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NORMATIVA

Manovra bis, più leggeri edilizia e ciclo dei rifiuti

di Paola Mammarella
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Consentito l’intervento della Pubblica Amministrazione solo in caso di pericolo per il patrimonio artistico e ambientale

Vedi Aggiornamento del 15/03/2012
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30/08/2011 – Liberalizzazioni per la stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo. È lo spirito della manovra bis, che interviene sulla segnalazione certificata di inizio attività e alleggerisce gli oneri gravanti sulle imprese per lo smaltimento dei rifiuti.
 
Scia
Secondo la manovra di ferragosto, decorso il termine di 30 giorni per l’adozione del divieto di prosecuzione dei lavori, alla Pubblica Amministrazione è consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale.
 
Perché l’Amministrazione possa intervenire, deve essere accertata l’impossibilità, per i privati che si conformano alla normativa vigente, di tutelare questi interessi.
 
La manovra precisa inoltre che Scia, denuncia e dichiarazione di inizio attività si riferiscono ad attività liberalizzate e non costituiscono provvedimenti taciti direttamente impugnabili.
 
Gli interessati possono quindi sollecitare l’Amministrazione ad effettuare le dovute verifiche e, in caso di inerzia, esperire le azioni previste dal Codice del processo Civile, come chiedere l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere. Un’azione che può essere proposta fino a che perdura l'inadempimento e non oltre un anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento.
 
Rifiuti
Dall’entrata in vigore del DL è abrogato l’articolo della Finanziaria 2007 sulla tracciabilità dei rifiuti. La disposizione prevedeva lo stanziamento di 5 milioni di euro per la creazione di un sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti, in funzione della sicurezza nazionale e dell’esigenza di prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata.
 
A questo scopo vengono abrogati anche i riferimenti al Sistri contenuti nel Decreto Legislativo 152/2006, Codice dell’Ambiente, che individuava i destinatari delle norme sulla tracciabilità, delineando il funzionamento del sistema informatico di controllo.
 
Stessa sorte anche per il DM 17 dicembre 2009 e il DM 18 febbraio 2011, emanati dal Ministero dell’Ambiente per istituire e regolamentare il sistema della tracciabilità dei rifiuti.
 
Il sistema informatico per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti ha subito diverse proroghe. Dopo una serie di rinvii, doveva essere avviato a scaglioni a partire da settembre nonostante lo scetticismo delle imprese sul buon funzionamento della piattaforma informatica.
 
Nel coro di proteste che ha accompagnato la cancellazione del Sistri, spicca la voce del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che considera questa iniziativa non tanto una semplificazione a favore delle imprese, quanto “una resa alle ecomafie”.
 
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