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LAVORI PUBBLICI

Appalti, proposto sorteggio delle commissioni aggiudicatrici

di Paola Mammarella

Le idee del Cnappc in vista delle audizioni con operatori, SA e ordini professionali sulle novità del Dl sviluppo

Vedi Aggiornamento del 10/10/2011
12/09/2011 – Ridurre i costi degli appalti senza intaccare i salari minimi e dare certezza alla fase di aggiudicazione delle gare, creando magari commissioni aggiudicatrici miste pubblicamente sorteggiate. È la logica alla base degli appalti tipo, previsti dal decreto sviluppo, su cui il Cnappc ha espresso alcune proposte in vista delle audizioni del 29 settembre.
 
Al centro del dibattito di questi giorni ci sono infatti la tassatività delle clausole di esclusione e il peso che il costo del lavoro deve assumere nella valutazione delle offerte.
 
Dopo aver predisposto on line un modello di consultazione per la formulazione di proposte, l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici ha fissato per giovedì 29 settembre prossimo le audizioni con operatori, stazioni appaltanti e ordini professionali.
Tra le proposte inviate all’Authority, il Cnappc, Consiglio nazionale degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori, ha elaborato uno schema che a suo avviso potrebbe diventare un riferimento per i professionisti che intendono partecipare a una gara o ad una selezione con procedura negoziata. 
Come spiegato da Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio Nazionale Architetti e responsabile del Dipartimento Lavori Pubblici, la bozza cerca di  incrementare il peso ponderale di parametri qualitativi di selezione, riducendo contestualmente il peso di parametri quantitativi come il “tempo di redazione del progetto” ed il “ribasso dell’onorario”.
 
L’impostazione, ha affermato La Mendola, prende come riferimento il regolamento attuativo del Codice Appalti, che introduce il criterio di selezione secondo l’offerta economicamente più vantaggiosa.
 
Il Cnappc mette inoltre in guardia dal rischio che valutazioni basate su criteri discrezionali possano tradursi in una mancanza di trasparenza e di criteri di riferimento oggettivi. Per questo propone il sorteggio pubblico dei componenti delle Commissioni giudicatrici che dovrebbero essere composte da membri rappresentanti degli enti aggiudicatori e degli ordini professionali.

 
 
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