Carrello 0
EVENTI

A Cersaie 2011 le figure di spicco della progettazione internazionale

In programma le lectio di Urquiola, Kuma, Mendini e Sinclair

Vedi Aggiornamento del 03/04/2012
21/09/2011 –  Bologna: si è aperta ieri, 20 settembre, l’edizione 2011 di Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno.
 
In questi giorni figure di spicco nella progettazione internazionale saranno protagoniste del Salone: “Blurring boundaries - Interconnesioni tra progetto di product design e architettura. Confini culturali tra integrazione, sovrapposizione e rispetto identitario” è il titolo dell’intervento che Patricia Urquiola terrà oggi, alle ore 10,00. Questo pomeriggio sarà invece l'architetto giapponese Kengo Kuma
presso la Galleria dell'Architettura - Galleria 25/26, alle ore 14,00, a tenere la lectio "Power of the place". 

Nata a Oviedo, nelle Asturie, Urquiola frequenta la facoltà di architettura al Politecnico di Madrid e, successivamente, il Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1989 con Achille Castiglioni. Da allora Patricia Urquiola vive e lavora a Milano, dove si forma professionalmente a partire dagli insegnamenti di Bruno Munari, tra i padri della scuola milanese. Dal 1990 al 1992 è assistente di Eugenio Bettinelli e di Achille Castiglioni al corso di design industriale del Politecnico di Milano e all’E.N.S.C.I. di Parigi.
 
Nel 1991 inizia a lavorare per l’ufficio Sviluppo del prodotto di Maddalena De Padova, diventandone presto la responsabile. Qui incontra Vico Magistretti, con cui più tardi collaborerà. Nel 1998 inizia a lavorare con Moroso, per il quale progetta una nuova concezione del “sedersi” con componenti interscambiabili per un ambiente di soggiorno veramente modificabile. Con i suoi prodotti, tende a creare ambienti che infondano una sensazione di intimità e comfort e invitino allo stare insieme.
 
Nel 2001 apre a Milano un proprio studio di progettazione dove si occupa di design, allestimenti e architettura. Come designer collabora con decine di aziende, tra cui Agape, Alessi, B&B Italia, Driade, Flos, Foscarini, Kartell, Molteni, Rosenthal. Alcuni dei suoi prodotti sono esposti nelle collezioni permanenti del MoMA di New York e di altri musei. Tra i suoi progetti più recenti: il Mandarin Oriental Hotel a Barcellona, il W Resort & Spa a Vieques (Porto Rico), i negozi di Gianvito Rossi, gli showroom di Flos e Moroso a Londra e l’allestimento generale del Padiglione Spadolini a Pitti Uomo 2010, a Firenze.
 
È stata premiata Designer of the Year dalle riviste Wallpaper e Elle Deco, e Designer of the Decennium 2000-2010 dalle riviste tedesche Home e Häuser. Ha ricevuto, inoltre, il Red Dot Award e il Chicago Athenaeum Good Design Awards. Mostre personali sul suo lavoro sono state esposte nei musei di tutto il mondo.

Kengo Kuma nasce nel 1954. Consegue la Laurea Magistrale all’Università di Tokyo nel 1979. Dal 1985 al 1986 studia presso la Columbia University in qualità di visiting scholar. Nel 1990 fonda lo studio Kengo Kuma & Associates. Insegna presso la Keio University dal 2001 al 2008, l’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign nel 2008 e nel 2009 ottiene la cattedra alla Graduate School of Architecture presso l’Università di Tokyo. Tra le opere più importanti di Kuma figurano il Kirosan Observatory (1995), Water/Glass (1995, insignito dell’AIA Benedictus Award), lo Stage in Forest, il Toyoma Center for Performance Arts (che ha ricevuto l’Architectural Institute of Japan Annual Award nel 1997), lo Stone Museum (vincitore dell’International Stone Architecture Award del 2001), il Bato-machi Hiroshige Museum (vincitore del Murano Prize). Tra le opere più recenti, il Great Bamboo Wall (2002, Pechino, Cina), il Nagasaki Prefectural Museum (2005, Nagasaki) e il Suntory Museum of Art (2007, Tokyo). Anche all’estero si contano numerosi progetti imponenti, tra cui alcuni centri per l’arte a Besançon, in Francia, e a Granada, in Spagna, e un nuovo edificio del Victoria & Albert Museum nella sede di Dundee, in Scozia.

È il vincitore dell’International Spirit of Nature Wood Architecture Award del 2002 (Finlandia), dell’International Architecture Awards for the Best New Global Design per il “Chokkura Plaza and Shelter” nel 2007, e dell’Energy Performance + Architecture Award del 2008 (Francia). Kengo Kuma è inoltre un prolifico scrittore le cui opere sono tradotte in inglese, cinese e altre lingue.
 
Ritorna quest’anno a Cersaie l’incontro di un grande maestro del design italiano con gli studenti delle scuole superiori. Giovedì 22 settembre alle 10 salirà in cattedra, infatti, Alessandro Mendini. L’incontro segue un’analoga lectio magistralis che si era svolta, durante la scorsa edizione del Salone internazionale della ceramica per l’architettura e l’arredobagno, con Enzo Mari. Innovativa la formula, una sorta di “lezione alla rovescia”, durante la quale i ragazzi possono porre domande liberamente, mentre al maestro del design spetterà rispondere.  
 
Alessandro Mendini è nato a Milano nel 1931 ed è uno dei riconosciuti maestri del design italiano. Ha diretto le riviste “Casabella”, “Modo” e “Domus”. Realizza oggetti, mobili, ambienti, pitture, installazioni, architetture. Collabora con compagnie internazionali come Alessi, Philips, Cartier, Swatch, Hermés, Venini ed é consulente di varie industrie, anche nell’Estremo Oriente, per la risoluzione dei problemi di immagine e design. Suoi lavori si trovano in vari musei e collezioni private.   
 
Nel 1989 ha aperto assieme al fratello, architetto Francesco Mendini, l’Atelier Mendini a Milano. Insieme in Italia hanno progettato le Fabbriche Alessi a Omegna; la nuova piscina olimpionica a Trieste; alcune stazioni della metropolitana e il restauro della Villa Comunale a Napoli; il Byblos Art Hotel-Villa Amistà a Verona; i nuovi uffici di Trend Group a Vicenza; il recupero di tre aree industriali con edifici destinati a spazi commerciali, uffici, residence e abitazioni a Milano Bovisa; la nuova sede della Triennale di Milano.
 
Oltre confine l’Atelier ha progettato tra l’altro una torre a Hiroshima in Giappone; il Museo di Groningen in Olanda; un quartiere a Lugano in Svizzera; il palazzo per gli uffici Madsack ad Hannover e un palazzo Commerciale a Lörrach; il Museo della Ceramica e il Complesso Fieristico a Incheon in Corea.  
 
È membro onorario della Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme ed è professore onorario alla Accademic Council of Guangzhou Academy of fine Arts in Cina. Nel 1979 e nel 1981 ha ricevuto il Compasso d’oro per il design, è Chevalier des Arts et des Lettres in Francia, ha ricevuto l’onorificenza dell’Architectural League di New York e la Laurea Honoris Causa al Politecnico di Milano.
È stato professore di design alla Hochschule für Angewandte Kunst a Vienna. Sul suo lavoro e su quello compiuto con lo studio Alchimia sono uscite monografie in varie lingue.
 
Ha disegnato nel 2001 il manifesto immagine di Cersaie utilizzando una lettera del proprio cognome.
 
E ancora: presso la Galleria dell’Architettura, sabato 24 settembre, alle 11.00) Giorgio Bianchi, partner di Renzo Piano Building Workshop illustrerà attraverso un “racconto per immagini” gli edifici della Morgan Library e del New York Times.
 
La torre del quotidiano, realizzata all'indomani dell'11 settembre per dare un nuovo volto alla Grande Mela, e l'edificio di cultura - gigantesco museo sotterraneo scavato nella roccia – sono due dei progetti statunitensi più importanti firmati dallo studio. Giorgio Bianchi, che è stato capo-progetto della Morgan Library, ricostruisce la storia dei due edifici a partire dal 2001, da quella passeggiata insieme a Renzo Piano tra le macerie delle Twin Towers.    
 
“Il messaggio che si può e si vuole dare attraverso l’architettura – ha osservato Bianchi – è far nascere da questa tragedia l’occasione per ripensare il ruolo di questi edifici nel panorama della città”. Con risultati sorprendenti: il primo – la torre dello storico quotidiano newyorkese – è un edificio leggero e vibrante, importante eppure trasparente e quasi “immateriale” allo steso tempo, in grado di adattarsi alle stagioni, quasi di cambiare con il vento. Certamente un luogo aperto alla città, simbolo di un nuovo modo di intendere spazio privato e pubblico e simbolo, in definitiva, della nuova New York che doveva e poteva nascere dopo l’11 settembre.    
 
Come in un’affascinante camera oscura, la proiezione verso l’alto dell’edificio del New York Times trova il suo contraltare nella Morgan Library, quasi un grattacielo rovesciato, scavato nello scisto – la durissima roccia millenaria del suolo di Manhattan – fino a una profondità di 15 metri. Un’opera stupefacente anche dal punto di vista tecnico, con i lavori di scavo che si sono svolti a soli 25 cm dagli edifici adiacenti. Il risultato? Uno scrigno sotterraneo di arte e cultura, ben 2.500 mq nel ventre di New York. Oltre a questi due edifici, la “passeggiata” toccherà due progetti oggi in fase di realizzazione: la sede della Columbia University e il nuovo Whitney Museum.
 
Protagonista della conferenza sui “progetti newyorkesi” del RPBW è, insieme all’architetto Giorgio Bianchi, Lia Piano, direttore della Fondazione Renzo Piano e ancora una volta “in missione” a Cersaie per rappresentare lo spirito del RPBW: “Abbiamo una ‘bottega’, a Genova e Parigi, dove ogni anno vengono accolti 14 studenti provenienti dalle migliori università e scuole di architettura del mondo”, spiega. Un approccio squisitamente anti-accademico che rende possibile un lavoro di squadra tra grandi maestri e giovani architetti, un lavoro di squadra, conferma Lia Piano, che si costruisce direttamente sul campo: “Non ci sono insegnanti, lezioni, teorie: gli studenti entrano subito a far parte di un team e lavorano ogni giorno su progetti concreti”.           
 
Infine il 23 settembre 2011 alle ore 14.00, presso la Galleria dell’Architettura di Cersaie, si terrà la conferenza “Architecture for Humanity” dell’architetto Cameron Sinclair, fondatore di "Architecture for Humanity", la onlus che associa 40mila professionisti e opera in 14 Paesi.
 
Nel 2004 Sinclair è stato inserito dalla rivista Fortune tra gli Aspen Seven, le sette persone in grado di cambiare in meglio il mondo. Viene nominato nel 2005 RISD/Target Emerging Designer of the Year e, nel 2006, ha ricevuto il TED Prize. Nel 2008 è stato selezionato dal World Economic Forum come Young Global Leader.
 
Nata nel 1989, Architecture for Humanity è cresciuta fino a includere 40mila professionisti e 72 sezioni in 14 Paesi. Tra i progetti seguiti: la ricostruzione dopo il terremoto del 2010 ad Haiti e in Cile, l’uragano Katrina e lo Tsunami in Asia meridionale, nel 2004.  
 
Cameron Sinclair è nato nel 1973 a Londra. Negli anni ‘90 studia architettura presso l'Università di Westminster e la Bartlett School of Architecture, University College a Londra. Già da allora s’interessa alla progettazione sociale, culturale e umanitaria e incentra la propria tesi di laurea sulla fornitura di riparo ai senzatetto di New York attraverso interventi sostenibili tramite alloggi di transizione. Questa tesi è servita come base per l’avvio di Architecture for Humanity.  
 
Nel 1997, dopo la laurea, Sinclair si trasferisce a New York, dove ha lavorato come designer per Steve Blatz Architetti, Christidis Lauster Radu Architetti e Gensler. Nell’aprile 1999 fonda Architecture for Humanity insieme a Kate Stohr, con cui nel 2006 pubblica un compendio sulla progettazione socialmente consapevole, dal titolo “Design Like You Give A Damn: risposte architettoniche alle crisi umanitarie” (Metropolis Libri). Attualmente stanno lavorando ad un secondo volume, che dovrebbe uscire entro la fine del corrente anno.  
 
Sinclair, oltre a diversi incarichi come visiting professor in importanti università, ha partecipato a diverse conferenze internazionali, tra cui il World Economic Forum 2010, e altri eventi sullo sviluppo sostenibile e la ricostruzione post disastro. Insieme con la co-fondatrice Kate Stohr, è stato insignito del Wired Magazine Award 2006 Rave di Architettura per il lavoro svolto al fine di rispondere alle esigenze abitative a seguito dell’uragano Katrina. Sinclair e Stohr hanno inoltre lanciato l’Open Architecture Network, la prima comunità del mondo “open source” dedicata al miglioramento delle condizioni di vita attraverso il design innovativo e sostenibile.
 
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
BIM: professionisti italiani, siete pronti? Leggi i risultati