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Cnappc: ‘per uscire dalla crisi fare sistema tra istituzioni, imprese e professioni’

La green economy diventi strumento fondamentale per la rigenerazione urbana e la riqualificazione dei centri abitati

Vedi Aggiornamento del 02/12/2011
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08/08/2011 - “In questo momento di crisi profonda per il Paese gli architetti italiani sono pronti a fare la loro parte, ma, soprattutto, sono pronti a fare sistema con le istituzioni, le università e le imprese per concordare e condividere percorsi e progetti comuni per il rilancio della nostra economia”.
 
Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori sul documento presentato giovedì scorso al Governo dalle parti sociali, che prevede: pareggio di bilancio nel 2014, riduzione dei costi della politica, liberalizzazioni e privatizzazioni, sblocco degli investimenti, semplificazione e pubblica amministrazione, mercato del lavoro.
 
“A questo proposito gli architetti ricordano come la valorizzazione del made in Italy - attraverso la penetrazione nei mercati esteri - avvenga, da anni, grazie alla realizzazioni di reti tra imprese e professionisti della quali gli architetti italiani, con la loro creatività, sono tra i principali artefici”.
 
“Un altro tema prioritario - continua il Cnappc - non solo da un punto di vista economico, ma per le ricadute che esso ha sulla vivibilità delle nostre città, e sul quale stiamo lavorando, è quello della green economy, strumento fondamentale della rigenerazione urbana per gli aspetti della sostenibilità e della riqualificazione dei centri abitati che troppo spesso scontano una scadente qualità costruttiva, energetica ed architettonica”.
 
“Altro ambito nel quale i progettisti italiani possono avere un ruolo fondamentale - continua ancora la nota - è quello della sussidiarietà: sia come liberi professionisti, sia come dipendenti della P.A., gli architetti italiani possono essere lo snodo attraverso il quale risolvere lungaggini burocratiche nell’ambito dell’edilizia, assumendo responsabilità ed esercitando gli indispensabili controlli sulla qualità delle procedure e dei progetti.”
 
“È urgente - ed è a corollario di tutto ciò - realizzare una modernizzazione della professione che salvaguardi il controllo pubblico sulle attività che riguardano il territorio, la qualità ambientale ed urbana e, quindi, la vita delle persone, valorizzando la grande capacità progettuale e le peculiarità culturali e professionali dei 150mila architetti italiani”.
 
L’auspicio del Consiglio Nazionale degli Architetti è che il Cnel torni ad assumere il ruolo che il dettato costituzionale gli attribuisce quale luogo di incontro e di mediazione - attraverso tavoli di concertazione - tra istituzioni, università, imprese e professioni. 
 
 
Fonte: Ufficio stampa Cnappc
 

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