 1) Esame di abilitazione per inscrizione all'albo professionale da sostenere alla fine del percorso di studi universitari, presso la stessa università, in luogo dell'attuale ed inutile esposizione della tesi di laurea. 2) Una volta superato l'esame ed ottenuto l'attestato di abilitazione allo svolgimento della professione, inscrizione in apposito albo tenuto dalla camera di comercio, quindi senza aggravio di spesa per lo Stato, anzi, con risparmio economico derivante dall'eliminazione del sistema burocratico ordinistico, ricco di "sanguisughe". 3) Libera scelta, da parte dell'inscrivendo, del sistema contributivo cui aderire, INPS , Inarcasse, od altro, in funzione dell'istituto ritenuto più confacente alle proprie esigenze, anche in virtù delle condizioni offerte dai medesimi enti di previdenza. Conclusione: II termine "Libera Professione" deve effettivamente indicare un'attività libera, non indicare un "cane sciolto", rinchiuso in un recinto stretto, a meno che non si voglia accettare il concetto di "uomo libero" prospettato dalla Massoneria: "Uomini liberi", si, ma soprattutto di obbedire, dato che trattasi di Obbedienza!!!! Marco Cerca, "il cercatore"

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Piero

Un Governo serio che vuole liberalizzare le professioni prima deve difendere e sostenere il reddito dei professionisti. La qualità viene da sola se il lavoro è pagato giusto, Le nostre famiglie e lo Stato hanno investito sulla nostra laurea ed è giusto che i redditi siano sostenuti coni minimi tariffari allo stesso modo delle altre categorie di lavoratori. Se dobbiamo liberalizzare allora lo dobbiamo fare per tutto e tutti seriamente. Non capisco perchè un portinaio che non ha passato anni sui banchi a fare esami deve avere tariffe fisse ed inderogabili, lo stesso i dipendenti pubblici che lavorano meno della metà di un professionista e lo stipendio gli corre sempre fino alla pensione (e che pensione) e senza responsabilità. Vediamo se propongo ad un Ente pubblico di sostiuire un dipendente con un abbattimento dello stipendio del 30 % cosa succede?

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darkcg

... da quando il ministero dell'Università ha introdotto corsi di laurea in Ingegneria praticamente ridicoli. Negli ultimi anni c'è stata una tendenza ad aprire corsi di laurea in "ingegneria" per quei settori che invece sono rami della scienza. Vedi il corso di laurea in ingegneria matematica nei confronti di matematica, ingegneria fisica nei confronti del corso di laurea in fisica, ingegneria informatica nei confronti dei corsi di laurea in informatica. Questi corsi partoriscono "ingegneri" salvo poi trovarsi con un titolo fotocopia (e molto spesso nemmeno tanto equivalente) rispetto ai relativi corsi scientifici che vogliono clonare. Tralasciando le ingegnerie "classiche", l'ordine è ormai diventato un raccoglitore di competenze che non sono piu' appannaggio di "ingegneri", proprio perchè tale qualifica è stata estirpata all'origine con l'introduzione di alcuni corsi di laurea che volevano sovrapporsi a quelli delle facoltà scientifiche. La scienza è scienza, l'ingegneria pura è tecnica. Si sovrappongono spesso ma i corsi di laurea dovrebbero garantire quantomeno una salvaguardia del titolo che si va a prendere. Un ingegnere "matematico" è una figura quantomeno bislacca.

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stefano

liberalizziamo le licenze commerciali ma per davvero e non per finta come è stato fatto

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stefano

liberalizziamo la professione di farmacista e di notaio

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ANGELINO

GLI ORDINI SERVONO PER GARANTIRE LO STIPENDIO AI QUATTRO PARAC...LI CHE SONO AMMANICATI CON LA POLITICA ....DA PROFESSIONISTA ISCRITTO PROPONGO DI ABOLIRLI DEFINITIVAMENTE ...NON SERVONO ASSOLUTAMENTE A NULLA E NON CREDO CHE LA SITUAZIONE MIGLIORI CON IL TEMPO,,,

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Ing. Enrico

Per progettare bene bisogna essere capaci e bisogna seguire le norme tecniche, l'ordine degli ingegneri certamente non garantisce la qualità degli ingegneri che operano sul territorio. Ritengo che gli ordini e i collegi vadano tutti aboliti per il bene del paese. lo dico contro il mio interesse di professionista nell'italia di oggi, per il mio interesse di cittadino nell'ITALIA di domani.

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Denis

Parlo da Perito Industriale. Molti privati pensano che prendiamo cifre astronomiche per compilare qualche pezzo di carta. Ricordo che abbiamo, una responsabilità penale quando mettiamo il timbro, un certo tipo di conoscenza, che deve essere in qualche modo garantità.E' una forma di tutela per chi fa parte dell'ordine professionale e del privato stesso, cercando di far rimanere alto il livello e la serietà

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Danilo

Perchè gli ordini professionali sono sempre così contrari ad introdurre una normativa liberale per le professioni?


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